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"Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo" (Mc 7,15): la nostra scelta vegetariana non deve essere per desiderio di non "contaminazione" (da cadavere), ma come cambiamento, come cuore puro. Dal cuore infatti esce l'intenzione di uccidere una creatura di Dio per mangiarla. Cambiando il nostro cuore in Cristo e rendendolo in Lui puro riprendiamo l'immagine e somiglianza con Dio Amore, che - neccessariamente - aborrisce ogni violenza. E Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:saranno il vostro cibo" (Gen 1,29)

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Lunedì 27 Aprile 2020 11:10

 

IMPORTANTE :Appello alla conversione, alla riflessione, alla penitenza

 

Associazione Cattolici Vegetariani ringrazia Papa Francesco per la Catechesi in occasione della 50ima giornata della terra (http://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2020/documents/papa-francesco_20200422_udienza-generale.html) in cui parzialmente ha accolto il nostro appello (http://www.cattolicivegetariani.it/content/attivita-ed-eventi/2168-appello-di-associazione-cattolici-vegetariani-e-richiesta-alla-madre-chiesa.html) parlando di peccati a danno della natura, delle altre creature e del nostro prossimo: questi peccati, afferma il Santo Padre, sono in ultima istanza peccati contro Dio stesso.

Il Santo Padre ha inoltre evidenziato come il virus che sta flagellando l’umanità possa essere una conseguenza del comportamento dell’uomo nei confronti della natura ed ha offerto come soluzione la redenzione, opera dello Spirito, come modo giusto di rapportarsi al creato ed alle altre creature.

L’associazione ringrazia Papa Francesco per questa profetica ed illuminante catechesi, certi che produrrà un grande frutto all’interno della Santa Chiesa.

Nel nostro appello e richiesta alla Madre Chiesa l’Associazione aveva richiesto anche (da qui la spiegazione dell’accoglimento parziale) un tempo di penitenza e riflessione sui peccati a danno delle creazione e delle creature, per riprendere il giusto rapporto come stabilito dal Creatore (genesi 1, 26-30).

In attesa della bando del Papa di un tempo penitenziale e di riflessione su questo, Associazione Cattolici Vegetariani fa un appello diretto: ai propri membri, a tutti i cattolici, a tutti i cristiani, a tutti i credenti, a tutti gli uomini e donne di buona volontà.

L’appello è un appello alla conversione, alla riflessione, alla penitenza.

Suggeriamo i seguenti modi:

FORME DI DIGIUNO:

a) sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? (Is 58,6)

 

- Astinenza da qualsiasi cibo che per essere prodotto ha comportato lo sfruttamento di: uomini, animali, principi di rispetto di “sora terra”

- Astinenza da qualsiasi cibo che abbia procurato la morte di qualsiasi creatura (animali , pesci )

- Alimentazione con prodotti della terra che siano stati coltivati in rispetto di ogni forma di vita

-Riguardo alla libertà degli oppressi: includere ogni creatura all’interno della categoria “oppressi” con una particolare attenzione alle creature recluse e incatenate per i vezzi dell’uomo, private della loro libertà, dignità ed unicità. Provvedere ad una liberazione di ogni creatura.

 

b) dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne (Is 58,7)

 

-Particolarmente in questo periodo, dove molti si trovano in situazione di povertà, dividere il pane ed il cibo con chi non ne ha; provvedere alle necessità corporali e spirituali del nostro prossimo, adottare una alimentazione povera con e per i poveri.

 

-Riguardo al vestiario: anche l’industria tessile e del vestiario è responsabile di sfruttamento della natura e degli animali, basti pensare alle pellicce, alla pelletteria ed a tutte le forme di scuoiamento delle creature (spesso dietro indicibili sofferenze) e all’inquinamento indotto. L’invito è quello di scegliere vestiario rispettoso, prodotto senza violenza, di origine vegetale o sintetica che abbia attenzione alle scelte ambientali, riflettendo su cosa significhi “vestirsi di sacco”.

