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"Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo" (Mc 7,15): la nostra scelta vegetariana non deve essere per desiderio di non "contaminazione" (da cadavere), ma come cambiamento, come cuore puro. Dal cuore infatti esce l'intenzione di uccidere una creatura di Dio per mangiarla. Cambiando il nostro cuore in Cristo e rendendolo in Lui puro riprendiamo l'immagine e somiglianza con Dio Amore, che - neccessariamente - aborrisce ogni violenza. E Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:saranno il vostro cibo" (Gen 1,29)

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Lunedì 18 Marzo 2019 19:19

Articolo di Avvenire (rispetto degli animali)


A questo link è possibile leggere l'articolo pubblicato su Avvenire in cui si legge, tra le dieci azioni responsabili, "Trattare con cura gli altri esseri viventi, si legge nella Laudato si'. Gli allevamenti intensivi, fabbriche di carne dove gli animali sono tenuti in condizioni innaturali, sottoposti a privazioni e sofferenze, sono tra le attività che più contribuiscono al degrado del pianeta. Secondo la Fao l'impatto di queste strutture è insostenibile: sono responsabili del 14,5% della produzione globale di gas serra (Ghg). Un terzo della produzione di cereali viene poi impiegata come foraggio, con un rapporto svantaggioso di «cibo consumato per produrre cibo». Elevato l'impatto sulle risorse idriche, per i consumi ma anche per l'inquinamento prodotto. Animali costretti a stare immobili per la loro intera esistenza e in situazioni di sovraffollamento si ammalano e vengono trattati con forti dosi di farmaci che finiscono nelle falde. Quanto allo sfruttamento degli animali per la sperimentazione, il ricorso a metodi (più facili ed economici) che comportano sofferenze impedisce che si sviluppino modelli di ricerca più attendibili. (Barbara Uglietti)

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Marzo 2019 19:20
 
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Sabato 16 Marzo 2019 19:03

In uscita il nuovo libro di Marilena Bogazzi e Padre Antonio Gentili sull'alimentazione vegetariana (ma non solo)

L'immagine può contenere: testo

 

E' in uscita (il 7 aprile)  il libro "Cibo (e sesso). Natura, cultura e spiritualità" scritto a quattro mani da Padre Antonio Gentili e Marilena Bogazzi ed edito da Ancora Edizioni.


Il libro è introdotto da un'invito alla lettura del Vescovo Emerito Eugenio Binini, guida spirituale dell'ACV.
Fin dal suo apparire sulla scena del  mondo, l’essere umano è segnato da due bisogni fondamentali cui deve la propria sopravvivenza: l’uno riguarda l’individuo, l’altro la specie.
Alimentazione e sessualità interagiscono fra loro secondo natura, cultura e spiritualità, e connotano una vita virtuosa o viziosa (gola e lussuria aprono la serie dei vizi capitali!).


Riservando un più ampio spazio al cibo, in questo libro se ne coglie la molteplicità di richiami, dall’opzione
vegetariana, illustrata nelle sue motivazioni e nelle diverse modalità proprie delle tradizioni religiose, alla
convivialità eucaristica, preludio del banchetto celeste.

 


AUTORI
Antonio Gentili (Carrara, 1937), religioso barnabita, licenziato in Teologia e laureato in Filosofia, ha operato per anni come animatore della Casa di ritiri spirituali di Eupilio (CO) e successivamente nel Convento di Campello sul Clitunno (PG). Ha coltivato studi di spiritualità, esplorando le grandi tradizioni meditative dell’Occidente e dell’Oriente. Guida corsi di meditazione e preghiera profonda e organizza settimane di digiuno e meditazione per la purificazione integrale. Autore di più di 800 scritti, tra libri ed articoli.

Marilena Bogazzi (Carrara, 1983) è laureata in Sociologia e in Scienze politiche e ha una laurea specialistica in Sociologia a indirizzo Progettazione sociale; insegna filosofia e scienze umane negli istituti superiori, in cui ha lavorato per molto tempo anche come educatrice per disabili.
È presidente nazionale dell’Associazione Cattolici Vegetariani, di cui è co-fondatrice e per la quale ha pubblicato Il vegetarianesimo di ispirazione cristiana (Edizioni Cosmopolis, 2016) per il quale è stata premiata con il "premio di Gran Croce per il merito letterario" ha collaborato a diversi altri volumi. Cura il sito www.cattolicivegetariani.i t; ha tenuto numerose relazioni e conferenze pubbliche oltre a interviste televisive, radiofoniche e sulla carta stampata sul tema del vegetarianesimo.

 


Gli autori rilasciano volentieri informazioni ed interviste agli interessati.
PAGINA FACEBOOK DEL LIBRO
copertina:

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Marzo 2019 19:36
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Giovedì 14 Marzo 2019 19:51

#FridaysForFuture, tutto quello che c'è da sapere

Giovanissimi, coscienti, arrabbiati e determinati. In prima linea con cartelli colorati in mano per chiedere ai potenti del mondo di non "rubargli il futuro". In tutto il mondo, si stima in circa 150 Paesi, venerdì 15 marzo migliaia di studenti sciopereranno da scuola per il clima
MARCE, cortei, appuntamenti in ogni città - dal Brasile all'Australia passando per centinaia di incontri europei- per rompere il silenzio e alzare la voce davanti alle istituzioni sulla necessità di agire subito, con leggi e impegni immediati nel tentativo di preservare il Pianeta stretto dalla morsa del cambiamento climatico. L'iniziativa globale "FridaysForFuture" (FFF) prende il nome dagli scioperi portati avanti proprio di venerdì dalla sedicenne svedese Greta Thunberg. Questa ragazzina oggi diventata famosa in tutto il globo ha iniziato, da sola, a protestare con cartelli davanti al parlamento svedese il 20 agosto 2018. Chiedeva maggiore attenzione, da parte dei politici, al problema delle emissioni, dell'inquinamento, dei gas serra che stanno mettendo a rischio il futuro di intere generazioni.
PERCHE' - Greta non solo chiede di rispettare gli accordi presi prima a Parigi durante il Cop 21 e poi nel recente Cop24 in Polonia, dove lei ha parlato davanti ai delegati Onu, ma di "fare di più. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi". Un impegno, come già richiesto dagli scienziati, per impedire che le temperature salgano di 1.5 gradi rispetto ai livelli pre industriali. Ulteriori innalzamenti porterebbero infatti a perdite di biodiversità, cibo, creerebbero milioni di rifugiati climatici e metterebbero in ginocchio ancor di più una Terra già in sofferenza fra erosione costiera, acidificazione degli oceani,  fenomeni meteo sempre più potenti e imprevedibili, innalzamento delle temperature degli oceani, aria inquinata e fauna e flora a rischio, solo per citare alcuni dei punti critici.
DOVE - Lo sciopero si terrà contemporaneamente venerdì 15 marzo in tutto il mondo. Greta Thunberg sarà in Svezia, dove vive e ha iniziato la sua protesta. In ogni singolo Paese gli studenti protesteranno in varie città principalmente davanti ai palazzi del potere o le istituzioni. E' stata creata una mappa degli appuntamenti. In Italia, per cercare di coordinare le varie iniziative, è nata una dorsale del movimento chiamata FridaysForFuture Italy, presente con informazioni sull'omonima pagina Facebook. Gli eventi italiani di FFF sono consultabili anche su questa mappa specifica.
CHI - L'iniziativa dello sciopero nasce principalmente da studenti delle scuole, di tutte le età, ed è coordinata e supportata attraverso il movimento "FridaysForFuture"che ha dei responsabili in ogni Paese. Sebbene sia nata da studenti che intendono, secondo il messaggio lanciato da Greta, scioperare da scuola per mandare "un segnale ai potenti" l'iniziativa si è autonomamente allargata in questi ultimi mesi a famiglie, genitori e cittadini di tutte le età preoccupati per il cambiamento climatico. I membri di altri movimenti, da Rise for Climate a Extintion Rebellion, prenderanno parte ai cortei. In vista dello sciopero nelle ultime settimane in diversi Stati è nata una parziale polemica su chi dovesse prendere parte o meno all'iniziativa, dato che si tratta prevalentemente di una azione studentesca: l'invito a partecipare - hanno detto in alcune interviste gli organizzatori - è aperto a tutti coloro vogliano alzare la voce sul problema ma non deve essere un "momento da strumentalizzare a fini politici". Ai vari scioperi previsti nel mondo ci si aspetta una grande affluenza di persone: lo scorso 24 gennaio furono 30mila gli studenti scesi in strada in Belgio e 10mila in Germania.
COME Studenti o cittadini che volessero portare il proprio contributo alla causa lanciata da Greta Thunberg possono controllare il sito dell'evento per avere informazioni. I coordinatori invitano a postare foto, video e materiale multimediale usando gli hashtag  #Fridaysforfuture  e #Climatestrike.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Marzo 2019 20:07
 
