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Cattolici vegetariani
Recensione su La Repubblica PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Lunedì 11 Gennaio 2016 17:11

Recensione su La Repubblica

 

PER IL TESTO CLICCA QUI

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2016 17:51
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Preghiamo insieme la Coroncina della Divina Misericordia per tutta la creazione. PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Sabato 22 Aprile 2017 19:15

Preghiamo insieme la Coroncina della Divina Misericordia per tutta la creazione.

Risultati immagini per festa della divina misericordia


Quest'anno la festa della Divina Misericordia coincide con la festa della terra, tutti noi uniamoci in preghiera per affidare al cuore Misericordioso di Gesù tutta la creazione ed ogni creatura; preghiamo insieme -dovunque ci troviamo- la Coroncina della Divina Misericordia portando a Gesù l'intera creazione, ogni creatura e tutti gli esseri umani affinchè diventino amorevoli custodi e non tirannici dispositori del Creato.
Grazie a chi parteciperà
 
Progetto scuola, MATERIALE DIDATTICO collaborazione con LAV PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Mercoledì 27 Settembre 2017 20:04

Progetto scuola, MATERIALE DIDATTICO collaborazione con LAV


 

Segnaliamo  che sul  sito LAV www.piccoleimpronte.lav.it è possibile accedere a multimediali ed altre risorse didattiche che sono messe gratuitamente a disposizione degli insegnanti e di tutti coloro che intendano usarle.

Ilaria Marucelli
Responsabile Area “A scuola con LAV”
Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Settembre 2017 20:08
 
Il Vegetarianesimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano severoni   
Venerdì 15 Settembre 2017 13:18

Il Vegetarianesimo

 

Il vocabolo vegetarianesimo fu coniato nel 1847, in occasione della fondazione a Manchester (Inghilterra) della Vegetarian Society, la prima associazione organizzata. Il termine fu poi adottato in Germania nel 1857, ove il pastore protestante Eduard Baltzer (m. 1887) diffuse l’idea vegetariana. In Francia, nel 1880 il dottor Hureau de Villeneuve fonda la Società Vegetariana di Parigi (Société Végétarienne de Paris) e diviene il suo presidente. A partire dal 1889, si utilizza anche vegetarismo. Nel 1908, nasce l’Unione Vegetariana Internazionale e nello stesso anno è fondata la Società Vegetariana di Mosca. A Milano, nel 1906, si costituisce una cooperativa per la gestione di un ristorante vegetariano.

Per comprendere l’esatto significato dei termini, il mezzo fondamentale è quello di scoprire la loro etimologia. L’etimologia è la scienza che studia l’origine e il significato delle parole (dal greco etymon (= senso vero di una parola) + logos (= scienza)

