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La questione del rispetto degli animali secondo l'attuale posizione del Magistero e le nuove tematiche emergenti - L'uomo e gli animali nella visione cristiana della Creazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosina Barbera   
Martedì 15 Luglio 2014 09:02

La questione del rispetto degli animali secondo l'attuale posizione del Magistero e le nuove tematiche emergenti

I capitolo
L'uomo e gli animali nella visione cristiana della Creazione

 

Poi Dio disse: "Producano le acque in abbondanza animali viventi, volino degli uccelli sopra la terra per l’ampia distesa del cielo". 21 E Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, i quali le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono. 22 E Dio li benedisse, dicendo: "Crescete, moltiplicate, ed empite le acque dei mari, e moltiplichino gli uccelli sulla terra". Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quinto giorno. 24 Poi Dio disse: "Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie". E così fu. 25 E Dio fece gli animali selvatici della terra, secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili della terra, secondo le loro specie. E Dio vide che questo era buono (Gen 1,20-25).


Il primo libro della Bibbia, appunto Genesi, dal greco ghénesis, origine, è il racconto della Creazione dell'universo. Si parla della vita, creata da Dio, e del compiacimento del Creatore per la sua opera. L'universo nel suo divenire è esaltazione di Dio ed è insieme vita e armonia di tutte le creature. In questo contesto paradossalmente l'elemento dissonante compare con la creazione dell'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, poiché l'uomo si lascia corrompere dalla tentazione del maligno, con la sua disobbedienza al suo Creatore.

Il primo settembre viene celebrata la Giornata mondiale della Salvaguardia del Creato che è una delle iniziative ecumeniche più diffuse in Italia in cui si svolgono celebrazioni varie, sia laiche che religiose e momenti di preghiera e di festa. La Giornata per la Salvaguardia del Creato è stata voluta dalla Conferenza episcopale italiana insieme ad altre comunità laiche ed ecclesiali per valorizzare i temi e l'importanza dell'ambiente sia a livello etico che spirituale. La ricorrenza ufficiale è il 1° settembre ma le singole diocesi svolgono manifestazioni locali in modo diverso. Tra le chiese cristiane l'esigenza di salvaguardare l'ambiente è stata legata ai temi di pace e di giustizia. Questa data è stata scelta nel 1989, su proposta del patriarca di Costantinopoli, Dimitrios I; infatti il 1° settembre è il capodanno della Chiesa ortodossa. I documenti ufficiali, in proposito, sono innumerevoli.

Ricordiamo tre date storiche:
- [1] Nel 1983 a Vancouver l'Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese rivolge un appello a tutte le Chiese ad impegnarsi in un «processo conciliare di mutua dedizione a giustizia, pace e salvaguardia del Creato».
- Nel 1989 a Basilea la I Assemblea ecumenica europea dal titolo “Pace nella Giustizia” a cui partecipano la Conferenza delle Chiese europee (KEK) e il Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) si dà come compito precipuo quello di esprimere l'impegno dei cristiani europei per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato.
- Gli stessi due organismi (KEK e CCEE) nel 2001 a Strasburgo, nel documento che definisce le linee guida per la crescita della collaborazione tra le Chiese Cristiane in Europa (Charta Oecumenica) scrivono:”Raccomandiamo l'istituzione da parte delle chiese europee di una giornata ecumenica di preghiera per la salvaguardia del creato"
.

La prima giornata dedicata alla salvaguardia del Creato è stata celebrata il 1° settembre 2006. Di anno in anno due commissioni episcopali si riuniscono per discutere temi diversi. Fino ad ora i temi delle giornate sono stati i seguenti:

2006 "Dio pose l'uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse" (Gn 2,15)
2007 "Il Signore vostro Dio vi dà la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere l’acqua" (Gn 2,23)
2008 "Una nuova sobrietà, per abitare la Terra"
2009 "Laudato si', mi' Signore…per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento"
2010 "Custodire il creato, per coltivare la pace"
2011 "In una terra ospitale, educhiamo all'accoglienza"
2012 "Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra''
2013 "La famiglia educa alla custodia del creato.


