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San Gerardo Maiella PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Martedì 02 Aprile 2013 12:19

San Gerardo Maiella


Gli dicono tutti di no. Cappuccini e Redentoristi non possono accoglierlo perché sta poco bene. Suo padre comincia a insegnargli il mestiere di sarto, ma muore troppo presto. Gerardo va al lavoro da un altro sarto di Muro Lucano, e più tardi si metterà in proprio, ma dovrà chiudere bottega. Torna a insistere con i Redentoristi, guidati dal loro fondatore Alfonso de’ Liguori, e infine la spunta. Nato a Muro Lucano, il 6 aprile 1726, ha già 26 anni quando può pronunciare i voti nel convento di Deliceto (Foggia) col rango di fratello coadiutore, subordinato. Ma a lui va benissimo. Uscendo poi dal convento per questue e altre incombenze, s’immerge nella vita di paesi, persone, famiglie mortificate dalla miseria e dall’ignoranza, soggette ai signori, alle epidemie e alle crisi dei raccolti. Ne adotta lo stato d’animo, possiamo dire: ma lo arricchisce di fiducia.

 

Non è certo un riformatore sociale: i grandi problemi gli sfuggono. Ma vede le persone, la loro sofferenza, e anche quella dei loro animali. S’ingegna, per esempio, di curare i muli, umilissimi strumenti di comunicazione nelle campagne che spesso sono anche senza strade. Accorre dove c’è un malato, dove sta nascendo un bambino. Hanno una grande fiducia in lui anche le partorienti, e questo stato d’animo diventerà poi devozione affettuosa e duratura. Nell’animo popolare la figura sempre amica di fra Gerardo lascia segni che dureranno nelle generazioni fino a noi, come testimoniano feste e pellegrinaggi in suo onore. Si spegne a Materdomini, a soli 29 anni d’età. Subito le popolazioni dell’Irpinia, della Basilicata e della Puglia lo considerano santo. E san Pio X lo canonizzerà nel 1904.

 

 
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