Archivio

Newsletter di A.C.V.

Qui puoi iscriverti alla nostra newsletter!
Newsletter A.C.V.


Ricevi HTML?

San Martino de Porres, chi ama alla maniera di Cristo... PDF Stampa E-mail
Scritto da Olimpia Magnifici   
Giovedì 03 Novembre 2016 04:51

Chi ama alla maniera di Cristo si dà totalmente tanto agli uomini quanto agli animali.

San Martino de Porres


Dolcissimo e simpaticissimo santo, in realtà lo conosciamo tutti senza saperlo, è lui, infatti, il celebre Fra Martino campanaro. Contemporaneo e concittadino di santa Rosa, è uomo di straordinaria e disarmante umiltà e semplicità. Esempio perfetto di amore e tenerezza sia per gli uomini che per gli animali.

 

Nato a Lima nel 1579, figlio di un aristocratico spagnolo e di una ex schiava, entra nei Domenicani ma in quanto mulatto viene accettato inizialmente solo come terziario. Gli vengono assegnati i compiti più umili. Egli si occupa delle pulizie, della portineria, della cura dei malati, dei poveri, degli schiavi e anche degli animali. Si, degli animali e compie prodigi, perché le creature del Signore iniziano a rivolgersi a lui in cerca di cibo o per farsi curare. Parla con loro esprimendosi sempre con grande dolcezza e rispetto: “Fratel toro, si fermi e si dia pace”, “molto male sta il fratel gatto, venga meco”, “creatura di Dio stia presto sana”, “fratello cane, non vada più alla dispensa dove sta quell'ingrato padrone ".

Non poteva tollerare che un animale fosse maltrattato e chiese alla sorella di ospitare in una stanza della sua casa quelli che avevano bisogno di qualche giorno di riposo per guarire bene, e in questa, che possiamo definire la prima “clinica veterinaria”, un gatto, a Martino molto affezionato, iniziò a portare altri felini feriti. Un giorno i domenicani si ritrovarono l'infermeria invasa dai topi, Martino vedendo che i padri mettevano trappole dappertutto, prese in mano un topino e gli disse 'Fratello mio, dica a questi suoi compagni che sono ormai dannosi alla comunità. Io li compatisco perché li manca il sostento e però non ho voluto che li ammazzino; horsù dica loro che vadano alla tal parte del nostro giardino, che ivi li porterò il quotidiano sostento." I topi fecero proprio così e ogni giorno uscivano dai loro nascondigli e prendevano il cibo dalle mani del Santo. Un’altra volta invece, dopo una notte di preghiera, fece risuscitare un cane di proprietà del Procuratore del convento, che lo aveva fatto uccidere da due schiavi perché era diventato troppo vecchio. Martino, con umiltà, rimproverò il procuratore, perché aveva ripagato in quel modo terribile la creatura che lo aveva servito e accompagnato fedelmente per tanti anni.

E questi sono solo pochi esempi dei prodigi che Martino fece, dimostrandoci che nell’amore non ci sono limiti, che chi ama alla maniera di Cristo si da totalmente tanto agli uomini quanto agli animali.

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Novembre 2016 09:55
 
divina_misericordia.jpg

Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire