Archivio

Newsletter di A.C.V.

Qui puoi iscriverti alla nostra newsletter!
Newsletter A.C.V.


Ricevi HTML?

Collaboratori del Creato. La scelta vegetariana nella vita del cristiano - Introduzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Guidalberto Bormolini , Luigi Lorenzetti   
Martedì 22 Luglio 2014 07:14

Collaboratori del Creato
La scelta vegetariana nella vita del cristiano


Introduzione
Guidalberto Bormolini e Luigi Lorenzetti


Anche in ambito cattolico il tema della salvaguardia del creato sta assumendo una posizione centrale. Il richiamo di papa Francesco è inequivocabile: La vocazione del custodire […] riguarda tutti. È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato come ci viene detto nel libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’aver rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo […] siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!


Le parole che papa Francesco ha pronunciato in occasione dell’inizio del suo ministero sono il riconoscimento autorevole di una sensibilità sempre più diffusa all’interno della Chiesa cattolica. Questa sensibilità non può rimanere un fatto individuale e intimistico, dovrebbe anzi essere il lievito di una trasformazione del mondo. Giustamente afferma la Caritas in veritate che «la Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico» [1].

L’impellenza del problema nasce dalla grave crisi ecologica che sta allarmando tutte le coscienze più mature. Le parole dei profeti dell’Antico Testamento sembrano essere terribilmente attuali: su tutta la terra, grida Geremia, «per la malvagità dei suoi abitanti, le fiere e gli uccelli periscono» (Ger 12,4); «Il giardino è divenuto un deserto» (4,26). «È in lutto, languisce la terra» proclama Isaia. «La terra è stata profanata dai suoi abitanti; perché essi hanno [...] infranto l'alleanza eterna. Per questo la maledizione divora la terra, i suoi abitanti ne scontano la pena» (Is 24,4-7). La parola infuocata dei profeti esprime pienamente il dramma del disastro ecologico che oggi stiamo vivendo. Questo disastro ha radici profonde e manifesta una frattura che tocca nell’intimo la vicenda di ogni essere umano. Le parole di Massimo il Confessore, un padre della Chiesa, benché antiche di secoli esprimono un monito incredibilmente attuale: «L'uomo ha voluto impadronirsi delle cose di Dio, senza Dio, prima di Dio e non secondo Dio» [2].

In Occidente, soprattutto dopo Cartesio, prevalse l’idea di credere l’uomo il padrone del creato, e quindi il suo legittimo sfruttatore, quando invece nel racconto biblico il Creatore lo pose nel giardino «affinché lo coltivasse e lo custodisse». Una conoscenza superficiale della Scrittura può impedirci di coglierla in tutta la sua pienezza, come afferma Enzo Bianchi: «Se rileggiamo con attenzione le Scritture ebraiche, il Nuovo Testamento […] restiamo stupiti dell’attenzione riservata alle creature tutte e al loro rapporto con gli uomini» [3]. Nel testo biblico la presenza di animali è notevole, e in fin dei conti la prima azione di Adamo è un atto a favore degli animali: nominarli! Dare un nome per la cultura biblica è un atto di grande portata: Dio ha creato tutte le cose con la Sua parola, pertanto il nome è tutt’uno con la persona. Il testo della Genesi non deve essere travisato a questo riguardo: non confonde questi differenti generi di soggetti, non vuole omologare il mondo animale a quello umano, ma comunque non contempla mai una logica di sfruttamento [4].

Abbiamo detto che la catastrofe ecologica ha certamente risvegliato molte coscienze, ma non può esser l’unica ragione di attenzione per il creato. Il rischio è quello di cadere nuovamente nella stessa presunzione egoistica che è alle origini del disastro stesso, ma in nuova veste: voglio tutelare l’ambiente perché l’inquinamento mi nuoce!

