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Rappresentante di tutti i bastonati della terra PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Venerdì 22 Marzo 2013 09:59

Rappresentante di tutti i bastonati della terra


L'asino penso abbia diritto a un posto privilegiato accanto a Gesù Bambino, perchè sta a rappresentare le innumerevoli creature "bastonate", umiliate, sfruttate ignobilmente sulla terra, maltrattate dalla vita e dai propri simili. W. Shakespeare, ne La commedia degli errori, interpreta così i sentimenti del somaro: "Sono proprio un asino... Ho servito l'uomo dal momento della nascita fino a questo istante e dalle sue mani, per il mio servizio, non ho ricevuto altro che botte. Quando fa freddo, mi scalda con le sue bastonate; quando dormo, mi sveglia a bastonate, quando sono sdraiato, mi fa alzare a bastonate...". L'asino è il rappresentante di tutte le vittime di soprusi, ingiustizie, prepotenze, abusi, angherie, violenze assortite. L'asino, ossia l'evidenza agghiacciante di come l'uomo riesca a essere perverso e disumano nei confronti dei deboli.

 

Nel presepe l'asino esprime la presenza di tutti gli uomini sottoposti, nel corso dei secoli, e ancor oggi in tanti Stati, alle torture più brutali. Ma vorrei anche aggiungere: l'asino, accanto al Bambino inerme, reca silenziosamente la protesta degli animali su cui si accanisce insensatamente - anche se non disinteressatamente - e vigliaccamente l'uomo, creatura "irragionevole". Basti pensare ai piccoli di foca abbattuti con ferocia a colpi di bastone sulla banchisa polare (attenzione, però, a non rovinare la preziosa pelliccia...), alle varie mattanze, alle corride, alle stupide cacce alla volpe (autentiche mascalzonate compiute in abiti ridicoli nella loro inappuntabilità), agli ignobili sistemi di "allevamento coatto", alla caccia agli elefanti per carpirne l'avorio delle zanne da cui si ricaveranno ninnoli (e poco importa che alcuni scampati si portino addosso ferite inguaribili che li faranno letteralmente impazzire, per cui si spiega la rabbia e l'odio che questi pachidermi accumulano nei confronti dell'uomo), alle condizioni "bestiali" con cui molti animali destinati al macello vengono trasportati in viaggi spesso lunghissimi, alle innumerevoli stragi di animali esotici compiute da cacciatori che hanno anche la spudoratezza di vantare le proprie imprese, e a tutto il vergognoso campionario di atrocità cui vengono sottoposti animali di tutte le specie.

 

Nell'isola di Lanzarote e in altri posti più o meno pittoreschi ho osservato, con sgomento, come vengono trattati e sistemati i cammelli destinati a sollazzare i turisti, e mi sono sempre rifiutato di salirvi sopra anche se gratis. A scuola, tanti bambini, specialmente di campagna, disegnano leggiadre rondinelle, hanno le orecchie rintronate dai passeri solitari e dal gorgheggio degli usignoli, si commuovono per la immane fatica del "pio bove", si preoccupano per la sorte del panda in via di estinzione... Ma quando sono fuori, si scatenano a saccheggiare nidi, torturare lucertole, rane e grilli, seviziare gatti, flagellare sadicamente la schiena di un malcapitato somaro o rifilare calcioni a un cane randagio. Paradossalmente, la prima dimostrazione di forza un ragazzino la fornisce accanendosi su bestiole inermi. Basterà citare una piccola notizia ricavata dal giornale: "Finito l'esame di terza media e non sapendo cosa fare, quattro ragazzotti brufolosi di Como sono penetrati in un pollaio e hanno organizzato un olocausto di galline. Le povere bestie sono state trafitte nei modi più sadici..." [1].

 

Io sono convinto che l'asino, nel presepe, rimanga silenzioso. E, se farà udire il suo raglio, sarà per divertire il Bambino. Ma ritengo anche che non possa trattenere qualche sospiro. E Lui capirà. Tra deboli ci si intende facilmente, senza bisogno di parole.


[1] "La Stampa", 16 giugno 2001.

 

A. Pronzato, Gli animali del Vangelo raccontano..., Milano, GRibaudi, 2001, 21-23

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Marzo 2013 10:04
 
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