Nel Concilio Vaticano II è stato approvato un documento, la [2] Gaudium et Spes, in cui si parla anche della realtà che ci circonda e in cui l'uomo, utilizzando mezzi idonei e guidato dalla mano di Dio per comprendere la realtà in cui vive, deve capire il mistero attraverso la storia nel suo divenire in attesa della venuta di Cristo:

“E infatti, i beni, quali la dignità dell’uomo, la fraternità e la libertà, e cioè tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni macchia, illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre il regno eterno e universale: «che è regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace». Qui sulla terra il Regno è già presente, in mistero; ma, con la venuta del Signore, giungerà a perfezione.39 .colui che si trova in estrema necessità, ha diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui” (69)

Nel messaggio del papa Giovanni Paolo II per la XXIII giornata mondiale della pace si legge:

[3] «E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona» (Gen 1, 31). La chiamata di Adamo ed Eva a partecipare all'attuazione del piano di Dio sulla creazione stimolava quelle capacità e quei doni che distinguono la persona umana da ogni altra creatura e, nello stesso tempo, stabiliva un ordinato rapporto tra gli uomini e l'intero creato. Fatti ad immagine e somiglianza di Dio, Adamo ed Eva avrebbero dovuto esercitare il loro dominio sulla terra (Gen 1, 28) con saggezza e con amore. Essi, invece, con il loro peccato distrussero l'armonia esistente ponendosi deliberatamente contro il disegno del Creatore. Ciò portò non solo all'alienazione dell'uomo da se stesso, alla morte e al fratricidio, ma anche ad una certa ribellione della terra nei suoi confronti (Gen 3, 17-19; 4,12). Tutto il creato divenne soggetto alla caducità, e da allora attende, in modo misterioso, di esser liberato per entrare nella libertà gloriosa insieme con tutti i figli di Dio (Rm 8, 20-21).

Nel messaggio si parla di crisi ecologica e della necessità di ritrovare una coscienza ecologica per riscoprire la dignità dell'uomo nella Creazione. Nel 2010 Benedetto XVI celebra la XLIII giornata mondiale della pace "Se vuoi coltivare la pace custodisci il creato".

Il Santo Padre ci invita a non tiranneggiare sul Creato, in nome di una visione egocentrica, ma a divenire custodi per proteggere l'opera meravigliosa della Creazione. Questa giornata non a caso venne scelta dal Pontefice, per fare omaggio a San Francesco di Assisi di cui si celebrava il 30° anniversario del santo come Patrono dei cultori dell'ecologia. [4] "La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz'altro facilitata dal comune riconoscimento inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l'intero creato".

[5] Giorgio Nebbia , chimico e ambientalista, a proposito della crisi ecologica richiama la domanda che il dottore della legge pone a Gesù: 'Chi è il mio prossimo?' (Lc 10,29). Sicuramente l'amore non fa delle selezioni e ciò che viene da Dio è buono e degno di rispetto e di amore. Ecco: l'uomo, nel distribuire il suo amore ha fatto uso del suo egoismo e del suo tornaconto. L'universo creato pullula di vita e di amore e, soprattutto, la natura, così come Dio l'ha creata, è espressione dell'amore di Dio per gli uomini. Dunque non si può usare violenza contro tutto ciò che è stato creato da Dio. Il male causato dall'uomo crea ferite nell'ordine cosmico, e l'uomo deve rispettare la terra su cui Dio l'ha posto.

A proposito dell'anno giubilare del 2000 il teologo Gianni Manzone [6] parla di una naturale unità dell'uomo col Creato:

[7] L’uomo (adam) è strettamente legato alla terra (adama). Egli si trova nell’unità della creazione che comprende ogni realtà, e non può realizzarsi senza o contro la natura, ma solo e sempre in un legame permanente e costitutivo con essa. E il suo radicamento nella natura è compreso a partire dal rapporto con il Creatore (“immagine di Dio”) ed è caratterizzato dal principio della creaturalità che lega tutti gli esseri viventi tra loro. Il suo compito di custodire il mondo non lo strappa da questo radicamento.

E nel mistero del Verbo Incarnato si legge come il mondo, nel suo essere in Dio manifesti la sua dipendenza da Dio e la sua destinazione finale verso Dio. La cacciata di Adamo dall'Eden e l'esistenza nel dolore sono state causate dall'uomo e permesse dal Creatore, come punizione e ravvedimento. Ma l'amore infinito di Dio permetterà all'uomo la felicità piena, attraverso Gesù Cristo che già ha operato la salvezza dell'umanità e che sarà piena alla fine dei tempi. L'uomo, secondo l'opinione di Manzone, deve vivere in unità con il Creato, condividendo l'amore. Le profonde lacerazioni inflitte dagli uomini alla terra e alle sue creature danno come unica risposta da una parte l'arricchimento senza limiti, l'egoismo e l'indifferenza, che a volte diventa odio verso l'altro, e dall'altra la distruzione della natura, opera mirabile del Creatore. Si è soliti pensare che non c'è giustizia e che Dio non interviene e perché il male commesso da altri lo pagano gli innocenti? La risposta è semplice: l'uomo, allontanandosi da Dio, e dall'azione vivificante dello Spirito Santo non ha alcuna strada da percorrere, se non il male. L'uomo deve vivere a immagine e somiglianza di Dio, così come è stato creato, riflettendosi come in uno specchio. Compiere il proprio dovere e accettare la sofferenza fa parte della vita del cristiano confidando in Dio
e nella Sua misericordia.

Nei tempi moderni la violenza è in aumento, le depressioni sono una consuetudine, la crisi economica sta devastando la società. La crisi ecologica ci vuole mettere in guardia per porre un freno al male e capire che la vita è armonia e amore. Per fortuna credenti e non credenti su questo sono d'accordo. E' un concetto molto chiaro, lo ricordava già San Francesco [8] nelle sue opere, in particolare nei Fioretti con una semplicità che dovrebbe fare arrossire i potenti. E' inutile dire come la lezione di San Francesco sia di grande attualità nelle tematiche ecologiche odierne. L'amore del prossimo, il rispetto delle creature e della terra sono ancora i temi del Cantico delle creature, [9] meravigliosa poesia che celebra l'infinita grandezza di Dio attraverso la Creazione. Dalla magnifica esaltazione di Dio attraverso la celebrazione delle Sue creature delle opere di San Francesco si può passare all'argomentare di G. Nebbia [10] secondo cui il prossimo è l'Universo creato. Gli animali sono state vittime sacrificali, dopo il peccato originale di Adamo; e Dio ha permesso che venissero uccisi e mangiati, così come il Signore ha permesso il dolore, la morte. Nel racconto della Creazione non si legge mai di un'azione punitiva nei confronti degli animali, ma se dolore c'è è in relazione al peccato dell'uomo perché a lui affidati; al contrario questo accade nei confronti dell'uomo (Gen 6,7). Il male e la violenza che si estendono dall'uomo agli animali sono conseguenze del peccato (Gen 6,13). Prima del peccato di Adamo, Dio non aveva permesso la violenza

E Dio disse, “Ecco, io vi do ogni tipo di graminacee produttrici di semenza, che sono sulla superficie di tutta la terra, e anche ogni sorta di alberi in cui vi sono frutti portatori di seme: essi saranno il vostro nutrimento. E a tutte le fiere della terra, a tutti i volatili del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e che hanno l’alito di vita, io do come nutrimento ogni tipo di erba verde (Gen 1,29-30). E Dio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro, “… Ogni essere che si muove ed avrà vita sarà vostro cibo; come vi diedi le piante verdi, ora vi do tutto (Gen 9,1-4).

Nel patto che Dio fa con Noè, Dio promette che non avrebbe distrutto la terra e, dopo il diluvio si manifesta ancora una volta la fedeltà di Dio e la responsabilità dell'uomo e l'introduzione della carne in una alimentazione vegetariana:

"Dio promise a Noè che non avrebbe mai più maledetto né distrutto la terra con un diluvio. Come pegno di tale promessa, Dio diede l’arcobaleno. Ma il patto prevedeva altresì l’istituzione di una forma di governo umana con facoltà di infliggere la pena capitale. Dio garantì la regolarità del susseguirsi dei giorni e delle stagioni, ordinò all’uomo di ripopolare la terra e ne riaffermò il dominio su tutte le creature inferiori. Ora l’uomo aveva facoltà di inserire la carne nella propria alimentazione precedentemente vegetariana" [11].

A prima vista sembra esserci contraddizione tra Gen 1 e Gen 9. In realtà è solo il connubio Dio-Creazione-Bene e uomo-disobbedienzamale. Lo sconvolgimento che l'uomo ha apportato al Creato è la conseguenza del suo operare, l'aver disobbedito al suo Creatore per avere ceduto alla tentazione di satana. Dopo il peccato originale l'uomo ha perso la sua santità originaria ed ha acquistato la capacità di compiere il male, la fatica, il dolore e la morte. La misericordia di Dio e il Suo progetto di salvezza sono sempre presenti attraverso le parole dei profeti. Dio non vuole sacrifici di animali, ma la conversione del cuore. "Anche se voi mi offrite olocausti io non gradisco i vostri doni... piuttosto scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne" (Amos 5,22-24).

