"Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo" (Mc 7,15): la nostra scelta vegetariana non deve essere per desiderio di non "contaminazione" (da cadavere), ma come cambiamento, come cuore puro. Dal cuore infatti esce l'intenzione di uccidere una creatura di Dio per mangiarla. Cambiando il nostro cuore in Cristo e rendendolo in Lui puro riprendiamo l'immagine e somiglianza con Dio Amore, che - neccessariamente - aborrisce ogni violenza. E Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:saranno il vostro cibo" (Gen 1,29)

StatutoSante Messe di A.C.V. CalendarioIl veganismo nella prospettiva escatologica della Bibbia

Sito dell'Associazione Cattolici Vegetariani
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Venerdì 23 Febbraio 2018 11:17

Benvenuti sul sito di Associazione Cattolici Vegetariani

Questo sito è un punto di incontro, di approfondimento e di studio dei principi che viviamo e testimoniamo.

Per facilitare la navigazione abbiamo suddiviso il sito in categorie tematiche che trovate nelle colonne a sinistra, in modo particolare nella sezione il vegetarianesimo e il cattolicesimo sono inseriti gli articoli che più riguardano nello specifico il legame tra la spiritualità cattolica e l'alimentazione vegetariana:
Sacra Scrittura -       Testimonianze dei Santi -       Preghiera -         Magistero e vita ecclesiale, documenti o scritti in merito al vegetarianesimo o alla tutela del Creato -        Bibliografia sulle tematiche associative.


Per partecipare alla comune preghiera ti proponiamo l'intercessione comune per tutta la creazione del primo venerdì del mese proposte dalla nostra associazione PRIMO VENERDI DEL MESE - SANTE MESSE PER LE INTENZIONI DI ACV


Per conoscere le nostre attività in corso potete visitare la sezione attività o ancor meglio (visto che non tutte le attività locali sono segnalate sul sito) contattare i vostri referenti di zona  nella sezione contatti.


Per conoscere le attività che abbiamo portato avanti in questi anni e reperirne i materiali potete consultare la sezione eventi passati.
Potrete ascoltare le interviste che ci sono state fatte o leggere gli articoli che sono stati scritti su di noi nella sezione parlano di noi. Abbiamo inoltre messo a disposizione di tutti i naviganti gli atti (scritti o formato video) dei nostri convegni , del progetto scuola ,un focus sulle nostre  pubblicazioni_ Collaboratori del Creato ;    "il grido della creazione" e il recentissimo libro "il vegetarianesimo di ispirazione cristiana
Buona navigazione! Dio benedica tutti i visitatori.
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Per leggere l'enciclica del Santo Padre "Laudato sii" puoi cliccare qui

Per i video delle nostre conferenze potete consultare la sezione video sul sito o il nostro canale youtube.

Se vuoi collaborare con noi scrivici ed inviaci il tuo progetto!

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Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Febbraio 2017 10:23
 
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Giovedì 23 Novembre 2017 19:14

Presentazione a Sarzana del "vegetarianesimo di ispirazione cristiana"

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Mercoledì 15 Novembre 2017 13:00

SAN MARTINO DI TOURS

Martino, figlio di un ufficiale romano, nacque nel 316/7 in Pannonia (Ungheria). Il nome Martino deriva da Martinus (= dedicato a Marte), il dio della guerra. Inizialmente Martino seguì la carriera militare e fu di cavaliere della guardia imperiale romana. Divenuto catecumeno, un giorno egli donò metà del proprio mantello/clamide a un povero seminudo ad Amiens (Gallia), secondo una famosa leggenda. Nel 337, egli fu battezzato. Una volta concluso il periodo militare e dopo varie traversìe, egli iniziò il suo apostolato prima in Italia e poi in Francia, giunse a Poitiers ove incontrò il vescovo Ilario e divenne esorcista. Fu questo per lui un periodo di vita eremitica, condotta in una semplice cella, tra il 356 e il 360. Lì si contrassegnò come taumaturgo, che attirava numerosi discepoli. Egli seguiva una dieta vegetale assai parca, con radici ed erbe, conservando vigorìa e illuminazione. Quindi Martino fu eletto vescovo di Tours.

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Mercoledì 15 Novembre 2017 13:12

SANT’ALBERTO MAGNO (1206-1280)

Sant’Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa, il cui nome significa “fulgido di nobiltà”, nacque in Baviera (Germania), nel 1206, probabilmente da una famiglia di militari. Egli seguì gli studi, dimostrando un’enorme passione per le scienze naturali, entrò nell’ordine Domenicano (1223), divenne prima lettore a Colonia, poi accolito e quindi vescovo di Ratisbona (1260). Inoltre Alberto fu stimato professore universitario a Friburgo, Ratisbona, Strasburgo, Colonia e Parigi. Nella capitale francese, Place Maubert è dedicata a lui. Gli studenti affluivano alle sue lezioni in tale quantità, che Alberto era costretto addirittura a insegnare sulla piazza antistante l’Università stessa. Fu maestro anche di san Tommaso d’Aquino (m. 1274); famosa la sua sentenza nei confronti del suo discepolo: «Noi lo chiamiamo “bue muto”, ma egli con la sua dottrina emetterò un tale muggito che tutto il mondo ne risuonerà». Tra i suoi numerosi discepoli anche san Bonaventura da Bagnoregio (m. 1274). Alberto tradusse in termini cristiani il pensiero aristotelico, e il suo influsso fu influente in Europa fino al XVI secolo. Egli fu tra i primi pensatori medievali ad affermare l’autonomia del sapere filosofico e scientifico dalla teologia. Morì a Colonia nel 1280. Papa Pio XI nel 1931 lo riconobbe come dottore della Chiesa. Poi, nel 1941, papa Pio XII lo dichiarò patrono dei cultori delle scienze naturali. La sua produzione letteraria fu abbondantissima. Egli si occupò di geografia, astronomia, zoologia e botanica. Sant’Alberto, riallacciandosi a san Girolamo (m. 420), scrisse di ammirare l’astinenza praticata dagli antichi sacerdoti. Egli era consapevole che l’astinenza dalla carne fosse un mezzo che facilita l’orazione e predispone a ricevere grazie e carismi. L’astinenza avrebbe allora una duplice utilità:

‒ da una parte la conoscenza dei misteri divini e l’esaudimento delle preghiere;

‒ dall’altra, l’astinenza da carne e derivati, affinché l’anima si elevi a contemplare per cose più elevate.

La sua memoria ricorre il 15 novembre.

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Giovedì 26 Ottobre 2017 14:09

il cristianesimo e la caccia

"Dal laccio del cacciatore ti libererà" (Salmo 90)

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i Santi e la caccia:la visione di San Placido

Placido, ricco e vittorioso generale di Traiano, benché pagano era spinto a grandi beneficenze per sua bontà naturale, come già il centurione Cornelio. Un giorno, a caccia, inseguì un cervo di straordinaria bellezza e grandezza che, fermatosi sopra un'alta rupe, si volse all'inseguitore. Aveva tra le corna una croce luminosa e, sopra, la figura di Cristo: "Placido", disse, "perché mi perseguiti? Io sono Gesù, che tu onori senza sapere"

 

San Biagio salva gli animali dai cacciatori

“...Ora avvenne che gli animali selvatici presero ad andare a quella spelonca e a fermarsi intorno a Biagio: cervi, caprioli, asini selvatici, ma anche belve feroci e serpenti che rimanevano quieti in pace e non si allontanavano finché il Santo non aveva dato loro la benedizione. Col tempo sempre più i cacciatori si trovarono costretti a tornare dalla foresta a mani vuote, non avendo visto neppure un animale, poiché tutte le bestie erano convenute alla grotta di Biagio: gli uccelli gli portavano di che mangiare e lui, che era medico, curava le bestie ferite e malate. Qualcuno alla fine scoprì la ressa degli animali intorno alla grotta dell'eremita e andò a riferirlo all'imperatore che divenne furibondo e mandò una delle sue legioni a prendere il vescovo. Dispersi gli animali, entrati nella caverna, i soldati arrestarono Biagio e lo condussero davanti al tiranno, che lo condannò a morte..." Dalla Vita di San Biagio di Sebaste

