Farm Serenity Cow: da allevatore a vegetariano Stampa
Scritto da Annalisa   
Venerdì 11 Luglio 2014 08:39

Farm Serenity Cow: da allevatore a vegetariano

Un allevamento dove uomini e animali hanno gli stessi diritti, in cui entrambi traggono vantaggi dalla vita e dal lavoro dell'altro, dove nessuno ha il potere decisionale di vita o di morte su un altro essere. È utopia? No: è un progetto reale, portato avanti da un ex allevatore quarantenne, diventato vegetariano da circa 4 anni.


Si chiama Fabrizio Bonetto e ha convertito il suo allevamento di vacche di razza piemontese in azienda agricola orientata alla produzione di frutta e verdura, dimostrando che è possibile essere allevatore o agricoltore senza per forza dover trasformare gli animali in prodotti. GreenMe.it lo ha raggiunto a Cavour, in Provincia di Torino, dove si trova la sua "Farm serenity Cow".

 



Partiamo dall'inizio, quindi dalla tua scelta di diventare vegetariano. Come ci sei arrivato?
Bella domanda! Frequentare amici vegetariani e vegani mi ha sicuramente aiutato, ma devi avere anche la fortuna di conoscere le persone giuste. Il cambio di alimentazione è un passo importante: non si tratta di rinunciare o meno a certi cibi, ma di riconsiderare quelli che sono gli alimenti e quelli che, invece, sono gli animali. La nostra cultura ce li ha sempre proposti nel piatto, è normale quindi che ci su ritrovi a mangiare carne e pesce. Io, però, ora vedo gli animali per quello che sono realmente: esseri capaci di provare emozioni, gioia, dolore e sofferenze, proprio come noi. Semplicemente nella mia testa non li considero più alimenti e, a dire il vero, mi chiedo spesso perché ci abbia messo così tanto a rendermi conto che non ha davvero senso pensare a loro come a qualcosa che nasce per essere macellato. Nessuno essere dovrebbe nascere per essere ucciso! Penso che la cosa che più spaventa le persone è il mettersi in discussione, riconsiderare il fatto che quello che sino a ieri ritenevi fosse giusto e normale non lo è. È una scelta che consiglio a tutti: se non lo volete fare per gli animali, fatelo per voi stessi! Ci guadagnerete sicuramente in salute!

In che cosa consiste il tuo progetto?
In realtà il suo scopo principale è cercare di salvare le mucche dal macello. Non so se ci riusciremo, mantenere le mucche in vita senza sfruttarle non è davvero facile, ma sono passati due anni e la Farm Serenity è ancora una realtà, quindi restiamo ottimisti! Di progetti ne stiamo portando avanti parecchi: abbiamo ottenuto il riconoscimento di fattoria didattica e cerchiamo, attraverso questo strumento, di fare conoscere gli animali della fattoria "al di fuori del piatto", anche alle fasce più giovani. Stiamo ridisegnando il contesto di fattoria, cercando nel nostro piccolo di rinaturalizzare gli appezzamenti che coltiviamo, mettendo a dimora siepi campestri, abbandonando la monocoltura e adottando i principi dell'agricoltura biologica.

Che cosa hanno di particolare i tuoi prodotti?
Le nostre verdure sono ottenute semplicemente coltivando la terra con sistemi naturali, non utilizziamo concimi chimici e fitofarmaci, abbiamo adottato i vecchi saperi della tradizione contadina, i macerati di erbe, il sovescio, la pacciamatura. Non abbiamo scoperto nulla! Le nostre verdure hanno di particolare solo il fatto che le persone al giorno d'oggi trovano "particolare" quello che è naturale e normale quello che in realtà è coltivato con veleni. Questo dovrebbe farci riflettere.

E perché parli di mucche "da cacca"?
Chimiamo scherzosamente "cow poop" le mucche che abbiamo scelto di non destinare a macello, quando nel 2011 abbiamo chiuso l'allevamento dei vitelli da carne. Ora ci aiutano producendo dell'ottimo letame bio attraverso la loro cacca, che utilizziamo per nutrire i terreni che coltiviamo. Ci permettono, così, di non utilizzare concimi chimici.

Qualche curiosità per i nostri lettori sulle tue mucche felici che non andranno al macello?

Dovremmo avere una settimana a disposizione per descrivere le nostre mucche, un mese per i cavalli e un altro mese almeno per descrivere i restanti animali che gironzolano per l'aia. Faccio prima a invitare chi vuole conoscerle a venirle a trovare di persona!

