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La questione del rispetto degli animali secondo l'attuale posizione del Magistero e le nuove tematiche emergenti - Gli animali nella Bibbia, nei bestiari e il contributo delle scienze moderne PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosina Barbera   
Domenica 20 Luglio 2014 10:27

La questione del rispetto degli animali secondo l'attuale posizione del Magistero e le nuove tematiche emergenti

II capitolo
Gli animali nella Bibbia, nei bestiari e il contributo delle scienze moderne

 

Questo capitolo vuole presentare dei passaggi essenziali per spiegare il significato degli animali nella Bibbia e come l'uomo abbia interpretato la loro presenza nei vari periodi della storia. Un esempio sono i bestiari medievali e gli studi scientifici moderni. L'attenzione rivolta agli animali è espressione del comportamento umano nella storia, l'espressione dell'uomo nel progetto di Dio. Dunque nel progetto di Dio uomini e animali sono espressione della grandezza divina nei vari momenti della storia. Gli argomenti, apparentemente distaccati, nella sostanza seguono un unico filo conduttore e per ovvie ragioni, in questa sede non possono essere sviluppati in altro modo, se non per dare corpo a quella unità che sta alla base del nostro tema.


Nell'antichità gli animali erano oggetto di studio sia per motivi di interesse popolare (leggende, racconti simbolici), sia per curiosità scientifiche, molto scarse data l'ignoranza diffusa, sia per legami alla religione. Accadeva, in alcuni casi, che le credenze popolari divenissero talmente forti e radicate, a causa della cultura del luogo, da essere tramandate ai posteri e dare importanza solenne a fatti e spiegazioni relativi agli animali che, senza consistenza scientifica, acquistavano grande rilievo. Nel Medioevo si diffusero molti testi che descrivevano gli animali, i bestiari. I riferimenti erano simbolici, fantastici, poco scientifici. Le fonti risalivano al mondo latino o greco o alla tarda romanità (Plinio il vecchio, il Physiologus, S. Ambrogio). Si diffusero in Francia e in Inghilterra intorno al XII-XIII sec. Spesso i simbolismi e i riferimenti a forze demoniache, a seguito di interpretazioni false del libro della Genesi, portavano le persone del tempo a rappresentare gli animali come espressione di forze occulte e sinistre. L'origine di tali rappresentazioni era da ascrivere a paure ancestrali e a paura della realtà circostante; le condizioni di vita nel medioevo erano precarie a causa delle ricorrenti invasioni, pestilenze, malattie, carestie e miseria. Inoltre l'istruzione era quasi assente. Tutto questo, unito a una fantasia incontrollata, a superstizioni e al desiderio di dare voce a eventi difficili da capire, faceva sì che gli animali divenissero quasi nemici, o nei casi migliori mezzi utili alla sopravvivenza. Nessuno guardava una bestia come un compagno di viaggio, o una foresta come una fonte di vita per l'uomo. Poche menti illuminate avevano visioni più elevate. Le conoscenze intese come nuove acquisizioni scientifiche o apertura alla infinita sapienza divina, arrivavano gradatamente. Oggi si parla di crisi ecologica e di una nascente affettività verso gli animali; nel medioevo non era così. I bestiari venivano scritti e decorati con miniature che illustravano le descrizioni. Tra i bestiari decorati più importanti si ricordano:

- Il bestiario di Aberdeen (MS 24) preparato in Inghilterra nel XIII secolo, conservato alla Biblioteca dell'Università di Aberdeen;
- MS Ashmole 1511, della Bodian Libralery di Oxford (strettamente imparentato al precedente).
- Il Liber monstrorum de diversis generibus, scritto nell'VIII sec conteneva storie di creature mostruose e fantastiche [15].


