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RECENSIONE DELL’INTERVENTO DI TOM REGAN AL FESTIVAL DELLA FILOSOFIA DI MODENA DEL 16 SETTEMBRE 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Barbara Cavallini   
Martedì 11 Ottobre 2011 14:44

RECENSIONE DELL’INTERVENTO DI TOM REGAN AL FESTIVAL DELLA FILOSOFIA DI MODENA DEL 16 SETTEMBRE 2011

 

Il 16 settembre al festival della Filosofia di Modena abbiamo avuto il piacere di ascoltare Tom Regan, filosofo statunitense che da anni si batte per i diritti degli animali.

 

 

Regan, in un intervento durato circa un’ora, ha esposto le sue ragioni per spiegare alla platea cosa e quali sono i diritti che ogni essere vivente dovrebbe avere: per far questo è partito descrivendo ciò che anni fa aveva visto in un video, ciò che secondo le sue parole è stata un’esperienza devastante che gli ha fatto provare vergogna e che gli ha dato l’input per la sua lotta di liberazione animale.

Il video in questione mostrava come le varie culture del mondo trattano gli animali, soffermandosi in modo particolare sulla Cina e i sui ristoranti. Regan ha raccontato l’episodio del gatto che scelto dal cliente del ristorante, viene preso con pinze metalliche, leggermente stordito, buttato in una vasca di acqua bollente e poi scuoiato mentre era ancora vivo; il tutto, ci ha detto, è durato parecchi minuti. Alla fine della cena il cliente si congratula con il cuoco e lo ringrazia.

Alla fine del filmato, Regan dice di essersi chiesto: “ma dove sta andando a finire il mondo? Come possiamo essere arrivati a tutto ciò?”

Secondo il suo pensiero, le persone possono avere tre atteggiamenti diversi nei confronti degli animali:

1)      I LEONARDIANI: li definisce così perché sono coloro che da sempre hanno avuto empatia con gli animali e li rispettano. Come Leonardo Da Vinci (vegano) che fin da giovanissimo comprava gli animali in gabbia per poi dargli la libertà e si chiedeva da dove venisse la nostra necessità di ucciderli, i leonardiani amano gli animali e si preoccupano per il loro benessere.

2)      I DAMASCENI: sono i sostenitori degli animali, coloro che come San Paolo sulla via di Damasco, ad un certo punto della loro vita sono stati folgorati; hanno avuto un’esperienza che li ha indotti a cambiare atteggiamento nei confronti degli animali ed invece di vederli come cibo e/o vestiti, li vedono come famiglie da proteggere.

3)      I PASTICCIONI: sono coloro che non hanno empatie o simpatie per il regno animale, non hanno mutamenti e vogliono sempre una prova. I PASTICCIONI, sono coloro che devono ancora capire che gli animali hanno dei diritti e devono documentarsi per sapere come vengono fatti i prodotti di origine animale.

 

Dopo aver mostrato alcune immagini per far capire ai presenti quanta sofferenza l’uomo causa agli animali ( per avere cibo e/o vestiti), Regan dice cosa ci invita a fare la filosofia: ovvero:

-pensare autonomamente

- usare la logica

- essere informati sui fatti

 

Spiega poi che gli umani hanno dei diritti ma hanno creato anche dei limiti, e questi limiti hanno la precedenza su ogni considerazione morale: essi servono per proteggere la vita, il corpo e la libertà che viene a sua volta delimitata.

Chi ha diritti? Gli animali hanno dei diritti? Se sì, li proteggono?

I PASTICCIONI non hanno ancora capito che anche gli animali hanno diritti e tra di loro

c’è chi sostiene che questi sono solo di coloro che:

1)      sono moralmente responsabili

2)      sono autocoscienti

3)      hanno un’anima immortale

Queste affermazioni non sono molto chiare: se così fosse nemmeno tutti gli esseri umani avrebbero diritti. Un neonato infatti si può considerare moralmente responsabile? Si può considerare autocosciente? Almeno per un certo periodo di vita egli è in questo senso uguale agli animali, ma chi direbbe mai che un infante non ha diritti? Perché allora gli animali non dovrebbero averne in quanto esseri viventi  simili a noi?

C’è anche chi afferma che gli animali non hanno diritti perché loro non rispettano i nostri! Ma i bambini non fanno lo stesso?

Secondo Regan tutti gli esseri viventi con valore intrinseco (con un valore in sé) hanno diritti. Trattare un qualsiasi animale come un mezzo per un fine, qualunque sia il fine, significa non rispettare i suoi diritti.

Dopo averci fatto meditare su queste parole, il filosofo conclude dicendo che gli animali hanno diritti in quanto esseri viventi simili a noi dal punto di vista psichico (hanno sensazioni, desideri, emozioni) e in certi casi anche dal punto di vista fisico (mammiferi). Per poter difendere i loro diritti occorre pensare indipendentemente, abolire lo sfruttamento e informare. Il desiderio del mondo animalista è quello di insegnare a rispettare i diritti degli animali, per liberarli dalla schiavitù e dai maltrattamenti ai quali l’uomo li costringe; per far questo non occorrono gabbie più grandi ma gabbie vuote!

Vuotare le gabbie significa allora ridare libertà a tutti gli animali in modo che possano godere della vita senza essere usati e  strumentalizzati dall’uomo.

 

Recensione a cura di Barbara Cavallini

 

 

 

Associazione Cattolici Vegetariani non può non condividere ogni battaglia che porti al riconoscimento dei diritti animali. Della filosofia di Tom Regan l’associazione condivide fondamentalmente questa battaglia e soprattutto il concetto che i diritti di cui ogni creatura è in possesso non sono rapportabili alla autocoscienza, alla responsabilità morale o all’immortalità della propria anima. Associazione Cattolici Vegetariani infatti non si interroga se gli animali siano autocoscienti, moralmente responsabili o se abbiano un’anima immortale, lasciando l’indagine su questi quesiti rispettivamente alla scienza, alla morale e al magistero della Chiesa Cattolica e ritiene che i diritti di tutti gli esseri viventi siano da tutelare a prescindere dalla risposta positiva o meno a queste domande.

 

Naturalmente Associazione Cattolici Vegetariani non condivide l’antispecismo di base che caratterizza la filosofia di Regan. Il fatto che anche gli animali abbiano dei diritti da tutelare infatti non li rende né di pari dignità né di pari responsabilità rispetto all’Uomo, unica creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio. Né agli animali possono pertanto essere applicati gli stessi diritti di cui gode il genere umano (riconoscere dei diritti non equivale a riconoscere GLI STESSI diritti), né, d’altro canto, può essere loro richiesta la stessa responsabilità nei confronti del creato e delle altre specie. Altro punto da cui ACV prende le distanze è il “pensare autonomamente”, che Regan indica alla base della sua filosofia. Ogni cattolico infatti è tenuto a fare i conti con la Rivelazione, con le Sacre Scritture e con la Dottrina della Chiesa Cattolica, realtà che trascendono le limitate capacità del pensiero umano, che non può giungere da solo alla scoperta della Verità.

(Commento di Renato Criscuolo)

 
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