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Festvità di Pentecoste PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Domenica 08 Giugno 2014 09:13

Festvità di Pentecoste


La Pasqua e la Pentecoste non sono feste tipicamente cristiane: affondano le loro origini nella tradizione ebraica. Il cristianesimo però ha dato a queste festività antichissime un contenuto nuovo. Ma non possiamo dimenticare che la novità è tale perché è stata innestata nell’antico. È opportuno, per non dire doveroso, conoscere anche le tradizioni ebraiche. Fermiamoci alla Pentecoste, di cui oggi la Chiesa universale celebra la festa. Per noi cristiani dire Pentecoste è dire discesa dello Spirito santo sugli apostoli, cinquanta giorni  dopo la Pasqua (il nome pentecoste in greco significa “cinquantesimo giorno”). Inizialmente, presso gli ebrei, era la “festa della mietitura e delle primizie” (Es 23,16). Certamente, non era una festa esclusivamente agricola, staccata dall’aspetto religioso: ogni festa ebraica era vissuta in riferimento a Dio. Perfino gli idolatri sentivano il dovere di ringraziare le divinità anche per i doni del campo.

Mi pare doveroso, in una società tipicamente industriale, sottolineare il legame che, presso gli antichi era forte, tra la natura e il Creatore. Legame che obbligava l’uomo ad avere un amore privilegiato per il creato. Oggi il rapporto con la natura è diverso, ma nel senso più ampio. L’amore alla terra non è solo per sfruttarla a nostro uso e consumo. Il creato viene sempre più visto come la nostra prima casa, il nostro habitat, senza del quale sarebbe impossibile vivere. Gli antichi vivevano dei frutti della terra, avevano con la terra un rapporto tanto speciale da vedervi anche la presenza o l’immagine della stessa divinità. Oggi ci stiamo rendendo coscienti che tra l’uomo e la terra il legame è così profondo che ogni violenza che si fa alla terra è una violenza che si fa ad ogni essere vivente.

È inconcepibile che ancora oggi ci sia quell’atteggiamento diciamo di indifferenza nei riguardi del proprio ambiente. Già i nomi dovrebbero farci riflettere: parliamo di creato, e perciò dovrebbe essere logico pensare al Creatore. Secondo una certa concezione cattolica, che non è poi così rara, l’ambiente non è affar nostro, dimenticando che, come dice la Genesi, Dio ha creato l’uomo in un mondo meraviglioso. Alla religione, dunque, non deve interessare solo la salvezza delle anime, lasciando che l’egoismo umano spenga l’anima di questo mondo.


DonGiorgio.it

 
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