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Recensione "Collaboratori del creato", di Alma Massaro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alma Massaro   
Mercoledì 06 Agosto 2014 07:53

Recensione "Collaboratori del creato", di Alma Massaro

Il presente volume, Collaboratori del creato. La scelta vegetariana nella vita del cristiano, rappresenta

un unicum all'interno della vivace discussione relativa alla cosiddetta “questione animale” sorta in Italia

negli ultimi decenni del ventesimo secolo. Invero, sebbene da tempo anche numerosi studiosi provenienti

da ambienti cattolici abbiano iniziato a prender parte al tale dibattito, fino ad oggi i loro contributi sono

rimasti percorsi isolati all'interno di una discussione generalmente condotta in chiave secolare. Questa

collettanea rappresenta una novità proprio in questo senso. Essa ha il merito di raccogliere in un unico

volume studi provenienti anche da ambiti lontani fra loro – che vanno dalla teologia alla scienza

veterinaria – ma accomunati da una medesima volontà di recuperare quegli strumenti che la sapienza

cristiana può offrire per mettere in discussione i paradigmi antropocentrici che guidano l'agire dell'essere

umano nei confronti dell'animale.

 

Com'è noto, gli ultimi due pontificati sono stati segnati da importanti riflessioni a proposito del

nostro rapporto con l'intera creazione. Invero, se, da un lato, l'enciclica Caritas in veritate del 2009 si è

occupata di portare alla luce i compiti e le responsabilità che l'essere umano ha nei confronti dell'intero

creato, portando quindi l'attenzione sulla natura in generale, dall'altro, i continui richiami di papa

Francesco riguardo alla necessità di custodire la creazione ci invitano a porre attenzione al nostro agire nei

confronti delle creature non umane, ovvero gli animali. Insegnamenti che, come dimostrato chiaramente

dal presente lavoro, sono conseguenza diretta dell'orientamento inequivocabilmente teocentrico

dell'universo che ci offrono i testi biblici e che costituisce un patrimonio comune tanto dei Padri della

Chiesa quanto di numerosi santi che hanno vissuto in svariati momenti della storia della cristianità.

In questo senso Collaboratori del creato si inserisce all'interno di tale rinnovata attenzione cristiana

e, finalmente, cattolica, nei confronti della creazione. In particolare, come si evince chiaramente dal

sottotitolo, il presente volume si occupa di indagare, a partire da prospettive eterogenee, in che modo sia

oggi possibile intendere il significato e, in qualche modo, recuperare la realtà di quella prima regola

alimentare rivolta da Dio agli esseri umani – e agli altri animali – di cibarsi esclusivamente di alimenti di

origine vegetale. Attraverso interessanti analisi del testo biblico, unite alla attenta investigazione del

pensiero di alcuni Padri della Chiesa e sostenute dagli apporti della scienza medica contemporanea, gli

autori invitano, sulla scia dell'insegnamento evangelico, a una trasformazione, da intendersi non

semplicemente come un cambio di mentalità ma come una vera e propria conversione. Riscoprire la

tenerezza e l'amore che il Creatore nutre nei confronti di tutte le sue creature permette non solo di

comprendere meglio il carattere di Dio ma ci invita, inoltre, a seguirne l'esempio. E un'agire orientato sul

modello divino è, invero, un'agire rivolto al recupero di quella primigenia armonia che, si badi bene,

rappresenta qualcosa di più profondo del semplice equilibrio di relazioni. L'armonia del progetto divino è

da intendersi, in realtà, come una vera e propria comunione, “un compito da realizzare” a cui sono chiamati

a collaborare tutti gli uomini di buona volontà e che è anticipata, da un lato, da quella dimensione di attesa

che è caratteristica comune della fede di ogni cristiano e, dall'altro, da quella dimensione di speranza che

accomuna l'intero creato. In questo senso, “il Paradiso è una meta per tutto ciò che respira, per la mosca

contro il vetro come per il mistico”. E proprio alla luce di questo orizzonte di fiducia in un tempo

finalmente compiuto si comprende come anche la preghiera rappresenti un dato comune che lega Dio a

tutte le sue creature, umane e non.

Il dialogo condotto, contemporaneamente, con le Sacre Scritture e con la sapienza dei Padri della

Chiesa, offre, inoltre, l'opportunità di recuperare l'originario statuto ontologico degli animali, come

creature di Dio “da amare e rispettare per se stesse”. E proprio sulla base tale recupero si poggia il rifiuto di

qualsiasi prospettiva utilitaristica come strumento per giustificare il contemporaneo sistema di

allevamento e produzione dei cibi di derivazione animale. «Tutti», osserva padre Lorenzetti, «sono

chiamati ad avvertire la differenza abissale tra il mangiare carne per necessità e l’industria della carne, fatta

di mattatoi, allevamenti intensivi, lunghi trasporti nel patimento degli animali, quale è invalsa nelle società

cosiddette avanzate». La mancanza nella tradizione etica cristiana di un “vegetarianismo etico” non

impedisce la scoperta al suo interno di numerose tradizioni spirituali che considerano l'astinenza dalle

carni come un mezzo di purificazione per recuperare quell'armonia delle origini che, come si è visto,

rappresenta la comune origine e il comune destino di tutta la Creazione.

Ai contributi di carattere esegetico-filosofico si aggiungono in conclusione due interventi di

carattere più scientifico, volti a mostrare come le minacce rappresentate dall'industria zootecnica

relativamente alla sicurezza alimentare, alla salute pubblica e alla giustizia sociale siano in realtà aspetti

profondamente collegati con la tradizione teologica e con la responsabilità del cristiano nei confronti della

creazione. Il solo fatto che «la metà dei cereali coltivati in tutto il mondo per l’alimentazione del bestiame

basterebbe a sfamare tutte le popolazioni dell’intero pianeta che hanno difficoltà o sono impossibilitate a

nutrirsi adeguatamente» rappresenta una realtà con cui il credente deve confrontarsi ogni volta che si

appresta a compiere scelte alimentari.

Collaboratori del creato è certamente un libro da leggere e rileggere e ci si augura rappresenti

semplicemente il primo di una numerose serie di studi rivolti alla “questione animale” affrontata a partire

da un dimensione privilegiata, quella, appunto, cristiana

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Agosto 2014 08:10
 
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