 

FORME DI PREGHIERA:

 

In questo periodo di impossibilità del popolo di partecipare alla Celebrazione della Santa Messa:

-chiediamo ai sacerdoti di offrire la Messa perché il cuore dell’uomo torni a immagine e somiglianza di Dio e sappia dunque custodire la creazione come pensato nelle origini,

-chiediamo ai fedeli di offrire la sofferenza del non potersi comunicare per la salvezza dell’umanità e della creazione

-chiediamo ai malati di offrire la loro sofferenza per la stessa intenzione, così chiediamo a tutti coloro che stanno vivendo difficoltà di unire la loro croce a quella di Cristo

-proponiamo la Recita del Rosario del Creato (per chi desiderasse una guida, il video della Recita del Rosario del Creato con adorazione eucaristica si trova qui: http://www.cattolicivegetariani.it/content/preghiera/1695-video-qrosario-del-creato-con-adorazione-eucaristicaq.html)

-chiediamo la Recita del Santo Rosario quotidiana offrendo nelle intenzioni tutta la creazione

-invitiamo ad una più ampia partecipazione della rete di preghiera in corso

-invitiamo a meditare i passi della scrittura, la vita dei santi, le esortazioni inerenti al rispetto della creazione (sul nostro sito e nelle nostre pubblicazioni si trovano tutti i passi delle scritture, le vite dei Santi e le informazioni del Magistero)

-invitiamo ciascuno alla Preghiera secondo le forme spontanee ispirate dallo Spirito Santo per adorare il Padre in Spirito e Verità

-invitiamo alla meditazione sulle tematiche riguardanti la creazione

 

 

Carrara, 27/04/2020

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Aprile 2020 11:32
 
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Mercoledì 22 Aprile 2020 13:08

Papa: abbiamo peccato contro la terra

Papa: abbiamo peccato contro la terra 
Il Papa ha parzialmente accolto il nostro appello , oggi 22 aprile 2020 (50ma giornata mondiale della terra) ha infatti dichiarato:  abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore. Pronunciando una bellissima catechesi che alleghiamo in forma integrale, consigliando una attenta lettura ed una profonda meditazione.

 

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Biblioteca del Palazzo Apostolico
Mercoledì, 22 aprile 2020

[Multimedia]


 

Catechesi in occasione della 50ª Giornata Mondiale della Terra

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi celebriamo la 50ª Giornata Mondiale della Terra. È un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia. Come la tragica pandemia di coronavirus ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali. La Lettera Enciclica Laudato si’ ha proprio questo sottotitolo: “sulla cura della casa comune”. Oggi rifletteremo un po’ insieme su questa responsabilità che caratterizza il «nostro passaggio su questa terra» (LS, 160). Dobbiamo crescere nella coscienza della cura della casa comune.

Siamo fatti di materia terrestre, e i frutti della terra sostengono la nostra vita. Ma, come ci ricorda il libro della Genesi, non siamo semplicemente “terrestri”: portiamo in noi anche il soffio vitale che viene da Dio (cfr Gen 2,4-7). Viviamo quindi nella casa comune come un’unica famiglia umana e nella biodiversità con le altre creature di Dio. Come imago Dei, immagine di Dio, siamo chiamati ad avere cura e rispetto per tutte le creature e a nutrire amore e compassione per i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più deboli, a imitazione dell’amore di Dio per noi, manifestato nel suo Figlio Gesù, che si è fatto uomo per condividere con noi questa situazione e salvarci.

A causa dell’egoismo siamo venuti meno alla nostra responsabilità di custodi e amministratori della terra. «Basta guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune» (ibid., 61). L’abbiamo inquinata, l’abbiamo depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita. Per questo, si sono formati vari movimenti internazionali e locali per risvegliare le coscienze. Apprezzo sinceramente queste iniziative, e sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene.

Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità. E come reagisce la terra? C’è un detto spagnolo che è molto chiaro, in questo, e dice così: “Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì alcune volte no; la terra non perdona mai”. La terra non perdona: se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta.

Come possiamo ripristinare un rapporto armonioso con la terra e il resto dell’umanità? Un rapporto armonioso … Tante volte perdiamo la visione della armonia: l’armonia è opera dello Spirito Santo. Anche nella casa comune, nella terra, anche nel nostro rapporto con la gente, con il prossimo, con i più poveri, come possiamo ripristinare questa armonia? Abbiamo bisogno di un modo nuovo di guardare la nostra casa comune. Intendiamoci: essa non è un deposito di risorse da sfruttare. Per noi credenti il mondo naturale è il “Vangelo della Creazione”, che esprime la potenza creatrice di Dio nel plasmare la vita umana e nel far esistere il mondo insieme a quanto contiene per sostenere l’umanità. Il racconto biblico della creazione si conclude così: «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31). Quando vediamo queste tragedie naturali che sono la risposta della terra al nostro maltrattamento, io penso: “Se io chiedo adesso al Signore cosa ne pensa, non credo che mi dica che è una cosa molto buona”. Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore!

Nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra, siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra!

Cari fratelli e sorelle, «risvegliamo il senso estetico e contemplativo che Dio ha posto in noi» (Esort. ap. postsin. Querida Amazonia, 56). La profezia della contemplazione è qualcosa che apprendiamo soprattutto dai popoli originari, i quali ci insegnano che non possiamo curare la terra se non l’amiamo e non la rispettiamo. Loro hanno quella saggezza del “buon vivere”, non nel senso di passarsela bene, no: ma del vivere in armonia con la terra. Loro chiamano “il buon vivere” questa armonia.

Nello stesso tempo, abbiamo bisogno di una conversione ecologica che si esprima in azioni concrete. Come famiglia unica e interdipendente, necessitiamo di un piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune. «L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune» (LS, 164). Siamo consapevoli dell’importanza di collaborare come comunità internazionale per la protezione della nostra casa comune. Esorto quanti hanno autorità a guidare il processo che condurrà a due importanti Conferenze internazionali: la COP15 sulla Biodiversità a Kunming (Cina) e la COP26 sui Cambiamenti Climatici a Glasgow (Regno Unito). Questi due incontri sono importantissimi.

Vorrei incoraggiare a organizzare interventi concertati anche a livello nazionale e locale. È bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare “dal basso”. La stessa Giornata Mondiale della Terra, che celebriamo oggi, è nata proprio così. Ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo: «Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente» (LS, 212).

In questo tempo pasquale di rinnovamento, impegniamoci ad amare e apprezzare il magnifico dono della terra, nostra casa comune, e a prenderci cura di tutti i membri della famiglia umana. Come fratelli e sorelle quali siamo, supplichiamo insieme il nostro Padre celeste: “Manda il tuo Spirito e rinnova la faccia della terra” (cfr Sal 104,30).


Catechesi

Articolo su La stampa

Vatican.news

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Aprile 2020 13:32
 
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Martedì 07 Aprile 2020 10:59

Gesù  ha celebrato la Pasqua senza agnello

SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE

OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Basilica di San Giovanni in Laterano
Giovedì Santo, 5 aprile 2007

 

 

Cari fratelli e sorelle,

nella lettura dal Libro dell’Esodo, che abbiamo appena ascoltato, viene descritta la celebrazione della Pasqua di Israele così come nella Legge mosaica aveva trovato la sua forma vincolante. All’origine può esserci stata una festa di primavera dei nomadi. Per Israele, tuttavia, ciò si era trasformato in una festa di commemorazione, di ringraziamento e, allo stesso tempo, di speranza. Al centro della cena pasquale, ordinata secondo determinate regole liturgiche, stava l’agnello come simbolo della liberazione dalla schiavitù in Egitto. Per questo l’haggadah pasquale era parte integrante del pasto a base di agnello: il ricordo narrativo del fatto che era stato Dio stesso a liberare Israele “a mano alzata”. Egli, il Dio misterioso e nascosto, si era rivelato più forte del faraone con tutto il potere che aveva a sua disposizione. Israele non doveva dimenticare che Dio aveva personalmente preso in mano la storia del suo popolo e che questa storia era continuamente basata sulla comunione con Dio. Israele non doveva dimenticarsi di Dio.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Aprile 2020 20:30
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Mercoledì 15 Aprile 2020 18:00

AVVENIRE: Così l'attacco alla biodiversità sta favorendo le pandemie

Leggi l'articolo qui:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/cos-lattacco-alla-biodiversit-sta-favorendo-le-pandemie

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Aprile 2020 18:01
 
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Martedì 07 Aprile 2020 08:37

Mangiare l'agnello a Pasqua è davvero cristiano?


Tante persone ono oggi ancora convinte che mangiare l'agnello a Pasqua sia una tradizione cristiana, ma ne siamo proprio sicuri? L'associazione propone qualche testo su cui riflettere, per comprendere che l'unico Agnello di Dio di cui dobbiamo cibarci a Pasqua è l'eucaristia. La tradizione dell'agnello a Pasqua non ha nessuna argomentazione teologica sostenibile, innanzitutto perchè la religione cristiana non è fondata sui sacrifici animali che sono non solo inutili (cfr. Lettera ai Romani), ma addirittura crudeli e sicuramente lontani dall'idea di amore e compassione verso ogni essere vivente.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Aprile 2020 20:34
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Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire