SAN MARTINO DI TOURS PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano severoni   
Mercoledì 15 Novembre 2017 13:00

SAN MARTINO DI TOURS

Martino, figlio di un ufficiale romano, nacque nel 316/7 in Pannonia (Ungheria). Il nome Martino deriva da Martinus (= dedicato a Marte), il dio della guerra. Inizialmente Martino seguì la carriera militare e fu di cavaliere della guardia imperiale romana. Divenuto catecumeno, un giorno egli donò metà del proprio mantello/clamide a un povero seminudo ad Amiens (Gallia), secondo una famosa leggenda. Nel 337, egli fu battezzato. Una volta concluso il periodo militare e dopo varie traversìe, egli iniziò il suo apostolato prima in Italia e poi in Francia, giunse a Poitiers ove incontrò il vescovo Ilario e divenne esorcista. Fu questo per lui un periodo di vita eremitica, condotta in una semplice cella, tra il 356 e il 360. Lì si contrassegnò come taumaturgo, che attirava numerosi discepoli. Egli seguiva una dieta vegetale assai parca, con radici ed erbe, conservando vigorìa e illuminazione. Quindi Martino fu eletto vescovo di Tours. l 360, egli fondò a Ligugé il primo monastero in Occidente, per cui è considerato padre del monachesimo in Occidente. La sua attività pastorale fu accompagnata da quella caritatevole e penitenziale, con digiuni e privazioni. La sua vicenda terrena è conosciuta soprattutto grazie agli scritti di Sulpicio Severo; numerose leggende furono poi riportate da Gregorio di Tours. La collocazione calendariale all’11 novembre della sua festa forse ha ispirato la sua funzione che condusse a sostituire il veneratissimo “dio cavaliere”. I Celti festeggiano il capodanno per una decina di giorni a partire dal 1° novembre, all’inizio del periodo in cui i semi «giacciono ormai negli inferi della terra» da dove risorgeranno come piantine a primavera: analogamente al dio vittorioso, risuscitato. Le usanze popolari connesse, in Europa, col nome di questo santo, dipendono in gran parte dalla posizione calendariale della sua festa (11 novembre), la quale cade nell’autunno avanzato, periodo della svinatura, tempo di abbondanza dopo tutti i raccolti ultimati e al contempo momento di cambiamento climatico. La festa comporta altresì usanze tipiche di “capodanno” o di “carnevale”, ossia di cambiamento annuale di stagione. San Martino per ventisei anni svolse un’azione apostolica, soprattutto per la propaganda del cristianesimo nelle campagne ancora pagane, tale da divenire il santo più popolare francese dell’antichità e nel medioevo. La sua celebrità è testimoniata fra l’altro che più di cinquecento toponimi in Francia e circa duecento in Italia portano il suo nome. Egli morì nel 397 a Candes all’età di circa ottant’anni.

 

STEFANO SEVERONI

 
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