Archivio

Newsletter di A.C.V.

Qui puoi iscriverti alla nostra newsletter!
Newsletter A.C.V.


Ricevi HTML?

"Nell'Arca di Noè" di Mons. Mario Canciani - Primavera ecologica PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Sabato 05 Luglio 2014 12:57

"Nell'Arca di Noè" di Mons. Mario Canciani
Primavera ecologica

Molti fatti testimoniano che è esploso un grande interesse ecologico. Si potrebbe dire una vera primavera. Annuari e periodici riferiscono che dappertutto spuntano denunce di inquinamento e di inquinatori, campagne e iniziative in favore degli animali, richieste di leggi contro l'uccisione dei cani nei canili, contro il randagismo...

 

 

Tra le iniziative alle quali io stesso ho partecipato, la bruciatura delle pellicce in Campo dei Fiori, la marcia contro il randagismo e l'abbandono degli animali durante le vacanze, le campagne contro la corrida, la caccia, la strage degli agnelli.I mass media hanno il grande merito di far conoscere queste manifestazioni, educando così responsabilmente la gente. Per quanto mi riguarda possiedo una voluminosa “rassegna stampa” sui miei interventi da solo o insieme a movimenti ecologisti, come la “Lav”, la “Lega di San Francesco”, il “Movimento di liberazione animale”, il movimento animalista “U.N.A. Uomo Natura Animale”. Tutta la stampa riferì della 1° Festa di San Francesco celebrata il 4 ottobre del 1978, ispirata dalla assistente sociale signorina Carolina Grieco, che venne in chiesa con la sua scolaresca insieme agli animali che i bambini avevano in casa.

 

Il primo ad entrare in una chiesa, dai tempi di Carlo Magno, l'Imperatore che aveva proibito l'ingresso agli animali, fu “Willy” un “coocker spaniel”. Mi ascoltava benevolmente quando suonavo l'organo, accovacciato accanto alla consolle, tanto che gli dicevo: “La gente penserà che è musica da cani...”. I bambini parteciparono con gioia alla manifestazione, che non era una Messa come riferirono i giornali, ma una benedizione con la lettura del Cantico delle Creature.Anche gli anziani, con il loro cane, assistevano alla festa con gli occhi lucidi. Vennero a sapere che, da quel momento, tutte le volte che lo volevano, potevano entrare in chiesa, anche durante la Messa, con il loro animale.  Per me era un piccolo segno del cambiamento di mentalità all'interno del mondo cattolico, che ha un orientamento dominante – non si può nascondere – di indifferenza e di disinteresse, se non proprio di rifiuto e di opposizione.   

Puntualmente ogni anno, il 4 ottobre, abbiamo rinnovato la Festa che, nel 1990 dovremmo celebrare per la grande quantità di gente, a piazza del Pantheon, benedicendo così tutti gli animali della città. A Roma, oltre gli animali domestici, ci sono le tartarughe di acqua dolce, le anatre e le papere, le nutrie, gli storni, il falco, il nibbio, la civetta, l'allocco, il gabbiano reale, il passero solitario, il martin pescatore e... la pantera, introvabile nelle campagne intorno alla capitale.  

Benedicendoli, pensai sopratutto ai miei quattro gatti e ai gabbiani che, quando il mare è mosso, risalgono il Tevere e trasformano i tetti della mia chiesa in un'isola felice. Un giorno, la Basilica sembrava un tappeto nero. Era la festa dei terranova, cagnoni che arrivano a pesare fino a 180 chili, e che salvano i naufraghi, come potemmo appurare nelle prove di salvataggio al Lago di Castelgandolfo.  

Nei venticinquesimi di matrimonio, ma anche nei matrimoni, il cane accovacciato accanto agli sposi, come in un affresco del Tiepolo, rappresenta tutto il quotidiano e il feriale della vita familiare. Un'altra volta ci fu un funerale. Il cane che era stato di compagnia alla solitudine del padrone ora gli stava accanto proprio come il più afflitto dei parenti.  

Per la “Campagna contro la corrida” riscoprii la Bolla “De salute gregis” pubblicata nel 1567 da San Pio V. In essa il Papa condannava il tradizionale spettacolo iberico “sanguinoso e vergognoso, più degno dei demoni che degli uomini” negando il funerale religioso ai toreri che perdevano la vita nell'arena e comminando la scomunica ai religiosi che vi partecipavano.  Inutile dire che, soprattutto in Spagna, grande fu la reazione. Un giornalista spagnolo di “Diario 16” mi fece dire che nella penisola iberica tutti erano scomunicati, dal re Juan Carlos al'ultimo dei “banderilloros”. A parte che le banderillas vengono tutt'oggi preparate e infiocchettate da un istituto di suore e che un padre francescano insegna da una cattedra di tauromachia...  

