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San Nicola da Tolentino PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena   
Martedì 12 Settembre 2017 13:05

Nicola da Tolentino

nasce, nel 1245, a Sant’Angelo Pontano (Macerata), nelle Marche. Una volta terminati gli studi, egli entrò come oblato fra gli Eremitani di Sant’Agostino della sua cittadina. Intorno ai quindici anni, Nicola è inviato al noviziato di San Ginesio, poi a Tolentino e a Cingoli per gli studi di grammatica, logica e teologia. Infine, nel 1269 è ordinato sacerdote, a Cingoli. Da allora egli peregrinò, forse per apostolato, in varie cittadine marchigiane. Mentre si trovava a Valmanente, ebbe una visione, che ispirò una pia pratica, l’uso del settenario di san Nicola ‒ settenario di messe e preghiere speciali in suffragio dei defunti ‒ che si è diffuso in tutto il mondo. Fu maestro dei novizi a Sant’Elpidio ed esercitò la predicazione. Dal 1275 e sino alla morte, avvenuta il 10 settembre 1305, egli dimorò a Tolentino, come gli era stato annunciato durante una visione da un coro di voci dolcissime. Fu venerato ancora vivente per la santità di vita e come taumaturgo. Infatti, egli era un religioso davvero ammirevole: indossava un’unica veste, che si rammendava di continuo, dormiva su uno stretto pagliericcio, seguita una dieta che oggi chiameremo “vegana”, senza carne, pesce, uova, latticini, frutta, condimenti di grasso; se per caso gli servivano cibo condito con olio, lo strizzava per toglierli il condimento[1]. Nel 1446, papa Eugenio IV lo proclamò santo. A Tolentino, il Convento-Santuario di San Nicola, situato a circa 40 km da Civitanova Marche, sorse nel 1260, ed ebbe il suo sviluppo col Santo, asceta, mistico e taumaturgo, il quale compì numerosissimi miracoli. Il suo culto cominciò subito dopo la sua morte (1305) e il Santuario accolse le spoglie mortali del Santo; oggi è mèta di numerosi pellegrinaggi. Inoltre è sede della Confraternita delle Anime Purganti, del Centro Studi Agostino Trapè, il quale si interessa dell’arte e della spiritualità degli Ordini Mendicanti, nonché della fornitissima Biblioteca Egidiana. Le feste principali, oltre a quelle tradizionali agostiniane, sono la festa del “Pane e del Pesce”, la domenica in cui i legge il vangelo con la moltiplicazione dei pani, quando sono distribuiti i “panini di San Nicola”, oltre alla ricorrenza di san Nicola, che si articola in due giorni, ovvero la festa liturgica del 10 settembre e del Perdono, con l’indulgenza, e la domenica successiva.

 

Stefano Severoni

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., “Niccolò da Tolentino”, in DEI, Roma 1958, Vol. VIII, 337.

BORMOLINI G., I vegetariani nelle tradizioni spirituali, Il leone verde, Torino 2000, 88-89.

CATTABIANI A., Santi d’Italia, Vita, leggende, iconografia, feste, patronati, culto, BUR Saggi , Milano 2004, Vol. II, 733-742.

GRASSELLI G.M. - TARALLO P., Guida ai monasteri d’Italia, Edizioni Piemme, Casal Monferrato (AL) 19956, 290-291.

 



[1] Cfr. G. BORMOLINI, I vegetariani nelle tradizioni spirituali, Il leone verde, Torino 2000, 88-89.

 
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