Le descrizioni medievali sembrano fuorvianti. Ma torniamo alla Bibbia. Con il peccato l'uomo non risponde più al patto di alleanza che Dio ha stabilito col suo popolo (Gen 1,26-30), mentre Dio rimane fedele (Gen 9,8). Molti sono i passi in cui si legge questa fedeltà. La terra promessa riguarda tutte le creature: "Voi, I vostri bambini, le vostre mogli e i vostri animali rimarranno nella terra che Mosè vi ha assegnato” (Giosuè 1,14). La salvezza riguarda uomini e animali: “Uomini e bestie tu salvi” (Salmo 36,6-7.15). La cura di Dio è per ogni creatura: “la Sua tenerezza è per ogni creatura” (Salmo 144,9), “Guardate gli uccelli del cielo…il Padre vostro celeste li nutre” (Mt 6,27). La preghiera riguarda uomini e animali: in molti passi Dio invita uomini e animali a fare penitenza esempio, non unico, nella predicazione di Giona “uomini e animali si vestano di sacco e si invochi Dio” (Giona 3,8) o alla lode esempio “Ogni vivente dia lode al Signore” (Salmo 150,5). Esiste una legge naturale divina per gli animali, secondo Geremia essi la seguono meglio degli uomini “Anche la cicogna conosce i suoi tempi, la tortora, la rondinella e la gru, il mio popolo invece non conosce il comando del Signore” (Geremia 8,7) [16].

Quando si parla di legge naturale spesso è in relazione a comportamenti etici che devono essere estesi a tutta la realtà creata nella sua molteplicità e varietà. La legge naturale non interessa solamente l'uomo nei confronti di ciò che lo circonda, ma di tutto il Creato in un complesso intreccio di relazioni mutevoli e in relazione ai tempi della storia come dimostrano le varie discipline biologiche (sociobiologia, fisiologia, etologia, zooantropologia ecc.). Anche l'adesione alla parola di Dio è mutevole, non nella sua Essenza ma nei modi e nei tempi in cui passa nella storia e nella esistenza. La Parola, 'dabar', è parola e azione insieme. L'ascolto della Parola di Dio è un atto libero di fede a un progetto d'amore a cui tutto il Creato dovrebbe rispondere nei tempi e nei modi più naturali.

Secondo la Teologia, Dio si manifesta attraverso la Natura e attraverso la Parola. La ricerca teologica pertanto ricorre alla Natura indagata mediante i vari tipi di conoscenza umana e alla Parola di Dio, presente nella Bibbia e trasmessa dalla tradizione cristiana. "Aderire liberamente a Dio e al suo disegno significa decidersi per una vita ispirata non all’etica del dominio, ma a quella dell’amore. Secondo la Bibbia l’uomo è la creatura chiamata a decidersi per una vita di amore; qui sta la sua massima responsabilità e la sua altissima dignità morale nei confronti di tutti gli esseri viventi (umani e non). Ogni scelta etica, nel suo nascere intenzionale come nel suo gesto concreto, è ordinata ad essere una mediazione dell’amore [17].

Dunque altro elemento chiave è la responsabilità dell'uomo nei confronti del Creato attraverso un uso ragionevole delle sue scelte libere. Il diritto naturale è la coscienza di sé e delle altre creature in una visione di vita.

La filosofia dei Padri della Chiesa accolse l'idea derivante dalla tradizione ebraica della legge come norma positiva posta dalla volontà incondizionata di Dio, insieme all'orientamento greco-romano dell'esistenza di una legge suprema, quella di natura, dettata dalla ragione umana. Dal V sec. in poi si sono affermate tre correnti del
giusnaturalismo: il giusnaturalismo volontaristico che presuppone una legge giusta perché dettata da una volontà sovrumana, il giusnaturalismo naturalistico che intende la legge naturale come istinto comune a ogni animale e il giusnaturalismo razionalistico cioè una legge di natura dettata dalla ragione.

Non si può parlare di diritto naturale nell'accezione di libertinaggio e di esaltazione di morte e distruzione. Questa considerazione diventa difficile da accettare, come in san Paolo o sant'Ambrogio , perché porta in sé il germe del male, il peccato. Per cui la salvezza avviene attraverso la fede e la grazia di Dio. E' dunque il
peccato che distrugge il comportamento puro dell'uomo anche nei confronti degli animali. La salvezza operata da Cristo ci attende, ma l'uomo deve dirigere il suo cammino verso il Cristo per riprendere la sua originaria natura. Così diritto naturale e cristianesimo troverebbero la loro naturale risposta nel cuore dell'uomo che crede in Dio e opera il bene, proprio perché Dio ha creato l'uomo a Sua immagine e somiglianza. Ma allora che relazione c'è tra i Bestiari e la Bibbia? Secondo l'antropologo Michel Pastoreau [18] gli autori dei Bestiari medievali prima di tutto descrivevano l'animale poi cercavano di capire i simboli che potevano essere riferiti a quella bestia, e in tutto questo i riferimenti alla Bibbia erano costanti, ad esempio il leone era simbolo della forza dell'autorità, della regalità e quindi espressione di Dio o di Cristo.

All'immagine del Diavolo, al contrario, sono legati l'orso, la volpe in quanto sentimenti contrari li caratterizzano simbolicamente: l'astuzia, l'ingordigia, la lussuria. Altri animali sono raffigurati in modo ambivalente come il cinghiale in cui coraggio e collera coesistono o il cervo esempio cristologico, ma esecrabile per la eccessiva sessualità. La Bibbia è sempre un punto di riferimento:

il serpente della Genesi; il corvo e la colomba dell’arca; il montone sacrificato al posto di Isacco; il vitello d’oro e il serpente di bronzo; l’asina di Balaam; il leone abbattuto da Sansone; l’orso e il leone sconfitti dal giovane Davide per proteggere le sue pecore; il cinghiale che devasta le vigne del Signore; il pesce e il cane di Tobia; i corvi di Elia; l’orsa di Eliseo; i leoni di Daniele; la balena di Giona. A questo elenco, peraltro molto incompleto, si aggiungono gli animali del Nuovo Testamento: in primo luogo l’agnello del Salvatore e la colomba dello Spirito Santo, ma anche il bue e l’asino della Natività; l’asino della fuga in Egitto; l’asina dell’entrata in Gerusalemme; il pesce trafugato da Giuda; il gallo del rinnegamento; i quattro cavalli, il drago e le bestie dell’Apocalisse. Tutti, direttamente o indirettamente, trovano un’eco e degli epigoni nei bestiari medievali.

Ma se nella Bibbia si parla degli animali come parte della Creazione e quindi amata da Dio, perché nel corso dei secoli gli animali sono stati oggetto di ogni crudeltà da parte dell'uomo? Una risposta può fornircela il filosofo Valentino Bellucci [19] che, facendo tesoro degli insegnamenti di Mario Canciani [20], biblista e scrittore italiano, sostiene con assoluta evidenza che Gesù fosse vegetariano in quanto ciò è deducibile dai suoi insegnamenti. Gesù parla di amore e l'uccisione degli animali, in quanto creature viventi è in contraddizione con la legge dell'amore . Tuttavia non abbiamo alcuna notizia certa in tal senso e possiamo fare solo supposizioni. Bellucci sostiene, infatti, che l'alimentazione dei primi cristiani fosse sobria ed essenziale, ma che tali abitudini di vita fossero state trasformate dai romani determinati a sconvolgere tutti gli insegnamenti cristiani (gli spettacoli circensi sono una conferma di orrori e crudeltà inaudite.) Ritengo ancora dovere aggiungere a questo pensiero che i romani, prima, e i barbari, dopo, avessero contaminato l'ideale evangelico, danneggiando in modi vari la natura e apportando ogni sorta di crudeltà contro le bestie. Naturalmente il messaggio di Gesù veniva portato avanti dai cristiani, tralasciando alcuni aspetti, irrilevanti per quei tempi, come appunto la cura degli animali e l'attenzione rivolta all'ambiente non perché privi di importanza, ma perché l'uomo legge la parola di Dio attraverso i tempi della storia. "Per tutto c'è un momento, un tempo per ogni cosa sotto il cielo" (Qohelet (3,1-15). Allo stesso modo possiamo comprendere come per secoli fossero compiuti riti sacrificali sugli animali. Ci sono, dunque, dei tempi per una crescita interiore spirituale. L' uomo, custode del Creato, si esprime in assoluta libertà per collaborare con Dio a un progetto di salvezza. Oggi l'uomo, che è già stato salvato da Cristo deve operare in piena comunione con Cristo attendendo la fine dei tempi: la novità del Cristo che prelude a un cammino d'amore oggi, nell'attesa di ciò che sarà. Secondo W. Stinissen [21] l'uomo che vive una vita di grazia partecipa alla gioia illuminante della Creazione e vive in armonia con le creature, in modo tale che 'il sovrannaturale diventi naturale in una esperienza di carità vivificante'. Dal medioevo a oggi gli studi scientifici hanno avuto un notevole sviluppo e ciò ha permesso di comprendere come l'universo sia fonte di vita e di relazione.

