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La nostra vocazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Domenica 10 Novembre 2019 16:52

La nostra vocazione

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Nella prassi oggi viene spesso rimproverato a coloro che hanno scelto di rispettare la vita animale, di non occuparsi a sufficienza della vita umana; però non vi è accusa più infondata di questa, in quanto la persona che rispetta la vita animale ha capito l’amore che deve a ogni essere creato. L’amore divino, quando entra nella vita di una persona, la riempie, e la persona animata dall’amore di Cristo innanzitutto prova un amore totale per Dio, e poi man mano questo amore si riversa su chiunque si trovi a essere prossimo, dapprima i nostri famigliari, poi i nostri amici, poi i conoscenti, poi qualsiasi persona e infine qualsivoglia essere vivente.
Come Dio ha risposto al personale bisogno d’amore, così la persona diventa “capace” di rispondere ai bisogni dell’altro («Ama il prossimo tuo come te stesso»), quali che siano gli aspetti che lo qualificano: provenienza, razza, gruppo di appartenenza, ceto sociale, professione e così via. Esiste certamente una gerarchia, ma essa può indicare un ordine di priorità e non certo divenire pretesto di esclusione.
Inoltre esistono multiformi varietà di vocazioni: alcuni sono votati all’amore contemplativo, altri all’educazione; alcuni sono chiamati al sacerdozio, altri alla cura dei malati, altri ancora alla vicinanza con i carcerati; alcuni sono chiamati ad addentrarsi nella sofferenza umana e altri ancora hanno ricevuto nel cuore il grido degli “ultimi” e sanno rivolgersi in via principale a dare voce a chi non ne ha e a portare cura e amore a ogni creatura. Dio sa come assegnare i carismi, solo lui può sapere quale sia la vocazione di ciascuno e per questo non possiamo che ringraziare la sua Provvidenza, che ci rende un sol corpo nonostante la differenza di talenti e di carismi.
(nella foto: degli esseri viventi stipati nei camion per diventare prosciutti; il testo è tratto dal libro Cibo e sesso, natura cultura e spiritualità -libro-)

 
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