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"Nell'Arca di Noè" di Mons. Mario Canciani - La notte del Medioevo PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Giovedì 01 Maggio 2014 10:56

"Nell'Arca di Noè" di Mons. Mario Canciani
La notte del Medioevo


Un’altra lunga crudele notte, questa volta ad opera degli uomini a partire dal Medioevo viene ad offuscare il mondo degli animali. Sarà un Medioevo lunghissimo che perverrà fino ai nostri giorni, l’epoca delle “batterie” degli animali, della loro industrializzazione, della orribile vivisezione. Nel frattempo solo due schiarite: i secoli della contestazione a Cartesio; il secolo di Darwin e dell’evoluzione, che legherà tra loro l’universalità degli esseri e dei fenomeni.Questo Medioevo nasce da radici nefaste. Il sospetto riguardo al corpo ed al sesso, con il conseguente discredito dettato sulla natura nel suo insieme e sulle bestie in particolare, deriva dall’affermazione agostiniana: “il corpo è quanto vi sia di più vile e di più basso”.


Il mondo animale spesso non è reputato solo subumano, ma anche infernale. L’occidente cattolico incappa nell’errore di ritenere cattiva una parte della creazione, come ai tempi del manicheismo. Torturare gli animali era il miglior modo di servire Dio…Sta venendo ora alla luce tutto un materiale sepolto per anni in biblioteche polverose. Dopo la prima reazione di incredulità, questo materiale è stato oggetto di dibattiti su riviste erudite. Edward P.Evans ha avuto il merito di pubblicare le storie di processi e condanne contro gli animali dal Medioevo all’Ottocento.

Il volto della Chiesa ne esce sfigurato. Come spiegare le punizioni gli esorcismi, le scomuniche, nei riguardi degli animali? I “Manuali” e i “Rituali” del tempo evidenziano il fatto che quest’epoca credeva di vedere il Diavolo dappertutto, specialmente nei pipistrelli, nei rospi, nei caproni, nei cani. Si pensava anche che la “stregoneria” fosse strettamente collegata con le specie animali fornite di pelo o di piume nere.

L’elemento più paradossale è l’esistenza di tribunali laici o ecclesiastici deputati “ad hoc” nei quali ad esempio si infliggeva la pena di morte a quei maiali, vacche, cavalli o altri animali domestici che avevano commesso un omicidio. Si invocava come giustificazione il Libro del Deuteronomio, il quale stabiliva che un bue omicida doveva essere condannato alla lapidazione.  Si era certi che lo stesso Principe delle tenebre prendeva corpo in una natura nociva. Ciò spiegava i roghi e gli altri tormenti con cui ci si accaniva sulle povere bestie. Del resto, non era stato condannato il serpente del giardino dell’eden, a strisciare sul ventre per l’eternità? E Gesù, non aveva detto che a destra saranno le pecore, a sinistra i caproni?

Incoerentemente si nega l’anima agli animali, ma non la loro responsabilità. Le loro urla sono considerate delle vere e proprie confessioni. Le sentenze vengono lette anche quando i topi, non presentandosi all’udienza, vengono condannati in contumacia.

Questi processi susciterebbero ilarità, se a soffrire non fossero i poveri animali. Un asino che beve in una acquasantiera viene impiccato. Il caprone, simbolo di lussuria e animale creduto del tutto demoniaco, ha sempre vita corta, ed è il primo della schiera degli animali ad essere torturato. Ma anche i muli vengono straziati, così pure i maiali e le civette.

I rospi vengono bruciati sulle fascine nella notte di San Giovanni. Spesso è il re ad accendere il falò. In un museo è conservata la ricevuta di pagamento ad un tale Lucas Pommereau, che aveva fornito in tre anni gatti destinati al rogo. Le colombe vengono fatte bruciare sistematicamente dai Canonici di Notre-dame, mentre il popolo assiste alla scena macabra muto, per non essere accusato di complicità demoniaca.

Per gli animali c’è, incredibilmente, anche la scomunica. Nel 1210 viene comminata dal Vescovo Laon contro i muli; nel 1488 dai Vicari di Autun contro le calandre; nel 1554 dal Vescovo di Losanna contro le sanguisughe, dopo che un suo predecessore l’aveva lanciata contro le anguille. Altre scomuniche vengono comminate, nella seconda metà del XV secolo, contro le locuste. C’è anche un vicario di Valenza, nel 1554, che se la prende con i bruchi.

E’ Guglielmo, abate di San Teodoro a Reims, a darci un’altra incredibile notizia: San Bernardo, il Santo che per la sua dolcezza sarà chiamato “Doctor mellifluus”, avrebbe scomunicato le mosche che molestavano la sua abbazia di Foigny.Sono i secoli della superstizione e della magia. La medicina dava questa ricetta contro l’epilessia: acqua di rondine con una decina di pelli di rondinotti presi di fresco da un nido. Un libro di magia prescriveva di far celebrare una messa dello Spirito Santo, ma non senza aver prima strappato gli occhi ad un galletto vivo.

La superstizione è ancora tra noi. Ricordo che, quando ero rettore di San Teodoro al Palatino, ho veduto gettare davanti alla chiesa, la notte prima di un matrimonio, un gallo appena ucciso con delle monete nascoste tra le interiora…   Ignoranza, forza bruta tipica dell’età del ferro, interesse da parte dei Vescovi ad ampliare la loro autorità rispetto alle istituzioni della società civile, furono le cause maggiori dell’accanimento contro gli animali ritenuti “demoniaci”. Nelle vecchie biblioteche sono conservati talismani, scongiuri, incantesimi, in Scozia, ma anche in Irlanda, come riferisce E.P.Evans, sui muri delle  case c’erano degli “Avvisi” di questo tipo: “Sorci e rattilasciate questi anfratti,della povera donna le mura abbandonateal mulino in schiera v’affrettate tra i sacchi il ventre v’impinzate”.


In Francia, i contadini nella prima domenica di quaresima andavano su e giù per i campi, con delle torce accese, fatte di paglia arrotolata, mormorando questo incantesimo: "Fuori, fuori di qui, sorci di prato!Se non volete i baffi bruciati,il raccolto di grano abbandonate!Via! Nella cantina del curatoPiù da ber che da mangiar troverete”.

Numerose iscrizioni sono piuttosto egoistiche. Quella, che Reynard Volpe volle nel castello di Malepartus, suona così: “San Floriano, martire beato e benedetto,proteggi queste mura e brucia le altre case!”.

Il Medioevo, per gli animali, non termina come per la storia ufficiale nel 1453 con la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi: oltrepassa il Rinascimento e l’epoca dell’illuminismo e giunge fino a noi. Ai nostri giorni, cos’è la vivisezione, se non un redivivo Medioevo.




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