Orbene, entrambi questi termini (vegetarianesimo e vegetarismo) furono coniati facendoli derivare ‒ presumibilmente ‒ dall’aggettivo latino vegetus (sano, vigoroso), esplicitando in tal modo il concetto che per poter essere sani bisogna astenersi ‒ come primo passo ‒ dal consumare carne, piuttosto che dalla parola vegetale come cibo dei vegetariani. Prima del 1847, si usava abstinentia, sottinteso carni, cioè astinenza dalle carni. Il latino abstinentia potrebbe equivalere al greco xerofagia, ossia dieta senza carne animale e altri cibi. Nella Grecia antica, ancora non esisteva il vocabolo, ma comunque lo stile vegetariano era presente. Si utilizzava comunemente l’espressione “vitto pitagorico”, dal nome del matematico, politico e scienziato greco Pitagora di Samo (m. 475 a.C. ca) fautore di tale indirizzo, avente come scopo principale come ricordava il dottor Antonio Cocchi ‒ la salute o poi la “tranquillità dell’animo”. Nelle Metamorfosi di Ovidio (m. 18), poema epico-mitologico dedicato alle dottrine pitagoriche, si riporta il suo rifiuto del sacrificio cruento degli animali. Si trattava di una scelta contraria ai doveri di ogni cittadino, in Grecia come a Roma, un rifiuto non soltanto privato, ma altresì dai risvolti sociali e politici. Con digiuno (dal latino jeiunare, da jeiunus = affamato) invece s’intendeva la rinuncia completa di cibo per periodi di tempo variabili, da uno o più giorni. Negli autori spirituali, le restrizioni alimentari avevano finalità di carattere prettamente ascetico. Il vocabolo metanoia = penitenza in origine in santi, asceti e mistici era un autentico “cambiamento di mente”. Nel vocabolario etimologico del Pianigiani, risulta che il latino vegetus da vegeo (= sono sano, vigoroso) e anche spingo, eccito, derivano dalla radice sanscrita vag (= sospingere, accrescere, far crescere, rendere gagliardo), da cui vag-ayami = incito, risveglio, rendo alacre, gagliardo e vag’as (= forza), il latino vigile auge (= che vien su prosperamente, robusto). I sostantivi maschili vegetarismo e vegetariano originano dalla radice sanscrita vag. Tale radice si ritrova nella lingua latina, nel sostantivo vigor (= vigore, salute, gagliardia) e nell’aggettivo vegetus (= sano, vigoroso, pieno di vita). Pertanto, con vegetarismo/vegetarianesimo s’intende quell’insieme di comportamenti, che consentono all’uomo di raggiungere lo stato di vegetus, ossia di soggetto sano e vigoroso. I termini vegetarismo e igienismo hanno una radice linguistica comune e di conseguenza un significato simile. Infatti, dalla radice ug (che corrisponde alla primitiva radice vag) attraverso dei vocaboli latini intermedi, deriva ygeia (= sanità) e quindi ygienem (= che conferisce la salute, salubre), donde, alla fine, il termine italiano igienismo. Questi due termini furono coniati facendoli derivare dall’aggettivo latino vegetus (= sano, vigoroso), per evidenziare il concetto che per essere sani occorre astenersi, come primo passo, dal mangiare carne. Pertanto il vocabolo vegetarianesimo sta a significare ogni concezione dietetica che, basandosi su presupposti di ordine non solamente igienico, ma anche etico (illecita uccisione di animali) e spirituale (purificazione), proscrive l’uso di alimenti carnei e reputa i cibi di provenienza vegetale, come idonei a una completa e sana alimentazione. Il vegetarismo non è una moda, un’opinione, ma risponde alle leggi della natura. La fisiologia e l’anatomia comparata c’insegnano che l’uomo si classica tra i frugivori; non è un animale onnivoro, né carnivoro e né erbivoro. I suoi cibi elettivi sono frutti e semi. Per migliaia di anni, nella storia dell’uomo, pressoché a tutte le latitudini, il consumo di carne animale è stato del tutto occasionale. Oltre più se un “alimento base” è quello di apportare carboidrati, proteine e grassi in proporzione ottimale rispetto ai fabbisogni dell’organismo, la carne non solo è poco indicata alla conformazione del nostro apparato digestivo, ma altresì è un alimento squilibrato rispetto all’apporto di vitamine e sali minerali, di cui è assai carene, pur essendo assai ricca in proteine, macronutrienti comunque presenti nel mondo vegetale.

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LA CREAZIONE NUTRE LA SPERANZA DI ESSERE SALVATA PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Lunedì 12 Marzo 2018 21:02


LA CREAZIONE NUTRE LA SPERANZA DI ESSERE SALVATA

Luigi Lorenzetti

Tratto da "il grido della creazione" edizioni Lindau (atti del Convegno Nazionale di Associazione Cattolici Vegetariani in Ancona)

La creazione (o, altrimenti detta, universo, terra, cosmo, natura), ha un futuro? Quale futuro può sperare? Il futuro è studiato da diverse discipline scientifiche, filosofiche e teologiche. Tra le diverse discipline che si occupano della creazione e del suo futuro, cosa ha da dire in proprio la teologia?

La teologia, quale riflessione sulla Parola di Dio (Vangelo, Messaggio Cristiano) distingue tra un futuro ultimo (escatologico) e un futuro intra-mondano. In base a questa distinzione, si può riformulare la domanda: il creato e tutte le sue creature, ha un futuro ultimo oltre la storia o, viceversa, si esaurisce e si conclude nella storia più o meno lunga?