Chi è che vi viene a trovare solitamente?
Principalmente i nostri clienti, che vengono ad acquistare direttamente in azienda. Li accompagniamo volentieri nell'orto e, talvolta, raccolgono loro stessi la verdura che comprano. E poi, grazie al tam tam, vengono spesso anche gruppi di animalisti, vegetariani e vegani. A questi ultimi teniamo di spiegare che ci sono ancora molte cose da migliorare e mettere in discussione: se non siamo attenti negli acquisti anche dietro il percorso di una testa di insalata o di una carota, possiamo contribuire negativamente non solo all'impatto ambientale, ma anche alle sofferenze per gli animali. I diserbanti e i pesticidi usati nelle coltivazioni intensive di ortaggi (quelli che spesso troviamo in commercio) mietono una strage silenziosa, e spesso sconosciuta, di insetti, uccelli e animali selvatici. Sono animali che non passano certo per il mattatoio, ma che muoiono comunque. Sta a informarci e preferire un prodotto più naturale al posto di un altro e riavvicinarci ad un'agricoltura più consapevole.

Ma la tua impresa ha risentito a livello economico di questa trasformazione?
Tasto dolente... Purtroppo pensare di intraprendere questo percorso senza rimetterci economicamente non era davvero possibile. Quindi, sì, l'impresa ne ha risentito a livello economico, ma ce lo aspettavamo. La mancanza di liquidità è in effetti sempre un grosso problema , ma lo è, in realtà, per tutte le aziende agricole in questo periodo. Io continuo a sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se ho il fienile mezzo vuoto! Le mucche, si sa, sono animali pascolatori e mangiano parecchio. Le nostre "cow poop" hanno superato tutte la soglia dei dieci anni di età (una mucca negli allevamenti vive 5-6 anni massimo). Qualcuna ci ha già salutato e negli anni la spesa per il loro mantenimento si ridurrà, ma il vederle invecchiare serenamente ci ripaga certamente dello sforzo economico che sosteniamo.

Cosa diresti agli allevatori che sfruttano gli animali?
C'è purtroppo poco da dire. Le persone che fanno questo lavoro sono convinte del loro operato, che portano avanti con passione. Quando sei un allevatore vedi gli animali che allevi solo come un prodotto, come accade con il pane per il panettiere. Anche io fino a pochi anni fa la vedevo allo stesso modo e rifiutavo gli stimoli che ricevevo dall'esterno da amici animalisti e vegetariani. Ognuno ha i suoi tempi. Ma gli allevatori seguono il mercato: se chiede carne, loro producono animali da carne. Io credo che non siano gli allevatori quelli da convincere a cambiare strada, ma i consumatori.








Da dove parte l’idea

Capita che un giorno, uno come tanti altri, mentre sei occupato ad accudire gli animali nella stalla ti si fa vivo un ricordo della tua infanzia... il ricordo di uno di quei tanti giorni trascorsi a giocare con tuo fratello e gli amichetti al gioco della fattoria, i ricordi e le emozioni si moltiplicano i pensieri si rincorrono, ma c’è qualcosa che non quadra, ora ti mancano quell’entusiasmo e quel sorriso, come mai? ... dovresti essere contento hai realizzato un tuo desiderio, un desiderio che avevi fin da bambino: "avere una fattoria tutta tua con tanti animali"!, ma ahimè la realtà è diversa dalla fantasia! il mondo dell’allevatore è diverso da quello che ti immaginavi, eh sì, perché alla fine la tua fattoria trae profitto dalla vendita degli animali e se li vendi sai che o prima o poi li attende il macello, quello stesso vitellino che hai aiutato a nascere poco meno di due anni prima, ora è cresciuto, anzi lo hai ingrassato allo scopo, ed è pronto per essere trasformato in bistecche, sei tu che decidi della sua vita e della sua morte, e non hai molta scelta, se non lo vendi non guadagni e se non guadagni la fattoria chiude... e capita che proprio quel giorno attraverso un ricordo prendi coscienza che forse hai sbagliato tutto... e allora ritorni bambino e ti metti a sognare... una fattoria con tanti animali che allevi con la stessa passione, ma dove alla fine non li vendi, dove non decidi tu della loro sorte e qualche volta nei sogni incontri altri amici con cui condividere il sogno e quel sogno... diventa realtà!

Come si realizza
Bisogna mettersi in discussione, convincersi che alla fine gli animali sono esseri senzienti che soffrono e provano emozioni proprio come noi, occorre tentare... per dimostrare che si può campare senza lucrare sulla vita degli animali, anche se si nasce o si diventa allevatori. Gli animali pascolatori, quali ad esempio la mucca e il cavallo (nel nostro caso), da sempre percorrono le praterie della Terra rivestendo un ruolo importante nell’ecosistema; è grazie al loro contributo che permangono ambienti aperti che sarebbero altrimenti soggetti al naturale processo di ricolonizzazione da parte del bosco, quindi anche nella gestione dei terreni da parte del contadino la loro presenza è necessaria, gli animali donano inoltre al terreno sostanza organica in cambio dei vegetali assunti e la coltivazione senza l’apporto di sostanza organica costituirebbe un'insensato e controproduttivo sfruttamento del terreno. Quindi non c’è dubbio che per chi vuole coltivare secondo natura, senza ricorrere a prodotti chimici di sintesi (quasi tutti derivati dal petrolio), gli animali sono necessari.

In che cosa consiste coltivare secondo natura
Coltivare secondo natura vuole dire inanzitutto rispettare il calendario biologico delle diverse specie/varietà oggetto di coltivazione, non c’è da inventarsi nulla di nuovo il vecchio detto "ogni frutta a sua stagione" la dice lunga! Consumare verdura e frutta di stagione vuol dire principalmente alimentarsi in modo sano e naturale in quanto i prodotti vengono raccolti al momento della loro maturazione naturale, senza contare che coltivare verdure cosiddette "primizie" fuori stagione equivale ad aggiungere al processo produttivo altri impatti ambientali (es. riscaldamento delle serre). In merito alle nostre modalità di coltivazione non abbiamo fatto nessun passo avanti anzi ne abbiamo fatti parecchi indietro, le nostre colture vengono difese dal proliferare delle cosiddette "malerbe" attraverso la pacciamatura (apposizione di strato vegetale a ridosso del colletto della pianta) dall’insorgenza di malattie fungine con i macerati di ortica e equiseto (derivanti dalla macerazione in acqua di fonte di questi vegetali spontanei). La lotta agli insetti fitofagi (ovvero che si nutrono di vegetali) o comunemente definiti "nocivi" è attuata attraverso metodi esclusivamente naturali, quali ad esempio la cattura manuale, il favorimento all’insediamento di specie di predatori (quali ad es. coccinelle, vespe, chrysoperla, fitoseide, cinciallegra, lucertole, rospi, ecc...) attraverso la predisposizione di casette nido e/o creazione di microhabitat idonei.

Aspetti positivi e negativi di queste tecniche
Sicuramente tra gli aspetti positivi diretti troviamo la genuinità del prodotto in quanto totalmente esente da trattamenti con fertilizzanti e/o antiparassitari, una maggiore ricchezza di elementi nutrizionali essenziali in quanto rimane inalterato l’equilibrio tra sali minerali, vitamine e proteine. Tra gli aspetti positivi indiretti abbiamo sicuramente l’abbattimento delle sostanze nocive nei terreni, una riduzione nel consumo di risorse idriche (la pacciamatura difende il terreno dall’irraggiamento solare prolungando l’effetto delle irrigazioni), una riduzione globale nella produzione di rifiuti speciali pericolosi (imballaggi contaminati, contenitori di fitofarmaci).
Tra gli aspetti "negativi" si annoverano una minore produttività delle coltivazioni, in quanto nonostante l’impiego di prodotti naturali di difesa sopramenzionati, si riscontrano danni alle colture dovuti ad attacchi da funghi o insetti fitofagi, un maggior dispendio di risorse umane impiegate nelle varie operazioni di manutenzione e protezione del suolo e delle colture (pacciamatura, predisposizione di reti protettive, ecc.)

Il nostro cliente
In genere quello che accomuna i nostri clienti è la sensibilità verso la tutela e il rispetto della Natura e l’Amore verso gli animali. L’acquisto dei ns. prodotti in azienda è anche un’occasione per osservare gli animali in un contesto alternativo a quello in cui siamo abituati a vedere gli animali da reddito, imparando a considerarli alla stregua degli altri animali d’affezione. Acquistando i ns. prodotti a domicilio ci si rende partecipi di questo progetto a favore degli animali (parte degli incassi vengono utilizzati per il mantenimento degli animali) e di un mondo più sano e accogliente per le generazioni future.



Fabrizio Bonetto

 

GreenMe

Farm Serenity Cow

Centro Studi Sereno Regis

 

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Luglio 2014 12:23