 

Anche San Basolo salva gli animali dai cacciatori

isse vicino a Reims in Francia nel 600 d.C. La sua festa è il 26 novembre. Basolo amava molto la Bibbia. Aveva anche costruito un bel leggio di legno per mettercela sopra. La apriva e stando in piedi la leggeva. A volte in silenzio, a volte ad alta voce, soprattutto quando voleva insegnare la Parola di Dio a quelli che venivano a trovarlo. Un giorno, mentre stava leggendo il libro dei Salmi, arrivò un grosso cinghiale che si infilò nella sua casetta di legni e frasche. Si mise ai piedi del leggio e rimase lì, sdraiato sulle sue zampe, enorme, nero e possente. Il santo, assorto in contemplazione, pur avendo ben visto il cinghiale, continuò a leggere e a pregare la Bibbia.

Quando arrivarono i cacciatori, da cui il cinghiale era fuggito, si fermarono meravigliati ad osservare la strana scena della bestia immobile e docile, che ascoltava il santo. Stettero tutti lì finché Basolo non ebbe finito le sue preghiere. Dopo di che i cacciatori salutarono il monaco e gli promisero che nessuno avrebbe più ucciso un animale che si trovasse a vivere nei pressi della sua casetta nel bosco.

 

San Serafino fa sospendere la caccia all’orso

"A mezzanotte - ci racconta un testimone oculare, Padre Giuseppe - orsi, lupi, lepri e volpi circondavano l'eremo assieme a lucertole e rettili di ogni tipo. Finite le preghiere previste dalla Regola di San Pacomio, l'asceta usciva dalla sua cella e cominciava a sfamarli". Un altro testimone, Padre Alessandro, un giorno chiese incuriosito a Padre Serafino come potesse bastargli il pezzo di pane secco che aveva nel sacco per accontentare un così gran numero di bestie. "Ce n'è sempre abbastanza", fu la risposta pacifica. Un grosso orso godeva in particolare dell'intimità con il sant'uomo. Racconti dettagliati dei loro incontri, sulle prime poco rassicuranti, ci sono stati lasciati da Padre Alessandro e da altri. Ciò che maggiormente colpiva tutti era la gioia che Padre Serafino irradiava in quelle occasioni. Sorridente, mandava l'orso a prendere qualcosa e questi ritornava, camminando sulle zampe posteriori portando un favo di miele che l'anacoreta offriva gentilmente ai suoi ospiti. Tra le raffigurazioni postume di Serafino di Sarov, quelle più diffuse lo ritraevano seduto all'ombra di un pino mentre dava un pezzo di pane a un orso". Fino alla Rivoluzione d'ottobre, la caccia all'orso fu quindi proibita nella foresta di Sarov, in memoria di San Serafino .

 

San Marculfo salva la lepre dal cacciatore

 

Una lepre inseguita dai cacciatori, trovata tra le braccia di San Marculfo. – Ti vogliono ammazzare, povera lepre? - disse il santo. – Come osi impadronirti della preda del re? Rendimi quella lepre o ti taglio la testa! - disse il cacciatore. Non fece in tempo a finire la frase che il cavallo lo scaraventò a terra lasciandolo ferito e tramortito. I compagni di caccia, che erano cristiani e sapevano che era meglio non offendere le persone consacrate a Dio, si avvicinarono al monaco sacerdote e lo pregarono di guarire il loro amico. Marculfo non se lo fece ripetere due volte. Si alzò, si avvicinò al ferito e pregò Gesù di guarirlo, cosa che accadde subito. Quando il re seppe dell'accaduto ordinò di non dare più nessun fastidio a quel santo prete.

 

Testi tratti da "Il Vegetarianesimo di ispirazione cristiana" di Marilena Bogazzi, Ed. Cosmopolis Torino, 2016

per Associazione Cattolici Vegetariani

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Ottobre 2017 14:12
 
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Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire