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La realtà creata da Dio è tutta buona, ma... PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Venerdì 30 Maggio 2014 09:42

La realtà creata da Dio è tutta buona, ma...

La realtà creata da Dio è tutta buona, ma essa è stata corrotta dal peccato, il cui “pungiglione” è la morte. Attualmente, pur già redenta da Cristo, la creazione è ancora sotto il giogo del principe di questo mondo, il quale non ha alcun ruolo “assoluto”, ma temporaneamente sta esercitando quello di “regnante”: la creazione appartiene solo a Dio, eternamente buono. Dio la creazione non l’ha mai abbandonata, pur vedendola deturpata da satana.

Attualmente -e temporaneamente- la creazione non mostra la sua “normalità” e la sua “vera natura”, se per “natura” si intende l’originale e il destino finale della creazione. La situazione attuale rende del tutto fuorviante la ricerca di un illusorio “equilibrio universale” o di “leggi ragionevoli” capaci di risolvere i mali del mondo, come se fossimo semplicemente nella faticosa necessità di escogitare “qualcosa” per progredire verso un “meglio”, ignorando la  tragica realtà di una volontà negativa ed efferata che signoreggia l’attuale versione corrotta della natura.

Non ci sarà dunque l’approdo ad alcun “mondo giusto” e “naturale”, fatto di leggi “ragionevoli” che possano dare la felicità all’uomo; non ci sarà se non si passerà dall’eliminazione definitiva del giogo di satana, riportando la creazione al suo ordine e al suo destino divino.

Per lo stesso motivo non esiste l’uomo “moralmente perfetto” o “legalmente giusto” che possa darsi la felicità con questi sforzi e questi strumenti, proprio perché non si può, in questo contesto governato da satana, essere senza peccato (salvo Maria, per volere di Dio, proprio per introdurre nella storia la redenzione in Gesù).

Satana svolge un ruolo attivo e reale: non solo nell’aver determinato il peccato originale, che ha ancora conseguenze fisiche e morali (un potere “in negativo”, che se ne starebbe in disparte, quasi neutralizzato se non ci si va vicini più o meno inavvertitamente), perché satana perpetra il peccato “in positivo”, confondendo le anime e incidendo sulla carne viva delle creature. Egli è dinamicamente attivo e combatte per la distruzione della creazione, tentando innanzitutto l’uomo: è capace di presentarsi come angelo di luce; ha collaboratori stimati e mirabolanti poteri di seduzione e di perversione ed è perciò capace di farsi considerare il bene di questo secolo.   

La lotta è in atto e non c’è alcuno spazio intermedio e neutrale: il demonio, con la morte e il peccato, stanno regnando in questo mondo, non in un altro. L’unica possibilità per l’uomo è di combattere attivamente il demonio, scegliendo deliberatamente la verità di Dio, condividendo la vittoria (già accaduta) di Cristo che ha smascherato e vinto il male. Al contrario l’uomo resta schiavo, illudendosi che il mondo sia “naturalmente buono” e che possa andar bene una giusta equidistanza, specie se, per restare “neutrali”, è necessario tenere le distanze proprio da Cristo.

Le conseguenze negative del peccato originale sono tutte da imputarsi al demonio e non a Dio; il diavolo, tramite il peccato, si è inserito come un parassita nella creazione di cui faceva parte, facendosene “padrone”. Il peccato originale non è primariamente una “colpa” dell’uomo, ma un “inganno di satana”; ed è proprio satana ad accusare l’uomo, non Dio! Gesù (che è vero Dio e vero uomo) infatti non è venuto ad accusare, ma a salvare l’umanità schiava del peccato, “pagando lui il conto” dell’uomo. La giustizia di Dio non sarebbe così ingenua da affibbiare una penalità eterna e universale a una trasgressione di uno solo, ritenendocene tutti moralmente colpevoli; ma siamo ancora davvero segnati, fisicamente e mentalmente, dalle conseguenze del peccato originale.

Chi non comprende il reale potere del diavolo finisce con l’accusare Dio delle conseguenze del peccato! La falsità e il “successo” del diavolo sono massimi quando egli riesce a far credere che “tutto va bene” e “tutto è naturale”: oggi è aiutato anche da molti “credenti”, che finiscono con il nutrire dubbi su Dio e non credere alla presenza del demonio, indulgendo a un immotivato aprioristico “ottimismo” sul mondo. 

Per l’uomo, chiamato a vivere la lotta, si tratta essenzialmente di una questione di libertà personale e non di morale, leggi e regolamenti: può scegliere  la libera volontà di Dio di amare fedelmente o la volontà del diavolo di odiare. Non si tratta semplicemente di “seguire delle leggi” date da Dio per evitare l’inferno, perché in realtà su questo piano si è continuamente ingannati dall’astuzia del falsario. La salvezza può provenire solo dalla distruzione del potere del nemico in tutti i cuori, luogo dove possiamo ospitare lo Spirito di Dio, capace di manifestarsi  se vi è e vi cresce la fede in Gesù, che è nostro redentore, unico salvatore. Il battesimo (immersione nella morte/resurrezione di Cristo) è decisivo per la fede, ma non lo è automaticamente per la salvezza del singolo: non ci sono meccanismi giuridici o retributivi “automatici”. Tutto si gioca sulla libertà personale e sulla capacità di Dio di leggere la verità nei cuori.

L’uomo che “rinasce dall’alto”, il cui cuore è puro e trasparente allo Spirito santo, si solleva da troppi legalismi e da inappropriati sensi di colpa rispetto a un “mondo buono” che non esiste o a “soluzioni umane” totalmente false nelle proprie pretese ideologiche, illusorie, spesso sottilmente ricattatorie. La nostra infelicità sta nel peccato contro la Volontà di Dio e la nostra felicità risiede nell’amore e nel perdono di Cristo che ha già vinto il Maligno, che ancora è principe di questo secolo. In comunione di fede e speranza noi attendiamo il ritorno di Nostro Signore che sancirà la distruzione definitiva del potere del demonio sulla creazione, ricapitolando ogni cosa in Cristo, nell’ordine iniziale voluto dal Padre.         


RS

 
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