Il teologo e biblista italiano Paolo De Benedetti ha dedicato molti dei suoi studi a una teologia degli animali, sostenendo che anche gli animali rientrano nel piano di salvezza di Dio: "Io credo... che l'animale, compagno di tante solitudini, di tante tristezze, in misura varia secondo la sua coscienza - affermo e ripeto coscienza - ci accompagnerà anche nell’altra vita e non ci si chieda di spiegare il perché" [12].

Dunque non è difficile pensare che l'egoismo umano, apparentemente fonte di piacere, sia la fonte di sofferenze infinite. Continuare a sostenere che l'animale sia stato creato a uso (carni, pellame, lavoro) e consumo dell'uomo e quindi con attuazione di forme varie di violenza e crudeltà è contro il volere di Dio. Ma gli animali sono feroci tra loro! Secondo Teofilo di Antiochia è stato il peccato dell'uomo a rendere gli animali feroci.

[13] Gli animali selvatici traggono il loro nome dalla loro natura selvaggia, e non dal fatto di essere stati creati feroci fin dall'inizio…; in realtà fu il peccato dell'uomo a renderli tali. Infatti, dato che l’uomo si è allontanato dalla retta via, anch'essi lo hanno seguito … Se l'uomo ora si eleva di nuovo ad un'esistenza che corrisponde alla sua natura e non compie più alcun male, anch'essi ritorneranno al loro essere mite originario.

[14] Il diluvio tolse di mezzo la razza umana ma non la sua malvagità, né il peccato dell'umana natura, che essendo stata concepita e nata nel peccato, pensa, si ingegna e ama la malvagità fin dalla sua gioventù e fin da come si faceva prima del diluvio.

L'amore è totalizzante e comporta la rigenerazione del nostro essere in tutti i sensi. Gesù ci ha parlato d'amore e la logica dell'Amore è unica. E l'amore non si può confondere con altri sentimenti che di amore hanno poco o nulla e spesso questa confusione si fa soprattutto in nome del denaro e le conseguenze sono aberranti. Solo l'Amore porterà l'uomo alla felicità originaria . Chi vive nell'amore, vive secondo l'insegnamento di Gesù e quindi è felice. L'amore è mitezza e insieme forza e non permette alcuna violenza e vuole il rispetto della vita.

Vivere è un diritto naturale. Il giusnaturalismo che ha caratterizzato menti eccelse come Aristotele, Platone, san Tommaso, non potrà mai essere messo in discussione da nessuna legge scritta dagli uomini, perché scritta nella coscienza degli esseri viventi. Non riconoscere tale diritto per sé o per altri significa andare contro natura. Oltretutto gli equilibri dell'ecosistema, nonostante siano oggetto di studio, ancora sono sconosciuti e quel che è difficile da accettare, a meno che non si riscoprano i valori morali e spirituali e gli studi scientifici aprano la strada alla conoscenza, è che ne siamo parte integrante.

 

 

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[1] Giornata per la salvaguardia del creato, Storia e radici. Vikipedia.
[2] Gaudium et Spes, Costituzione Pastorale.
[3] Messaggio del papa Giovanni Paolo II per la celebrazione della XXIII giornata mondiale della pace 1° Gennaio 1990 "Pace con Dio Creatore pace con tutto il Creato" I,3.
[4] Messaggio di Benedetto XVI per la 43a Giornata Mondiale della Pace 1° gennaio 2010 'Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato'.
[5] Giorgio Nebbia La natura come prossimo in: Autori vari, “Ambiente e tradizione cristiana”, Brescia, Morcelliana, 1990, p. 81-86
[6] Gianni Manzone, Docente ordinario in Teologia sociale.
[7] F. Marinelli, Il Giubileo del 2000,(a cura di Gianni Manzone) Rogate, Roma 1997, pp.234-250. Internet.
[8] S. Francesco, I Fioretti.
[9] S. Francesco, Cantico delle creature.
[10] Giorgio Nebbia, La natura come prossimo.
[11] William MacDonald, Il patto con Noè (Ge 8:20–9:27) in: Il commentario biblico del discepolo Antico Testamento.
[12] Paolo De Benedetti, Teologia degli animali, Morcelliana 2007, 55.
[13] Teofilo di Antiochia Fu' il peccato dell'uomo a rendere"feroci"gli animali. Internet.
[14] Commentario sul Nuovo Testamento e una parte dell'Antico Testamento, Genesi 8,20-22.

 

 

 

 

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