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Cattolici vegetariani
Articolo su Il Fatto Quotidiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Lunedì 02 Aprile 2018 11:15

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/30/pasqua-cala-la-macellazione-degli-agnelli-e-a-napoli-lassessore-che-vieta-le-teste-danimale-in-vetrina-viene-bloccata-dal-tar/4259673/

 

 
Lancio e-book "il vegetarianesimo di ispirazione cristiana" PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Venerdì 08 Giugno 2018 09:14

Lancio e-book "il vegetarianesimo di ispirazione cristiana"

Da oggi 08/06/2018, Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, il libro "il vegetarianesimo di ispirazione cristiana" è disponibile anche in formato e-book (al costo di 2,99*) ed è disponibile sul sito dell'editore e sui principali store di e-commerce.

Il libro riproduce il testo cartaceo (formato in cui rimane disponibile) è scritto da Marilena Bogazzi -Presidente dell'Associazione Cattolici Vegetariani, con prefazione di Padre Luigi Lorenzetti, presentazione del teologo Paolo de Benedetti, conclusioni del Vescovo Eugenio Binini e post fazione di Gianluca Felicetti ed  edito da Cosmopolis.

La prima presentazione ufficiale avverrà domenica 10/06/2018 in occasione della conferenza a Parma Etica dell'autrice.

https://www.edizionicosmopolis.it/prodotto/vegetarianesimo-di-ispirazione-cristiana/

 

*il ricavato andrà in parte a sostenere le attività di Associazione Cattolici Vegetariani ed in parte a sostenere le attività delle Edizioni Cosmopolis (editore etico che pubblica interamente testi sui diritti degli animali ed etica)

 

 
ISCRIZIONE 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Martedì 08 Gennaio 2019 19:39

Carissimi,

ricordo che il 31/12/2018 sono scadute tutte le tessere socio ACV indipendente dal mese di iscrizione nel 2018.
Per chi volesse rinnovare l'iscrizione le modalità sono le medesime e quivi descritte http://www.cattolicivegetariani.it/content/iscrizione.html
Cordialmente,
il C.D.A
 
San Girolamo, il suo vegetarianesimo cristiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 30 Settembre 2018 16:44

San Girolamo

■ Il vegetarianesimo di San Girolamo

Tra i vari scritti dei padri della Chiesa che riguardano tali restrizioni

spicca sicuramente il pamphlet Adversus Jovinianum (Contro Gioviniano),

in cui San Girolamo afferma, con molta vitalità, l’importanza della scelta

vegetariana per un cristiano.30 È da sottolineare che già nel 393 san Girolamo

aveva compreso con chiarezza l’inutilità della sperimentazione e dell’utilizzo

degli animali nella medicina:

“Se infatti tutto ciò che vive (come sosteneva Gioviniano, n.d.a) e si

muove è stato creato per essere mangiato dall’uomo mi si risponda perché

allora gli elefanti? Perché i leoni? Perché gli orsi, i leopardi, i lupi? Perché

le vipere, gli scorpioni, le cimici, le zanzare e le pulci? Perché l’avvoltoio,

l’aquila, il corvo, lo sparviero? Perché la balena, il delfino, la foca, e

le piccole lumache sono state create?”.

Girolamo non obbliga nessuno ad astenersi dalla carne, ma ne consiglia

vivamente l’astinenza se si vuole essere perfetti.

(30) Si veda Renato Criscuolo in “Collaboratori del creato”, L.E.F. edizioni.

Scrive Criscuolo: «il santo si dedica a confutare una tesi che Gioviniano

non aveva espresso ma che allora come oggi è spesso utilizzata per giustificare

la legittimità della dieta carnivora: siccome tutti i popoli mangiano

carne, allora mangiare carne è naturale e giusto. Egli esamina tutte le usanze

alimentari dei popoli più diversi, e conclude che per un popolo risulterebbe

letteralmente disgustoso il cibo che un altro popolo considera una

leccornia: “a noi latini farebbe schifo infatti mangiare i vermi, come fanno

i frigi”. Presso altri popoli poi sono vietati alcuni alimenti rari quasi fossero

tabù, ma in realtà queste proibizioni derivano esclusivamente dalla rarità

dell’alimento, come il maiale presso gli arabi o il vitello in Oriente, che

sarà addirittura vietato da un decreto imperiale. Inoltre ricorda che presso

molti popoli (all’epoca ancora in Scozia), erano soliti mangiare carne umana

e si chiede se, anche questa, sia una cosa naturale.

Ognuno si conforma alla disponibilità e alle usanze del luogo dove nasce;

“il cristiano però” continua san Girolamo “non deve conformarsi alle

usanze del luogo dove è nato, ma deve conformarsi alle leggi del luogo dove

risorgerà”, ovvero del Regno di Dio e dovrà usare parametri non di

questo mondo ma del Regno dei Cieli.».

“Anche se l’umanità intera si trovasse d’accordo sulla scelta di mangiare

carne, l’uso della carne resterebbe controindicato per quell’essere

casto e celeste che è il cristiano”

 

Tratto da "il vegetarianesimo di ispirazione cristiana" di Marilena Bogazzi, pagg.70-71

 
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Mercoledì 06 Marzo 2019 08:33

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2019

 

«L’ardente aspettativa della creazione 
è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio
» (Rm 8, 19)

 

Cari fratelli e sorelle,

ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1). In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24). Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima.

1. La redenzione del creato

La celebrazione del Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, culmine dell’anno liturgico, ci chiama ogni volta a vivere un itinerario di preparazione, consapevoli che il nostro diventare conformi a Cristo (cfr Rm 8,29) è un dono inestimabile della misericordia di Dio.

Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo (cfr Rm 8,14) e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione. Per questo il creato – dice san Paolo – ha come un desiderio intensissimo che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti, destinati a raggiungere la loro compiuta maturazione nella redenzione dello stesso corpo umano. Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi (cfr Enc. Laudato si’, 87). Ma in questo mondo l’armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte.

2. La forza distruttiva del peccato

Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. L’intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro (cfr 2,1-11). Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l’orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dell’avere sempre di più finisce per imporsi.

La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri.

Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo (cfr Mc 7,20-23) – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato.

3. La forza risanatrice del pentimento e del perdono

Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,17). Infatti, con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

Questa “impazienza”, questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione. Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire «dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

Cari fratelli e sorelle, la “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12-13; Is 51,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Marzo 2019 08:34
 
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Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire