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Ill senso del "dominare" in Genesi 1,28 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Martedì 02 Settembre 2014 01:28

Il senso del "dominare" in Genesi 1,28

Mi soffermo un attimo sulla caratteristica di “dominare” in quanto ha creato non pochi equivoci nel corso della storia: Il modo giusto di essere "signori": Cristo Signore (Dominus) non passa dalla sopraffazione (concetto umano), ma dal servizio (concetto divino); non dal cuore egostico (concezione umana), ma dal cuore misericordioso (concezione divina); "dominare" nel modo del Dominus: saggezza, misericordia e servizio. "Il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte ed ala morte di croce (Fili 2,6-8)". Apprendiamo da Gesù Cristo che essere Dominus significa porsi a servizio.


Anche il concetto di superiorità è stato frainteso e vissuto in un'ottica umana piuttosto che divina; il giusto senso ci viene dato dalla gerarchia: Dio, angeli, uomo, creature; nell’ottica divina la superiorità non è usata per schiacciare, ma per portare chi sta sotto verso Dio, esattamente come gli Angeli di Dio con l’uomo, che usano la loro superiorità per portarci a Dio e non certo per usurpare di noi: “Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli” ci ricorda il Salmo 8.

La superiorità angelica non è usata dagli Angeli di Dio per sopraffare l’uomo, ma piuttosto per guidarlo a Dio.

Questo è il senso della superiorità nella visione di Dio, come l’angelo aiuta l’uomo ad arrivare a Dio così l’uomo è chiamato alla custodia e alla redenzione della creazione (cfr Rm 8).

Proprio perché possiamo ben custodire e dominare la creazione, Dio ci ha donato dei carismi che ci rendessero capaci di effettuare questo compito; il Signore ci dona dei talenti (cfr Mt 25,14-40) affinché possiamo compiere il compito di dominus: «Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo. Egli assegnò agli uomini un giorno fissato, diede loro dominio di quanto era sulla terra. Secondo la sua natura li rivestì di forza, e a sua immagine li formò. Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell’uomo, perché l’uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli: discernimento, lingua, orecchie e cuore diede loro perché ragionassero... dottrina intelligenza... pose davanti a loro scienza... fece conoscere i suoi decreti, disse loro “guardatevi da ogni ingiustizia» (Sir 17).

In questo contesto di riferimento capiamo il contesto di Genesi 1,29, intesa appunto come logica conseguenza di questo rapporto di custodia e amore (non certamente come questione di contaminazione, su questo Gesù è chiaro: "non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo"  (Mc 7,15): la dieta vegetariana non è una non-contaminazione, ma una conseguenza del rapporto armonioso tra Dio, l’uomo e la creazione.

 



Tratto da "Tenerezza ha per ogni creatura" in "Collaboratori del Creato", Marilena Bogazzi, LEF.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Settembre 2014 09:58
 
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