Inoltre da Leonardo da Vinci agli scienziati moderni secondo la scienza della biomimesi, l'osservazione degli animali, esempi di brevetti naturali nella dinamica evolutiva, ha dato l'opportunità agli uomini di costruire oggetti sofisticati che vanno dalla costruzione di aerei osservando il volo degli uccelli, allo studio di alcuni molluschi le cui conchiglie ammortizzano i colpi per costruire giubbotti antiproiettili; oppure di copiare il sistema di riciclaggio che operano i germi nella distruzione dei rifiuti tossici, o di comprendere le forze intermolecolari delle zampe del geco per aderire alle superfici o di eguagliare la potenza dei sonar di alcuni cetacei. Nel mondo animale esistono dei brevetti naturali che sono opera di un progetto divino e oggi l'uomo dovrebbe guardare con rispetto e ammirazione questa meravigliosa e variegata realtà. Invece l'uomo vive in uno stato di esasperato individualismo, dimenticando i principi di umanità e di relazione, quelli a cui un'anima pura giungerebbe se rivolgesse il suo cuore a Dio e vedrebbe nelle conoscenze scientifiche la mano di Dio e uno straordinario progetto di vita nelle sue forme più belle.

[22] "Fides et ratio binae quasi pennae videntur quibus veritatis ad contemplationem hominis attollitur animus ‘’ ‘’ La fede e la Ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. ‘’ L'uomo su questa terra per comprendere la realtà in cui vive ha due strade: la vita illuminante della grazia che lo pone in uno stato di relazione e d'amore con le altre creature, di silenzio, di ascolto, di comprensione (la vita dei santi, degli asceti, dei mistici, dell'uomo che vive secondo coscienza) o la via della scienza, naturalmente finalizzata al bene e intesa come espressione delle meraviglie di Dio. Quindi scienza e fede due strade parallele per conoscere l'opera della Creazione. Le conoscenze scientifiche negli ultimi anni hanno aperto orizzonti sconosciuti fin'ora. L'etologia, dal greco ethos e logos che significano rispettivamente «carattere» o «costume» e «discorso») attraverso gli studi di Conrad Lorenz [23] ci ha permesso di conoscere le relazioni tra gli animali e l'ambiente. Oggi grazie all' apporto di altre discipline come la biologia, la zoologia,
l'antrozoologia, la paleontologia, parliamo di "etologia relazionale" che spiega le relazione tra gli uomini gli animali e l'ambiente. Si giungerà, quindi, a delle conoscenze in cui l'amore per la vita di tutte le creature sta alla base della felicità dell'uomo; conoscenza, per ora, molto lontana, dato che, per ora, alla base di tutto sta il denaro e il piacere per i quali si uccide senza controllo. Si può quindi concludere che se le visioni sono differenti il punto di arrivo è comune: Dio nelle Sue espressioni di equilibrio, armonia, giustizia e amore, dove la fede e la scienza saranno la visione speculare di una unità.

Gianfranco Ravasi dice:

[24] La Bibbia è la celebrazione della maturità umana e spirituale, dell’intelligenza critica, della formazione globale e non solo teologica dell’uomo. Non è lecito ricorrere ad attenuanti o a motivazioni pietistiche per ostacolare il progresso autentico della cultura, della scienza, del pensiero e della teologia, perché è l’uomo intero, con lo splendore delle sue doti, che deve giungere a Dio, decidendo il suo destino con libertà e sapienza.


 

 

 

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[15] Bestiario- Storia. Wikipedia.
[16] Marilena Bogazzi Alleanza fra Dio e le sue creature. Cattolici vegetariani. Internet.
[17] Gianfranco Nicora Teologia degli animali. Cattolici vegetariani. internet.
[18] Michel Pastoreau, Bestiari del Medioevo Einaudi (Saggi,930), Torino 2011, pp. 19-22.
[19] Valentino Bellucci, Cristo era Vegetariano? Editoriale Programma, Rimini 2013.
[20] Mario Canciani Etica cristiana e Diritti degli animali. internet.
[21] Wilfrid Stinissen, La notte è la mia luce. La mistica nel quotidiano sulla scia di Giovanni della Croce”, Città Nuova, Roma 2004, pp.64-65, 113.
[22] Fides et ratio enciclica di Giovanni Paolo II.
[23] Konrad Zacharias Lorenz (Vienna, 7 novembre 1903 – Altenberg, 27 febbraio 1989), zoologo ed etologo austriaco.
[24] Gianfranco Ravasi Pensieri. internet.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 29 Luglio 2014 07:17
 
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