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Il senso del "dominare" PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Sabato 23 Aprile 2016 11:46

Il senso del "dominare"

 

DOMINATE "Due parole a parte merita l’esortazione a «dominare» gli altri esseri viventi, che ha creato non pochi equivoci nel corso della storia. Ben lungi dall’idea di dare licenza all’uomo di spadroneggiare sulla terra e di devastarla, qui il termine indica un’idea di custodia e di cura amorosa; infatti, come insegna la vicenda del Cristo (Dominus), nella concezione divina dominazione non è sinonimo di sopraffazione, ma di servizio. L’uomo deve dominare la terra nel modo del Dominus:

Egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l'essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce. (Fil 2, 6-8)

 

 

La superiorità dell’uomo sugli altri animali, pure molto spesso fraintesa, deve essere guardata nell’ottica della gerarchia divina, in cui la posizione predominante non serve per prevaricare i sottoposti, ma per portarli verso Dio, proprio come fanno gli angeli, che usano la propria superiorità sull’uomo (attestata dal Salmo 8 «eppure l’hai fatto poco meno degli angeli») per avvicinarci a Dio, per guidarci nella sua direzione. Come l’angelo aiuta l’uomo ad arrivare a Dio, così l’uomo è chiamato alla custodia e alla redenzione della creazione, ed è detto chiaramente nelle Lettere ai Romani (8, 19): «L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio». È in questa luce che va interpretata la frase «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo». Se al genere umano è prescritto un regime vegetariano, è per la sua missione di accudire il creato con amore, e non certo perché altri alimenti possano contaminare l’uomo. Su questo Gesù è chiaro: «Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro; ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». (Mc 7,15)
Per concludere, va osservato che, per consentirci di custodire e curare il creato, Dio ci conferito qualità specifiche (è immediato il riferimento alla parabola dei talenti in Mt 25, 14-40):

Il Signore creò l’uomo dalla terra
e ad essa di nuovo lo fece tornare.
Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito,
dando loro potere su quanto essa contiene.
Li rivestì di una forza pari alla sua
e a sua immagine li formò.
In ogni vivente infuse il timore dell’uomo,
perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli.
Discernimento, lingua, occhi,
orecchi e cuore diede loro per pensare.
Li riempì di scienza e d’intelligenza
e mostrò loro sia il bene che il male. […]
Pose davanti a loro la scienza
e diede loro in eredità la legge della vita.
(Sir 17, 1-13)"
TRATTO DA Il vegetarianesimo di ispirazione cristiana

 
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