Ricordo anche una ragazza che a Valencia, dopo che le ebbi dimostrato le immense sofferenze del toro e del cavallo, guardandomi con un pizzico di commiserazione, mi rispose: “…ma la corrida è una cultura...” .  

Ogni anno la stampa si occupa della mia “Campagna contro la strage degli agnelli”. Queste povere bestie vengono uccise a migliaia non a norma di legge, lasciandole penzolare per ore finchè esce l'ultima goccia di sangue. Questa carne più bianca, e perciò più preziosa per i commercianti, è piena delle tossine che si sprigionano dai meccanismi di difesa degli animali stessi.“Mangiate l'erba!” intitolava un giornale. “Roma divisa a metà” scriveva un altro. La verità era che, prima di Pasqua, avevo fatto entrare in chiesa tre agnellini. Volevo spiegare ai fedeli perchè nella Messa diciamo 5 volte: “Agnello di Dio...”. Il simbolismo dell'agnello è tra i più belli: mite e bello com'è, simile al Cristo, che innocente è stato condotto al macello, come afferma Isaia.  

Al termine della celebrazione molti accarezzavano gli agnelli e io, vegetariano, non seppi trattenermi dal dire: “E' inutile accarezzarli se poi ve li mangiate! Fatene a meno a Pasqua!”.  

Fui chiamato da varie televisioni e non mi parve vero, a “Maurizio Costanzo Show” - era il Venerdì Santo – di leggere tra la commozione generale, rara in uno “spettacolo di varia umanità”, la “Preghiera dell'agnello”.“Signore, sono un piccolo agnello, nato da un sogno della Tua creazione. A noi agnelli, per breve tempo ci è dato di brucare, sulle colline, l'erba madida di rugiada e scaldata dai primi raggi del sole.C'è chi crede di poter festeggiare la Tua Pasqua vittoriosa con la nostra morte, una morte lunga, crudele.   

Assieme ad altri agnelli resterò appeso, da vivo, perchè la mia crne sia più bianca, in attesa che l'ultima goccia di sangue esca dalle mie vene tra immense sofferenze.   Con la sensibilità allo spasmo e gli occhi lacrimanti, guarderò a Te, che hai voluto essere chiamato Agnello di Dio. Per questa tua partecipazione al mio dolore, fa che possa almeno vivere assieme ai miei amici in quel soggiorno felice che è il Tuo paradiso, per specchiarmi per sempre nella limpidezza del Tuo amore eterno. Amen”.   Oltre la “Rassegna Stampa”, molte lettere mi sono arrivate dall'Italia e dall'Estero. Ne cito alcune, riferendo la località di provenienza, essendo tutte di plauso per le iniziative prese a favore degli animali. Dall'Italia: Roma, Milano, Torino, Napoli, Livorno, Udine. Lecce, Parma, Crema, Padova, Rimini, Vicenza, Cervia, Porto Santo Stefano, Como, Isola dei Liri, Lanciano, Trieste, Alessandria, Reggio Emilia, Pescara, Brescia, Bologna, Monza, Gubbio, Catania, Messina, Palermo, Moncalieri, San Giorgio a Cremano, Genova, Umbertide.Da quest'ultima località mi hanno scritto gli alunni della II e III C della Scuola Media Giovanni Pascoli. Questi bravi ragazzi mi hanno riferito, sgomenti, che la loro insegnante di religione avrebbe loro detto che “…gli animali, poiché non hanno la ragione, non valgono nulla, e quindi possono essere gettati nel secchio...”. Ne è nata una corrispondenza e addirittura un loro viaggio a Roma, per vedere questa “bestia rara” che è il sottoscritto. E' stata per me una giornata indimenticabile.  

Dall’estero mi hanno scritto dai seguenti Paesi: Inghilterra, Scozia, Usa, Spagna, Austria, Belgio, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Australia.  

L’interesse per gli animali si è esteso alle tre reti televisive, a televisioni private, tra le quali GBR, Canale %, e diverse trasmissioni radiofoniche RAI ed anche straniere, con interviste con la Spagna, Germania, Romania.  

Sono del tutto cosciente che il mio è stato il tipico “sasso nello stagno”. A onde concentriche, un gesto simbolico, quale quello di aprire al chiesa agli animali permettendo agli anziani di entrare con il loro cane, si è allargato trovando sintonia e apprezzamento da parte di molti. Un piccolo contributo che una grande primavera ecologica, favorita anche da non  pochi valenti laici di estrazione ideologica diversa, ponga finalmente fine alle sofferenze degli animali.




Pagina precedente

Pagina seguente

 

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Luglio 2014 13:47
 
maria8_2.jpg

Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire