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Commenti alla Genesi del prof. fra Paolo Dozio PDF Stampa E-mail
Scritto da Rolando Zandonella Necca   
Giovedì 09 Ottobre 2014 08:44

Commenti alla Genesi del prof. fra Paolo Dozio

Innanzitutto chiediamoci perché Dio ha voluto fare l'universo con tutto il suo contenuto e poi anche l'uomo. Dio è Bene assoluto e Amore infinito che dunque è esternazione, offerta, donazione per antonomasia; non può per sua intrinseca caratteristica l'amore essere contenuto e limitato, sarebbe una contraddizione di natura egoistica.


Dunque Dio ha creato l'universo e tutto ciò che esso contiene: minerali, vegetali e animali, che ha benedetti, e di tutto si è dichiarato soddisfatto. In ultimo ha creato l'uomo ma stranamente non c'è nota di soddisfazione (sapeva già come sarebbe stato doloroso per l'uomo il suo corso temporale e tutta la storia dell'umanità, e quale infinito sacrificio del Figlio sarebbe stato necessario per indicare all'uomo perso la giusta via per la condivisione eterna dell'Amore) ciononostante nel crearlo usa il plurale (facciamo...) dandogli superiore importanza e la benedizione che gli è rivolta è accompagnata dal solenne “disse” (Gen 1.28); Dio non parla in modo impersonale ma si rivolge direttamente all'uomo come ad un partner capace di dialogo: “Dio li benedisse e disse loro”.

Il Creatore poi consegnò all'uomo la sua opera perché la amministri e la conduca, “ma se l'uomo è destinato a rappresentare Dio in modo vicario, necessariamente ci saranno delle convergenze e delle somiglianze tra rappresentato e rappresentante... Si può precisare ulteriormente questa immagine e somiglianza? E' nota la risposta di S.Tommaso, il quale afferma che l'uomo è immagine e somiglianza in quanto essere spirituale, libero e responsabile... ma la domanda vera non sembra essere in che cosa consista l'essere immagine e somiglianza, bensì che cosa intese fare il Creatore facendo un essere a immagine e somiglianza con Lui” (Dozio): “la creazione dell'uomo ha di mira un evento tra Dio e l'Uomo.

Il Creatore crea una creatura che gli è conforme, alla quale possa parlare e che lo possa ascoltare. L'immagine è creata perché possa accadere qualcosa tra Dio e l'Uomo: l'umanità è dunque creata come partner di Dio” (Westermann, Creazione). Dunque Dio ha voluto mettere al centro l'uomo, ma anche per un'altra considerazione che riguarda l'unità. “L'umanità non si suddivide in diverse specie come l'animalità. Dio è essenzialmente uno: l'unità di ciò che è umano lo costituisce veramente a immagine di Dio” (Dozio) E' interessante scoprire come questo concetto produca la comunionalità, una dimensione che deriva dalla sessualità in cui la differenza è fatta per l'unità, così anche l'umanità è fatta per l'unità e ciò rientra nella intenzionalità del Creatore.

Tutta l'umanità, ad imitazione della coppia, deve essere comunione. “La visione biblica della sessualità è estremamente positiva, ed è espressione della immagine e somiglianza di Dio: una UNITA' DUALE, con ciò intendendo che uomo e donna sono “due soggetti” reali, sia di fronte a Dio che agli altri, due realtà diverse ma inseparabili l'una dall'altra” (Dozio).

Quindi l'uomo ha ricevuto l'immagine di Dio come una eredità di unità e ha per missione quella di camminare verso tale eredità. A ciò nulla toglie il fatto che poi si sia infiltrato il maligno, che ci sia stato il peccato, cioè la violenza, forza negativa di disordine e cecità che oppone l'uomo a Dio, agli altri uomini e agli altri esseri viventi, rovinando l'immagine di Dio in lui. A questa violenza non è estraneo il fatto del nutrimento. Questo tema è trattato in Gen 1. 29-30 ed è la decima parola di Dio in cui Egli dona.

Il nutrimento vegetale è il solo assegnato all'uomo come agli animali. Da ciò si capisce il tipo di “dominio” che siamo chiamati ad esercitare così da realizzare l'immagine di Dio. Si tratta di un dominio nella mitezza senza alcuna violenza. Secondo il piano originario di Dio “l'uomo non ha bisogno di togliere la vita ad altre creature per alimentare la propria, al contrario, egli è come un Re-Pastore al quale sono affidati dei viventi perché li amministri con amore. Si tratta di un segno, che fa riferimento alla realtà sociale: la mitezza dell'uomo nei confronti dell'animale, mitezza richiesta dalla sua dieta alimentare, è il segno della assenza di guerra tra gli uomini: questo è il punto principale che costituisce l'uomo ad immagine di Dio” (Dozio). Purtroppo dopo il diluvio (gen 9. 3-4) Dio è “costretto” a prescrivere una normativa diversa: l'uomo può uccidere l'animale (con certi limiti, non toccare il sangue, ecc.) con ciò cercando, appunto con la norma, di porre qualche freno alla violenza dominante nel mondo. Al principio non era così e nell'escatologia si ritroverà la mitezza delle origini allorché il leone mangerà il fieno con il bue (Is 11,7).

Dobbiamo dunque ritenere che la “decima parola” non sia una prescrizione alimentare e non riguardi l'uso della carne come cibo, ma sia una legge nascosta, il segno della non violenza nei rapporti umani, una non violenza rifiutata nella sua unica comune matrice, sia nei confronti degli uomini sia della natura vivente. Non dunque una regola vegetariana, bensì descrizione “ideale” (teleologica) del comportamento umano con la natura. La decima parola di Dio non crea nulla materialmente, ma crea il senso di tutte le relazioni (con Dio, con l'altro, con gli animali e la terra) che le altre parole avevano costituito, che l'uomo ha spezzato e che dovrà lentamente ritessere”.

 

 

 

Commenti alla Genesi del prof. fra Paolo Dozio esperto anche di ebraico antico

Pontificia Università Antonianum, Corsi del Prof. Paolo Dozio

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Ottobre 2014 15:10
 
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