Padre Luigi Lorenzetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Domenica 11 Marzo 2018 22:28

È morto ieri a Bologna il teologo Luigi Lorenzetti religioso dehoniano, una delle figure più autorevoli della teologia morale italiana che ha accompagnato, e indirizzato, nel suo rinnovamento postconciliare. Nato a Egna nella Bassa Atesina in Sudtirolo nel 1931, entrato giovanissimo nella Congregazione dei Padri Dehoniani, si era laureato in teologia a Roma, con specializzazione in teologia morale, alla Pontificia Università “Angelicum”. Da quegli anni lo studio e l’approfondimento continuo della teologia morale ha rappresentato il suo modo di servire nella Chiesa (ma per molti anni aveva svolto servizio pastorale presso la parrocchia di Minerbio in provincia di Bologna).
Studioso attento ad ogni nuova sensibilità che sapeva percepire con prontezza, e che valutava come un segno dei tempi di cui tener conto, era convinto della «responsabilità di intercettare quanto emerge nell’oggi, e che cambia rapidamente, il solo modo – diceva - per poter far passare i semi del Vangelo».
Ha insegnato teologia morale allo Studio Teologico Sant’Antonio di Bologna, affiliato alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, e dalla sua istituzione nella metà degli anni Ottanta fino al 2010 al Corso Superiore di Scienze Religiose di Trento (ora FBK) chiamato dall’allora direttore e fondatore del Centro per le Scienze Religiose, mons. Iginio Rogger.
Amico fraterno di teologi suoi colleghi come Enrico Chiavacci e Giannino Piana, nel 1966 con loro aveva dato vita all’Atism, l’Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale di cui era stato anche presidente, un gruppo tra cui si contano preti, religiosi, vescovi e laici che a vario titolo sono impegnati nel campo della teologia morale. Ad essi si era aggiunto fin dai primi passi anche Karl Golser, poi vescovo di Bolzano-Bressanone, al rientro dagli studi a Bruxelles, e che dell’Atism nel 2006 veniva eletto presidente.
Nel 1969 aveva fondato e diretto fino alla chiusura (2014) la Rivista di Teologia morale, «espressione della ricerca teologica dei moralisti italiani» (riguardo alla chiusura scriveva con serenità: «la crisi dell’editoria e delle riviste in particolare può trasformarsi in fattore di crescita perché si possono individuare vie nuove per l’annuncio»). L’obiettivo della Rtm lo spiegava così: «Un ambizioso progetto che comportava un duplice impegno. Innanzitutto appropriarsi attivamente del discorso morale che era quasi monopolio dei teologi moralisti della scuola romana per riviverlo secondo l’ecclesiologia della Lumen gentium (e cioè della Chiesa intera: fedeli laici, gerarchia, teologi) ciascuno nel riconoscimento del proprio ruolo e competenza. In secondo luogo la via italiana al discorso morale esigeva un’indipendenza di pensiero da altri paesi europei, specie Francia e Germania che fino agli anni ’50 avevano esercitato un ruolo direttivo nel pensiero teologico europeo».
Un progetto che, di fatto, ha costituito un contributo assai apprezzato anche all’estero come sottolinea Antonio Autiero, teologo morale già docente a Münster e direttore dell’Istituto per le Scienze Religiose FBK a Trento dal 1997 al 2015, che abbiamo raggiunto a Berlino: «Con la fondazione della Rivista di Teologia Morale Lorenzetti non solo ha contribuito in maniera sostanziale al rinnovamento della teologia morale in Italia nel dopo Concilio, ma ha impresso una direzione all’intera teologia morale nel mondo in quanto la Rivista ha avuto una diffusione molto più ampia oltre i nostri confini per il motivo che molti teologi di ogni parte della terra, essendo venuti a Roma per motivi di studio, conoscono la lingua italiana e leggono anche in italiano».
Riguardo alla figura di Lorenzetti, teologo collega e amico personale, Autiero aggiunge: «Di Lorenzetti metterei soprattutto in evidenza la sua intelligenza nell’affrontare i temi più diversi della teologia morale con uno stile sempre molto misurato e sobrio, ma capace di appassionarsi alle discussioni».
Oltre alla Rivista da lui diretta e agli interventi su tutte le riviste dehoniane, Lorenzetti era stato collaboratore di quelle della San Paolo: già membro del comitato di direzione di Famiglia Oggi, collaboratore di Jesus, aveva tenuto una rubrica fissa anche su Famiglia Cristiana. Autore di numerose pubblicazioni - non solo per le edizioni dehoniane, ma anche Cittadella, San Paolo per citarne alcune – aveva collaborato a Dizionari di teologia e fornito contributi in diverse opere collettive.
Negli ultimi anni si era rallegrato per l’enciclica sociale di Papa Francesco perché la responsabilità per la cura del creato, insieme ai nuovi temi bioetici e all’attenzione agli animali, avevano costituito, e non poteva essere altrimenti, già da diverso tempo oggetto della sua appassionata attenzione.
Di padre Lorenzetti quanti l’hanno conosciuto da studenti, in modo particolare quanti l’avevano avuto come relatore di tesi o come collaboratore per la loro attività di comunicatori o saggisti, ricordano la grande umanità e l’attenzione alle persone (come, per fare un esempio, la cura nel seguire da vicino sino alla fine gli anni del calvario dell’amico fraterno, e ammalato, Golser a Bressanone).
Fonte LA STAMPA

http://www.lastampa.it/2018/03/09/vaticaninsider/ita/news/luigi-lorenzetti-pioniere-del-rinnovamento-della-teologia-morale-DxSwPipvCdCZ35rw4SGgtO/pagina.htmlnte:

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Marzo 2018 22:31
 
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