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Giovedì 14 Marzo 2019 20:06

FAO: produzione di carne grandissima fonte di inquinamento

Cosa causa più emissioni di gas serra: allevare mucche o guidare macchine? Difficile da credersi, ma secondo un nuovo rapporto pubblicato dalla FAO, il settore zootecnico produce più emissioni di gas serra – il 18 per cento misurato in biossido di carbonio (CO2) - che i trasporti. Non solo, ma esso è anche una delle cause principali di degrado del suolo e delle risorse idriche.

“Il bestiame è tra i maggiori responsabili di alcuni tra i problemi più gravi con cui l’ambiente deve oggi fare i conti. È necessario che s’intervenga con urgenza per porre rimedio a questa situazione", dice Henning Steinfeld, a capo del settore informazione e politiche del bestiame della FAO, ed uno degli autori del rapporto.

Con l’aumento del benessere, si registra ogni anno un notevole aumento del consumo mondiale di carne e di prodotti caseari. La produzione mondiale si prevede raddoppierà, passando dai 229 milioni di tonnellate del biennio 1999/2001 a circa 465 milioni di tonnellate per il 2050, mentre quella di latte aumenterà nello stesso periodo da 580 a 1043 milioni di tonnellate.

Un caro prezzo per l’ambiente

Il settore zootecnico mondiale cresce attualmente ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro settore rurale. Dà da vivere a circa 1.3 miliardi di persone e rappresenta circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva. Per molti contadini poveri dei paesi in via di sviluppo il bestiame rappresenta anche una fonte importante di energia rinnovabile ed una fonte essenziale di fertilizzante organico.

Ma proprio questa crescita così rapida ha comportato un caro prezzo per l’ambiente secondo il rapporto FAO “Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options. “I costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente” avverte il rapporto.

Includendo le emissioni da uso delle terre e da cambiamento nell’uso delle terre, il settore zootecnico incide per il nove per cento di CO2 derivante da attività imputabili all’uomo, ma produce una percentuale molto più alta di gas serra anche più dannosi. Infatti genera il 65 per cento dell’ossido nitroso da attività umana, che ha 296 volte il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) del biossido di carbonio (CO2), la maggior parte generato dal letame.

Le piogge acide

Ed è responsabile del 37 per cento di tutto il metano da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più del CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64 per cento dell’ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide.

Si stima che il bestiame utilizzi attualmente il 30 per cento dell’intera superficie terrestre, si tratta per lo più di pascoli permanenti ma secondo il rapporto comprende anche un 33 per cento di terra arabile, usata per produrre foraggio. Poiché le foreste vengono abbattute per creare nuovi pascoli, è anche causa di deforestazione, specialmente in America Latina, dove per esempio circa il 70 per cento delle foreste amazzoniche abbattute, sono state convertite in terreno a pascolo.