In risposta, la teologia ripensa la storia della salvezza che, come ogni storia, ha tre fasi: il passato (la creazione) (I); il presente (la redenzione con l’evento Cristo) (II); il futuro (escatologia (III)).

Si tratta, pertanto, di mostrare come la storia della salvezza, nelle sue tre fasi, è salvezza non solo dell’umano ma anche e, non per semplice estensione, del non umano: animali, vegetali, minerali.

1. La storia della salvezza nelle tre fasi

a. Prima fase: la Creazione

La parola creatrice di Dio chiama le creature all’esistenza. Il teologo tedesco, Medard Kehl, commenta così: «Tutte le creature devono la loro esistenza alla parola creatrice di Dio. Egli le chiama all’esistenza (Gen 1 «Sia»); e queste sorgono, obbedendo («….e così fu»).

Attraverso il loro semplice esistere, le creature testimoniano di “rispondere” alla volontà di Dio. In questo senso, esistendo davanti a Dio, sono capaci di dare assenso sia al loro essere create sia al giudizio del Creatore: “E Dio vide che era cosa buona.” [1]

A questo punto la domanda è spontanea: la Parola creatrice di Dio è circoscritta nel tempo, più o meno lungo o è per sempre? La parola creatrice di Dio va oltre il tempo, è per sempre e riguarda la creazione e tutte le creature, umane e non umane: vegetali, animali e i minerali.[2]

 

b. Seconda fase: la Redenzione

La creazione, con il peccato delle origini (peccato originale), ha perso l’armonia originaria che regnava a ogni livello: religioso, umano e cosmico (la violenza è anche nel cosmo, nella natura).

La creazione, tuttavia, non è andata alla deriva, è raggiunta fin dall’inizio dalla promessa della redenzione che, nell’evento Cristo, crocifisso e risorto, coinvolge il creato e tutte le creature, umane e non umane.

I testi biblici, al riguardo, non lasciano dubbi. Nella Lettera ai Romani (8,18-27), l’apostolo Paolo descrive una visione di futuro unitaria e universale, tale cioè che comprende non solo l’umano ma, appunto, tutta la creazione: «[…]. La stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi».

Così, nella Lettera ai Colossesi (1,19-20), a partire dall’evento Cristo, crocifisso e risorto, che ricapitola la storia della salvezza nelle tre fasi (passato, presente e futuro), scrive: «È piaciuto infatti a Dio… che per mezzo di lui (l’evento Cristo) e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose […] sia quelle che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli ».[3]

Nel Crocifisso Risorto, la salvezza va verso il compimento dell’ultimo giorno, che riguarda la comunità umana - e questo è stato sempre ricordato - ma anche l’universo, e questo non è stato sempre detto, anzi è stato molto trascurato.

c. Terza fase : l’Escatologia

La creazione e la redenzione si collegano alla terza fase (escatologia, o discorso delle le realtà ultime): «E vidi un cielo nuovo e una terra nuova » (cf. Ap 21,1).

La domanda: La nuova creazione è nuova nel senso che sostituisce quella precedente? Quale rapporto c’è tra la creazione originaria e la creazione nuova: è un rapporto di continuità o, viceversa, di discontinuità?

La teologia comprende la nuova creazione nella continuità con quella originaria.[4] «Dio non fa perire il vecchio mondo per farne sorgere uno nuovo dalla sua rovina, ma persevera nella fedeltà al mondo da lui creato e lo conserva e gli dà compimento».[5]

La teologia, pertanto, sostiene una continuità che, d’altra parte, non è piatta e lineare, perché implica pur sempre l’intervento di Dio, ma è una continuità che si manifesterà in termini di pienezza o di compimento.[6] Detto chiaramente, è questa creazione, e non un’altra, che avrà compimento e pienezza alla fine del tempo.

Dopo questo excursus sulla storia della creazione, dove la novità consiste nel superare una visione riduttiva della creazione e nel ricuperare una visione integrale che comprende non solo l’umano ma anche e propriamente tutte le creature, è necessario porsi una questione.

2. Questione aperta

Che questo sia il disegno di Dio sul creato e su tutte le creature non c’è alcun dubbio. Tale disegno di salvezza è fondato sulla promessa di Dio: da lui il creato ha avuto inizio e da lui avrà compimento e pienezza.

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