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Le testimonianze bibliche del vegetarianesimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Martedì 05 Agosto 2014 09:24

Le testimonianze bibliche

La prima testimonianza biblica di un divieto a nutrirsi di carne risale già alla creazione: Dio accordò per cibo le piante e i frutti della terra, ma non parlò assolutamente di carne d’animali:

Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde (Gen 1,29).

In questo stato beato originario, nello stesso stile di tutti i miti arcaici, si parla di un uomo in armonia col creatore e col creato, in cui perfino gli animali si nutrono solo di erbe. Nella condizione originaria di armonia con Dio: “all’uomo non è concesso di cibarsi uccidendo gli animali: per nutrirsi farà ricorso alle piante erbacee che hanno un fusto che culmina con un seme, cioè i cereali e gli alberi da frutto, mentre l’erba è per il pascolo e il nutrimento degli animali”[1]. La motivazione fondamentale di questa dieta, secondo E. Bianchi, è il rispetto per la vita: “Gli esseri che hanno nefesh non possono servire da cibo agli uomini, perché nella volontà creatrice di Dio il cosmo vive di un rapporto basato sull’assoluto rispetto della vita”[2]. Difatti le attese profetiche di un futuro in cui venga reintegrato lo stato originario parlano di un mondo in cui lupo e agnello, lattante e aspide vivano di nuovo in armonia (cfr. Is 11, 6-8).

Al contrario la caratteristica dell’uomo decaduto[3] e punito dal diluvio è la possibilità di mangiare carne, osservando solo il divieto di consumarne anche il sangue (Gen 9, 3-4): “In un mondo in cui si consuma il peccato, anche l’animale è concesso come cibo all’uomo; ma questa è una concessione, non l’intenzione, il télos supremo di Dio...Questo poter mangiare carne da parte dell’uomo deve essere sempre colto come concessione transeunte”[4].

Nella Bibbia si trovano anche riferimenti a personaggi specifici che per ispirazione divina praticarono un certo tipo di astinenza. In alcuni casi non si tratta di individui isolati, ma collegati ad esperienze particolari come i gruppi profetici o il nazireato.

La madre di Sansone, ad esempio, ricevette l’ordine di non bere assolutamente il vino (Gd 13,4); Tobia rifiutò il “cibo dei pagani” (Tb 1, 12), come Giuditta (Gdt 12, 2). Molto interessante la vicenda del profeta Daniele che analizzeremo più dettagliatamente al paragrafo quinto. Nella traduzione greca dei LXX è riportato un brano in cui Ezechiele afferma che la dieta priva di carne era una caratteristica dell’uomo saggio e nonviolento (Ez 44, 17-18)[5].

 

 

tratto da: vegetarianesimo e astinenza nella mistica, tesi di laurea di Guidalberto Bormolini

[1] E. Bianchi, I Padri e gli animali, Magnano 1996, p. 18.

[2] E. Bianchi, I Padri e gli animali cit., p. 18.

[3] Questa sarà l’interpretazione dominante in epoca patristica, cfr. p. 84.

[4] E. Bianchi, I Padri e gli animali cit., p. 19.

[5] Cfr. P. Graffigna, in Filone, Vita contemplativa cit., p. 151.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Agosto 2014 15:24
 
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