All’uomo moderno è richiesto piuttosto di elevarsi ad un livello superiore di umanità. La storia umana, come ci viene trasmessa dalle Scritture, è la storia di un popolo in esilio che sogna di tornare alla sua patria di origine, cioè a quella condizione paradisiaca caratterizzata per l'appunto da un rapporto armonioso con gli animali, le piante e tutta la natura. Ma questa relazione è possibile solamente se prima si riallaccia il giusto rapporto con il Creatore di tutto. Questa è la proposta di cui si fanno messaggeri gli autori dei saggi raccolti nel volume che state leggendo: partendo da punti di vista differenti, propongono un cambiamento di mentalità che determini una trasformazione della nostra vita. Va quindi accolta come profetica la nascita di un’Associazione di Cattolici Vegetariani che si propone di tenere desto nella Chiesa l’amore per la vita a tutto campo, fino a comprendere le altre creature. Da un convegno organizzato dall’Associazione a Bocca di Magra (Sp) nel maggio 2012 sono usciti alcuni interessanti saggi che abbiamo pensato di pubblicare in questa raccolta. Alcuni autori sono direttamente coinvolti nell’avventura di ACV, altri invece, impegnati a vario titolo in questo campo, sono stati invitati ad esprimere un aspetto particolare dell’amore per il regno animale.

Abbiamo pensato di suddividere i contributi in due aree:
la prima riservata a una riflessione etica e teologica relativa al rapporto tra l’uomo e il creato; la seconda dedicata alla questione vegetariana nella Chiesa antica e nella società contemporanea.

Ovviamente i contributi pubblicati non sono stati progettati a tavolino secondo uno schema prestabilito, pertanto la pubblicazione non ha la pretesa di essere esaustiva riguardo all’argomento e non si tratta di un’esposizione sistematica. Nonostante questo, ci è parso che nella “spontaneità” dell’opera non sia comunque mancato un filo conduttore.

Il primo scritto è di Paolo De Benedetti, uno dei principali sostenitori della necessità di una Teologia degli animali. Cattolico di origini ebraiche, ha proposto una riflessione aperta al rispetto della vita a tutto campo. Il suo contributo è carico della sapienza dei nostri “fratelli maggiori” ebrei; si avventura oltre i confini della Sacra Scrittura e propone alla nostra attenzione anche quelle tradizioni ebraiche extrabibliche che mostrano attenzione al mondo animale.

Il saggio di Stefano Severoni evidenzia come sotto il pontificato di Benedetto XVI si sia sviluppata una sensibilità notevole a livello ecclesiale riguardo al tema della salvaguardia del creato. Il pontefice ha personalmente sollecitato l’urgenza di affrontare il dramma del disastro ecologico. Le premesse di questa presa di coscienza ecclesiale si trovano già nel pensiero di alcuni teologi che si sono confrontati con l’idea di chi attribuisce al cristianesimo la causa della rottura di rapporto tra uomo e ambiente.

Marilena Bogazzi, tra i fondatori e prima Presidente di ACV, ricerca il fondamento scritturistico di un amore cosmico che comprenda ogni essere vivente. Soprattutto ristabilendo la giusta collocazione dell’uomo nel creato: non padrone ma custode del Giardino. Il sogno profetico di un’armonia ristabilita tra tutte le creature non va infatti rimandato a tempi escatologici ma deve cominciare a realizzarsi immediatamente nella vita di ogni cristiano come testimoniano le vite dei grandi santi.

Il teologo Luigi Lorenzetti nella sua analisi propone un percorso metodologicamente rigoroso. Dopo aver riassunto la visione cristiana del creato e di tutte le creature, documenta come questa visione conduca a un’etica ben precisa, quella cristiana, che è un’etica d’amore. Partendo da queste premesse analizza in dettaglio le conseguenze che un’etica d’amore comporta nel nostro rapporto con il mondo animale, fino a sostenere la scelta vegetariana come moralmente superiore. Questa, a differenza della carnivora, resta finalizzata a che “l’animale viva”. In ogni caso, manifesta contrarietà morale all’incivile “industria della carne” come si è praticata (e si pratica) nelle società occidentali.

La seconda sezione della nostra raccolta di saggi si articola intorno a due poli: un’indagine sulla tradizione vegetariana nella Chiesa antica, e un’analisi del rapporto uomo- animale nella società contemporanea.

Apre la seconda parte lo studio di Guidalberto Bormolini sull’astinenza dalla carne nella tradizione cristiana. Dopo una dettagliata indagine sulle tradizioni ascetico-mistiche, mette in evidenza come una ben precisa visione antropologica sottenda certe scelte alimentari. Le discipline ascetiche si proponevano come uno strumento utile per aprirsi alla Grazia e per consentire un ritorno al Giardino beato, dove l’uomo viveva in armonia con il Creatore e con tutte le creature.