Le terre e le acque

Contemporaneamente sottolinea il rapporto le mandrie sono all’origine del degrado del terreno su larga scala, circa il 20 per cento dei pascoli infatti sono degradati a causa dello sfruttamento eccessivo, del compattamento e dell’erosione del suolo. Questa cifra è anche più alta nelle terre aride, dove politiche inappropriate ed una gestione inadeguata del bestiame ha contribuito all’avanzamento della desertificazione.

Il settore zootecnico è tra quelli che arreca maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l’altro all’inquinamento dell’acqua, al fenomeno dell’eutrofizzazione (l’abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all’eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) e alla degenerazione dei reef corallini. I principali agenti inquinanti sono i rifiuti animali, gli antibiotici e gli ormoni, i composti chimici provenienti dalle concerie, i fertilizzanti ed i pesticidi. Lo sfruttamento eccessivo dei pascoli su larga scala interferisce con il ciclo dell’acqua, riducendo il rifornimento delle falde sia di profondità che di superficie. Inoltre notevoli quantità d’acqua sono prelevate per la produzione di foraggio.

Il bestiame è ritenuto la principale fonte terrestre di contaminazione da fosforo ed azoto del Mar Cinese Meridionale, contribuendo così anche alla perdita di biodiversità degli ecosistemi marini.

Il bestiame, sia destinato al consumo di carne che di latte, rappresenta ormai circa il 20 per cento di tutta la biomassa animale terrestre. Secondo il rapporto la presenza di allevamenti contribuisce in modo significativo alla perdita di biodiversità, si stima infatti che se 15 su 24 importanti ecosistemi sono in declino la causa è da addebitarsi al bestiame.

Soluzioni

Il rapporto, che è stato realizzato con il sostegno dell’Iniziativa multistituzionale Bestiame, Ambiente e Sviluppo (LEAD), propone espressamente di prendere in considerazione questi costi ambientali e suggerisce una serie di misure per porre rimedio alla situazione, tra cui:

Degrado del terreno: controllare l’accesso ed eliminare gli ostacoli alla mobilità nei pascoli comuni. Utilizzare metodi di conservazione del suolo e di silvo-pastoralismo, insieme all’esclusione controllata del bestiame dalle zone più fragili; meccanismi di pagamento per i servizi ambientali nell’utilizzazione di terre destinate al pascolo per aiutare a ridurre ed ad invertire il degrado delle terre.

Atmosfera e clima: incrementare l’efficienza della produzione animale e dell’agricoltura foraggiera. Migliorare l’alimentazione degli animali per ridurre la fermentazione enterica e le conseguenti emissioni di metano, ed avviare impianti di biogas per riciclare il letame.

Acqua: migliorare l’efficienza dei sistemi irrigui, introducendo tasse per scoraggiare la concentrazione su larga scala di allevamenti zootecnici in prossimità dei centri urbani.

Queste questioni saranno questa settimana al centro della discussione di una riunione della FAO a Bangkok che cercherà di definire le prospettive future della produzione zootecnica a livello mondiale.



Per maggiori informazioni:
Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO
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(+39) 06 570 53762

fonte sito FAO

http://www.fao.org/newsroom/it/news/2006/1000448/index.html?fbclid=IwAR1KBX7Dzcm6zBc5nwbC7PQiZLI2h-_GNPVM8fAWTjIDaHb6rHk73N_o05k

 
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Mercoledì 06 Marzo 2019 12:09

Campagna di Quaresima : i volantini di ACV


Ecco i volantini di Associazione Cattolici Vegetariani per la campagna di Quaresima

I volantini in formato stampabile possono essere scaricati da questi link:

Volantino a colori

Volantino in bianco e nero

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Marzo 2019 08:26
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Il Santo del giorno

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san francesco d'assisi pastore e martire