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Il Papa: custodire il creato non è «da verdi», ma da cristiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Lunedì 09 Febbraio 2015 13:08

Il Papa: custodire il creato non è «da verdi», ma da cristiani

tratto da VATICAN INSIDER

Francesco a Santa Marta, a pochi mesi dalla pubblicazione dell’enciclica sull’ecologia, chiede che gli uomini siano «signori» della natura e dell'universo e non «padroni»

DOMENICO AGASSO JR
ROMA

 

L’uomo è «signore» della natura, non «padrone». I cristiani sono chiamati a rispondere al dono d’amore di Dio, l’universo, avendone cura. Lo ha affermato papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Nell’omelia riportata da Radio Vaticana il Pontefice ha riflettuto anche sulla «seconda creazione», quella operata da Gesù che ha «ri-creato» ciò che era stato rovinato dal peccato.

 

Il Signore crea l’universo ma la Sua opera non termina, «Lui continuamente sostiene quello che ha creato». Francesco ha basato la sua omelia sul brano della Genesi, nella Prima Lettura di oggi, che racconta la creazione dell’universo. Nel Vangelo odierno, ha poi detto, si trova «l’altra creazione di Dio», «quella di Gesù, che viene a ri-creare quello che era stato rovinato dal peccato».


Cristo è tra la gente, e «quanti lo toccavano venivano salvati»: eccola, «la ri-creazione». «Questa 
“seconda creazione” – ha spiegato Francesco – è più meravigliosa della prima; questo secondo lavoro è più meraviglioso». Poi c’è «un altro lavoro»: la «perseveranza nella fede», attuata dallo Spirito Santo: «Dio lavora, continua a lavorare, e noi possiamo domandarci come dobbiamo rispondere a questa creazione di Dio, che è nata dall’amore, perché Lui lavora per amore. Alla “prima creazione” dobbiamo rispondere con la responsabilità che il Signore ci dà: “La Terra è vostra, portatela avanti; soggiogatela; fatela crescere”. Anche per noi c’è la responsabilità di far crescere la Terra, di far crescere il Creato, di custodirlo e farlo crescere secondo le sue leggi. Noi siamo signori del Creato, non padroni».


Papa Bergoglio, che tra alcuni mesi pubblicherà un’enciclica dedicata all’ecologia, ha avvertito che bisogna avere «cura di non impadronirci del Creato, ma di farlo andare avanti, fedeli alle sue leggi». Quindi «questa è la prima risposta al lavoro di Dio: lavorare per custodire il Creato».

 

«Quando noi sentiamo che la gente fa riunioni per pensare a come custodire il Creato – ha continuato - possiamo dire: “Ma no, sono i verdi!” No, non sono i verdi! Questo è cristiano! È la nostra risposta alla “prima creazione” di Dio. È la nostra responsabilità. Un cristiano che non custodisce il Creato, che non lo fa crescere, è un cristiano cui non importa il lavoro di Dio, quel lavoro nato dall’amore di Dio per noi. E questa è la prima risposta alla prima creazione: custodire il Creato, farlo crescere».

 

Il Papa si è domandato come si risponde «alla seconda creazione», e ha citato san Paolo, che chiede di lasciarsi «riconciliare con Dio», «andare sulla strada della riconciliazione interiore, della riconciliazione comunitaria, perché la riconciliazione è opera di Cristo». E, sempre riferendosi all’Apostolo delle Genti, Francesco ha invitato a non rattristare lo Spirito Santo che è nelle persone e lavora dentro gli uomini.

 

Poi ha aggiunto: «Crediamo in un Dio personale», «è persona Padre, persona Figlio e persona Spirito Santo. E tutti e tre sono coinvolti in questa creazione, in questa ri-creazione, in questa perseveranza nella ri-creazione. E a tutti e tre noi rispondiamo: custodire e far crescere il Creato, lasciarci riconciliare con Gesù, con Dio in Gesù, in Cristo, ogni giorno, e non rattristare lo Spirito Santo, non cacciarlo via: è l’ospite del nostro cuore, quello che ci accompagna, ci fa crescere».

 

 
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