Emissioni di gas serra dovuti all'alimentazione carnea Stampa
Scritto da Enrico Ceccaroni   
Sabato 25 Giugno 2011 17:45

Ecologia e gas serra dovuti all'alimentazione carnea

Carne, pesce, uova e latticini sono responsabili di oltre la metà delle emissioni di gas serra per la produzione di cibo, quasi il triplo di quelle derivanti dalla produzione di cereali, frutta, verdura (gli ingredienti di base dell'alimentazione vegetariana

Al consumo smodato d'acqua (trattato qui) va aggiunto il problema dello smaltimento dell'enorme quantità di deiezioni prodotte dagli animali degli allevamenti intensivi. Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e azoto al di sopra della norma, perché gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi. Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d'acqua, l'azoto e fosforo in eccesso in essi contenuto rovina la qualità dell'acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide. Circa il 70-80% dell'azoto fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l'alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli "da carne" viene eliminato nelle feci e nell'urina e finisce nei corsi d'acqua. [CIWF2004]

Emissioni gas serra

Dalla rivista scientifica internazionale "The Lancet”: Le emissioni di gas serra causate dal settore agricolo sono pari al 22% del totale; come percentuale questa è simile a quella dovuta all'industria e maggiore di quella dovuta al settore dei trasporti. L'allevam. di bestiame (compresa la coltivazione del mangime e il trasporto) contribuisce per l'80% al totale del settore agricolo. Possiamo chiaramente vedere quanto l'effetto serra causato dalla produzione di carne, pesce, uova e latticini (i cosiddetti "cibi animali") sia maggiore di quello causato dalla produzione di vegetali. Carne, pesce e uova impattano sul totale per il 40%, i latticini per il 18%, i cereali per l'11%, la frutta e i vegetali per l'11%, le bevande per il 6%, gli oli per il 6% e rimane poi un 8% “di altro”.

Carne, pesce, uova e latticini sono responsabili di oltre la metà delle emissioni di gas serra per la produzione di cibo, quasi il triplo di quelle derivanti dalla produzione di cereali, frutta, verdura (gli ingredienti di base dell'alimentazione vegetariana). Secondo un dossier FAO, la produzione globale di carne è destinata a raddoppiare, passando da 229 milioni di tonnellate nel 1999/2001 a 465 milioni di tonnellate nel 2050, e ci si aspetta che la produzione di latte passi da 580 a 1.043 milioni di tonnellate, soprattutto in paesi come la Cina, l'India e il Brasile. La maggior parte di questa produzione sarà di allevamento intensivo.

Questo modello di sviluppo applicato su scala mondiale avrà un impatto ambientale elevatissimo; "Tutto questo non è sostenibile", avvertono gli esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione - un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti ambientali e sociali delle scelte alimentari. "Gli animali sono 'fabbriche di proteine alla rovescia', incamerano una grande quantità di proteine vegetali appositamente coltivate e forniscono una piccola quantità di proteine animali. Ad esempio, per ottenere un chilo di carne bovina è necessario impiegare 15 chili di vegetali, tra cui cereali, leguminose, soia. E' chiaro che l'impatto sull'ambiente di una trasformazione così 'in perdita' è enorme e non ce lo possiamo più permettere.

Ultimo aggiornamento Domenica 03 Febbraio 2013 15:24