Domnina, PDF Stampa E-mail
Scritto da Severoni   
Martedì 28 Novembre 2017 08:31

 

Santa Domnina

 

Nella Bibliotheca Sanctorum con questo nome si trovano cinque sante e tutte di origine orientale eccetto una martire di Terni.  Di santa Domnina, vergine, che si venera al 1° marzo, si hanno poche notizie come d’altronde per le altre. Teodoreto di Ciro in Siria (393-458), vescovo, storico e scrittore ecclesiastico, scrisse che Domnina era un’asceta della regione meridionale della Siria, vissuta nel V secolo d.C., di ricca famiglia. Lo stesso Teodoreto scrive nella sua Historia Religiosa, ch’ella aveva raggiunto un tale grado di misticismo, che non poteva pronunziare neanche una parola, senza versare lacrime, che gli sgorgavano ispirate dall’ardente amore di Dio. Domnina si fece costruire una piccola capanna nel giardino dell’abitazione di sua madre allo scopo di mantenere la propria solitudine ed era aiutata dalla propria famiglia. Domnina conservò stretti legami con la Chiesa locale, partecipando quotidianamente alle preghiere del mattino e della sera. I suoi vestiti erano piuttosto rozzi e scomodi, fatti di peli di animali intessuti; un cappuccio arrivava a coprirle il volto. La sua alimentazione era assai semplice e strettamente vegetariana. Ella pregava e digiunava al punto da divenire estremamente magra. La sua storia è quella di una donna alla ricerca della solitudine, come quella di altre, forse sconosciute ai più. L’anacoreta o eremita è una persona che vive in solitudine in una grotta o in una cella. Nel cristianesimo più tardo, sarà colui o colei che vive in una cella, che faceva fisicamente parte di una chiesa. La cella era il luogo per vivere, lavorare e pregare. La cella era il luogo dell’incontro con Dio nella solitudine in cui vivere l’apatheia, l’intensa purezza di passione volta esclusivamente a Dio. Domnina morì attorno al 460 d.C. La sua festa si celebra il 1° marzo. Domnina è citata in questo giorno dai Sinassari bizantini. Il Sinassario, nella liturgia greca, è l’indice delle lezioni e il libro che le raccoglie. Nel 1821, lo scultore Gaetano Matteo Monti eseguì una scultura della santa, che fu collocata in una delle guglie del Duomo di Milano. Nella metà del secolo scorso, al fine di preservare la statua, fu sostituita con una copia e posizionata l’originale nella Sala dei Cammei di Villa Carlotta di Tramezzo, sul lago di Como in Lombardia.

 

 

Stefano Severoni

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., “Teodoreto di Ciro”, in DEI, Vol. XII, Roma 1561, 77.

SWAM L., Le madri del deserto. Detti, vite e storie di donne del Cristianesimo delle origini, Piero Gribaudi Editore, Milano 2005, 67; 74; 158; 159.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Novembre 2017 08:31
 
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