Il saggio di Renato Criscuolo si addentra più in dettaglio nella materia, analizzando il principale testo patristico che ha affrontato la tematica vegetariana: l’Adversus Jovinianum. Nella diatriba che lo contrappone al monaco Gioviniano, nemico dell’ascetismo monastico, Girolamo sostiene la necessità della dieta vegetariana per la vita spirituale. Il santo dottore, con il suo tipico zelo e infiammato di un radicale amore per il Signore, attinge a tutta la sapienza dell’epoca e alle fonti bibliche per confutare le tesi eretiche.

Gli ultimi interventi hanno per protagonisti gli animali stessi. Due veterinari pongono alcuni interessanti interrogativi e lanciano delle sfide partendo dalla considerazione che gli animali sono dei “soggetti”.

Il veterinario Enrico Ceccaroni espone i risultati di indagini scientifiche, che confutano i tipici luoghi comuni a sostegno dell’alimentazione carnea: il consumo carneo è causa di gravi patologie nell’uomo; l’industria della carne propone soluzioni sempre meno ecocompatibili; la struttura degli allevamenti non presenta alcun requisito minimo di un rapporto eticamente accettabile con il mondo animale; la disinformazione in questa materia non permette al grande pubblico di conoscere i notevoli vantaggi (riguardanti l’etica, la salute umana e l’ecologia) di una dieta a base vegetale.

Un altro veterinario, Enrico Moriconi, focalizza la sua attenzione sulle cosiddette “fabbriche di animali”, in cui la logica dominante del profitto mette in moto un inaccettabile meccanismo di sfruttamento del mondo animale. Questi esseri viventi sono sottoposti a importanti privazioni e a un’immane sofferenza per tutta la durata della loro (breve) vita, che termina per mano dell’uomo nei mattatoi.

Al giorno d’oggi la sensibilità vegetariana nell’Occidente europeo è ampiamente diffusa. D’altronde vanta le radici antiche degli ambienti della filosofia classica greco-latina. La riscoperta del vegetarianismo in tempi più recenti si è avuta nel XIX secolo. L’attenzione etica al mondo animale ha registrato una vera e propria impennata a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, e la letteratura sull’argomento è sterminata. Le pubblicazioni sulla dieta vegetariana spaziano dai consigli dietetici e salutistici alle approfondite riflessioni etico-filosofiche e religiose. Questa raccolta di saggi, pur affrontando un tema per nulla inedito, ha comunque qualcosa di originale: è la prima riflessione specifica in Italia sorta in ambito cattolico. Sicuramente alcuni dei temi e delle informazioni qui riportati sono conosciuti nel mondo animalista, ma la specificità di questa pubblicazione è quella di proporsi principalmente, anche se non esclusivamente, al mondo cattolico, nella speranza che ne nasca qualcosa di fecondo. Come è stato puntualizzato in alcuni contributi qui pubblicati, nella tradizione cattolica non è mai stato adottato un obbligo a favore della dieta vegetariana, ed è bene che essa rimanga sempre una scelta libera e consapevole.

Nella sua storia la Chiesa, fin dai primi tempi, ha saputo accogliere temi nuovi, sensibilità diverse, perfino patrimoni spirituali che la precedevano cronologicamente. La bellezza della Chiesa sta anche nella sua capacità – per quanto talvolta poco tempestiva – di ascoltare i segni dei tempi, di accogliere il nuovo e di adattare il proprio linguaggio. Oggi la crescente sensibilità ecologica e il diffondersi di un rispetto sempre maggiore per tutte le forme di vita dovrebbero spingere la cristianità a estrarre dal suo scrigno quanto ha di prezioso, per arricchire se stessa e tutta l’umanità e per dare un contributo decisivo alla trasfigurazione dell’uomo, della sua civiltà e del cosmo intero.





_____________________________________________


[1] Caritas in veritate, 51
[2] MASSIMO IL CONFESSORE, Ambigua 158b.
[3] E. BIANCHI, Uomini, animali e piante, Magnano 2008, p. 5.
[4] Cfr. G. VIVALDELLI, «“Quinto giorno…”. Uomini e animali nella Bibbia», Credere Oggi 162 (2007) 14-15.

 

 

 

 

Pagina precedente
Pagina seguente

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Febbraio 2019 19:34
 
maria8_2.jpg

Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire