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Radici bibliche dell'agire cristiano - Alcuni criteri biblici per la riflessione morale. Introduzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Mercoledì 23 Luglio 2014 11:59

Pontificia Commissione Biblica, Bibbia e morale
Radici bibliche dell'agire cristiano


Seconda parte
Alcuni criteri biblici per la riflessione morale


Introduzione
92. La prima parte di questo documento si proponeva di individuare i principali assi antropologici e teologici che nella Scrittura fondano la riflessione morale e di mostrare le principali conseguenze morali che ne derivano.


La seconda parte procede da una problematica attuale. L’uomo d’oggi, considerato sia individualmente sia collettivamente, è messo a confronto ogni giorno con problemi morali delicati che lo sviluppo delle scienze umane, da una parte, e la mondializzazione delle comunicazioni, dall’altra parte, rimettono costantemente sul tappeto, al punto che anche credenti convinti hanno l’impressione che alcune certezze di una volta siano annullate. Si pensi solo ai modi diversi di abbordare l’etica della violenza, del terrorismo, della guerra, dell’immigrazione, della condivisione delle ricchezze, del rispetto delle risorse naturali, della vita, del lavoro, della sessualità, delle ricerche in campo genetico, della famiglia o della vita comunitaria. Di fronte a questa complessa problematica, negli ultimi decenni s’è potuto essere tentati, in teologia morale, di marginalizzare, in tutto o in parte, la Scrittura. Che fare quando la Bibbia non dà risposte complete? E come integrare i dati biblici, quando per elaborare un discorso morale su tali questioni bisogna ricorrere ai lumi della riflessione teologica, della ragione e della scienza? Questo sarà ora il nostro progetto.

Un progetto delicato, per il fatto che il canone della Scrittura si presenta come un insieme complesso di testi ispirati: una collezione di libri provenienti da autori ed epoche molto diversificate, esprimenti insistenze teologiche molteplici, che affrontano o espongono le questioni morali in modi molto differenti, a volte nei quadri di testi legislativi o di discorsi prescrittivi, a volte nel quadro di racconti che hanno per oggetto la rivelazione del mistero della salvezza o presentano esempi concreti di vita morale, sia negativi sia positivi. Nel corso del tempo inoltre si assiste a una diversa evoluzione e affinamento della sensibilità e delle motivazioni morali.

Tutto ciò mostra la necessità di definire criteri metodologici che permettano di fare riferimento alla Sacra Scrittura in materia morale, tenendo conto contemporaneamente dei contenuti teologici, della complessità della sua composizione letteraria e in fine della sua dimensione canonica. A questo proposito si terrà conto in modo tutto particolare della rilettura che il Nuovo Testamento ha fatto dell’Antico, applicando quanto più rigorosamente possibile le categorie di continuità, discontinuità e progressione che segnano le relazioni fra i due Testamenti.

93. Nell’esposizione, per rischiarare quanto si può, a partire dalla Scrittura, le scelte morali difficili, distingueremo due criteri fondamentali (conformità alla visione biblica dell’essere umano e conformità all’esempio di Gesù) e sei altri criteri più specifici (convergenza, contrapposizione, progressione, dimensione comunitaria, finalità, discernimento). In ognuno dei casi enunciamo il criterio e mostriamo, sulla base di testi o temi, come il criterio si fondi sull’uno e sull’altro Testamento e suggerisca orientamenti per l’oggi.

I due criteri fondamentali svolgono un doppio ruolo essenziale. Anzitutto servono come ponte fra la prima parte (assi fondamentali) e la seconda (piste metodologiche) e dunque assicurano la coerenza globale dell’argomentazione. Poi, introducono e inglobano in qualche modo i sei criteri specifici. Dall’insieme della Scrittura infatti si possono dedurre almeno sei linee di forza per giungere a prese di posizione morali solide, che si appoggiano sulla rivelazione biblica: 1. un’apertura alle diverse culture e dunque un certo universalismo etico (convergenza); 2. una presa di posizione ferma contro i valori incompatibili (contrapposizione); 3. un processo di affinamento della coscienza morale che si trova all’interno di ognuno dei due Testamenti e soprattutto dall’uno all’altro (progressione); 4. una rettifica della tendenza, in buon numero delle culture attuali, a relegare le decisioni morali nella sola sfera soggettiva, individuale (dimensione comunitaria); 5. un’apertura a un avvenire assoluto del mondo e della storia, suscettibile di segnare in profondità l’obiettivo e la motivazione dell’agire morale (finalità); 6. e finalmente una determinazione attenta, secondo i casi, del valore relativo o assoluto dei principi e precetti morali della Scrittura (discernimento).

Il lettore avrà certamente capito che non deve attendersi che siano affrontate e trattate tutte le questioni morali che fanno problema. Abbiamo scelto un certo numero di punti che, senza essere esaustivi, esemplificano il modo o i modi più fecondi per chiarire una riflessione morale fondandosi sulla Scrittura. Si tratta in somma di mostrare quali siano i punti che la rivelazione biblica offre per aiutare noi, oggi, nel processo delicato di un giusto discernimento morale.

 

 

 

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