"Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo" (Mc 7,15): la nostra scelta vegetariana non deve essere per desiderio di non "contaminazione" (da cadavere), ma come cambiamento, come cuore puro. Dal cuore infatti esce l'intenzione di uccidere una creatura di Dio per mangiarla. Cambiando il nostro cuore in Cristo e rendendolo in Lui puro riprendiamo l'immagine e somiglianza con Dio Amore, che - neccessariamente - aborrisce ogni violenza. E Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:saranno il vostro cibo" (Gen 1,29)

StatutoSante Messe di A.C.V. CalendarioIl veganismo nella prospettiva escatologica della Bibbia

Sito dell'Associazione Cattolici Vegetariani
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Martedì 19 Settembre 2017 09:44

I Vegani Mussulmani

 

La festività commemora il noto episodio, anche biblico, del sacrificio del figlio di Abramo/Ibrahim, a cui Allah avrebbe sostituito all’ultimo momento un capo di bestiame. Per questo, il rito principale dell’Eid al-Adha consiste nel sacrificio di un animale, solitamente una pecora, ma anche capre, bovini o cammelli. Per tradizione, un terzo della carne viene consumato in famiglia, un terzo viene donato ad amici e parenti, mentre l’ultimo terzo viene distribuito ai più poveri.

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Venerdì 15 Settembre 2017 13:18

Il Vegetarianesimo

 

Il vocabolo vegetarianesimo fu coniato nel 1847, in occasione della fondazione a Manchester (Inghilterra) della Vegetarian Society, la prima associazione organizzata. Il termine fu poi adottato in Germania nel 1857, ove il pastore protestante Eduard Baltzer (m. 1887) diffuse l’idea vegetariana. In Francia, nel 1880 il dottor Hureau de Villeneuve fonda la Società Vegetariana di Parigi (Société Végétarienne de Paris) e diviene il suo presidente. A partire dal 1889, si utilizza anche vegetarismo. Nel 1908, nasce l’Unione Vegetariana Internazionale e nello stesso anno è fondata la Società Vegetariana di Mosca. A Milano, nel 1906, si costituisce una cooperativa per la gestione di un ristorante vegetariano.

Per comprendere l’esatto significato dei termini, il mezzo fondamentale è quello di scoprire la loro etimologia. L’etimologia è la scienza che studia l’origine e il significato delle parole (dal greco etymon (= senso vero di una parola) + logos (= scienza)

Orbene, entrambi questi termini (vegetarianesimo e vegetarismo) furono coniati facendoli derivare ‒ presumibilmente ‒ dall’aggettivo latino vegetus (sano, vigoroso), esplicitando in tal modo il concetto che per poter essere sani bisogna astenersi ‒ come primo passo ‒ dal consumare carne, piuttosto che dalla parola vegetale come cibo dei vegetariani. Prima del 1847, si usava abstinentia, sottinteso carni, cioè astinenza dalle carni. Il latino abstinentia potrebbe equivalere al greco xerofagia, ossia dieta senza carne animale e altri cibi. Nella Grecia antica, ancora non esisteva il vocabolo, ma comunque lo stile vegetariano era presente. Si utilizzava comunemente l’espressione “vitto pitagorico”, dal nome del matematico, politico e scienziato greco Pitagora di Samo (m. 475 a.C. ca) fautore di tale indirizzo, avente come scopo principale come ricordava il dottor Antonio Cocchi ‒ la salute o poi la “tranquillità dell’animo”. Nelle Metamorfosi di Ovidio (m. 18), poema epico-mitologico dedicato alle dottrine pitagoriche, si riporta il suo rifiuto del sacrificio cruento degli animali. Si trattava di una scelta contraria ai doveri di ogni cittadino, in Grecia come a Roma, un rifiuto non soltanto privato, ma altresì dai risvolti sociali e politici. Con digiuno (dal latino jeiunare, da jeiunus = affamato) invece s’intendeva la rinuncia completa di cibo per periodi di tempo variabili, da uno o più giorni. Negli autori spirituali, le restrizioni alimentari avevano finalità di carattere prettamente ascetico. Il vocabolo metanoia = penitenza in origine in santi, asceti e mistici era un autentico “cambiamento di mente”. Nel vocabolario etimologico del Pianigiani, risulta che il latino vegetus da vegeo (= sono sano, vigoroso) e anche spingo, eccito, derivano dalla radice sanscrita vag (= sospingere, accrescere, far crescere, rendere gagliardo), da cui vag-ayami = incito, risveglio, rendo alacre, gagliardo e vag’as (= forza), il latino vigile auge (= che vien su prosperamente, robusto). I sostantivi maschili vegetarismo e vegetariano originano dalla radice sanscrita vag. Tale radice si ritrova nella lingua latina, nel sostantivo vigor (= vigore, salute, gagliardia) e nell’aggettivo vegetus (= sano, vigoroso, pieno di vita). Pertanto, con vegetarismo/vegetarianesimo s’intende quell’insieme di comportamenti, che consentono all’uomo di raggiungere lo stato di vegetus, ossia di soggetto sano e vigoroso. I termini vegetarismo e igienismo hanno una radice linguistica comune e di conseguenza un significato simile. Infatti, dalla radice ug (che corrisponde alla primitiva radice vag) attraverso dei vocaboli latini intermedi, deriva ygeia (= sanità) e quindi ygienem (= che conferisce la salute, salubre), donde, alla fine, il termine italiano igienismo. Questi due termini furono coniati facendoli derivare dall’aggettivo latino vegetus (= sano, vigoroso), per evidenziare il concetto che per essere sani occorre astenersi, come primo passo, dal mangiare carne. Pertanto il vocabolo vegetarianesimo sta a significare ogni concezione dietetica che, basandosi su presupposti di ordine non solamente igienico, ma anche etico (illecita uccisione di animali) e spirituale (purificazione), proscrive l’uso di alimenti carnei e reputa i cibi di provenienza vegetale, come idonei a una completa e sana alimentazione. Il vegetarismo non è una moda, un’opinione, ma risponde alle leggi della natura. La fisiologia e l’anatomia comparata c’insegnano che l’uomo si classica tra i frugivori; non è un animale onnivoro, né carnivoro e né erbivoro. I suoi cibi elettivi sono frutti e semi. Per migliaia di anni, nella storia dell’uomo, pressoché a tutte le latitudini, il consumo di carne animale è stato del tutto occasionale. Oltre più se un “alimento base” è quello di apportare carboidrati, proteine e grassi in proporzione ottimale rispetto ai fabbisogni dell’organismo, la carne non solo è poco indicata alla conformazione del nostro apparato digestivo, ma altresì è un alimento squilibrato rispetto all’apporto di vitamine e sali minerali, di cui è assai carene, pur essendo assai ricca in proteine, macronutrienti comunque presenti nel mondo vegetale.

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Martedì 12 Settembre 2017 13:05

Nicola da Tolentino

nasce, nel 1245, a Sant’Angelo Pontano (Macerata), nelle Marche. Una volta terminati gli studi, egli entrò come oblato fra gli Eremitani di Sant’Agostino della sua cittadina. Intorno ai quindici anni, Nicola è inviato al noviziato di San Ginesio, poi a Tolentino e a Cingoli per gli studi di grammatica, logica e teologia. Infine, nel 1269 è ordinato sacerdote, a Cingoli. Da allora egli peregrinò, forse per apostolato, in varie cittadine marchigiane. Mentre si trovava a Valmanente, ebbe una visione, che ispirò una pia pratica, l’uso del settenario di san Nicola ‒ settenario di messe e preghiere speciali in suffragio dei defunti ‒ che si è diffuso in tutto il mondo. Fu maestro dei novizi a Sant’Elpidio ed esercitò la predicazione. Dal 1275 e sino alla morte, avvenuta il 10 settembre 1305, egli dimorò a Tolentino, come gli era stato annunciato durante una visione da un coro di voci dolcissime. Fu venerato ancora vivente per la santità di vita e come taumaturgo. Infatti, egli era un religioso davvero ammirevole: indossava un’unica veste, che si rammendava di continuo, dormiva su uno stretto pagliericcio, seguita una dieta che oggi chiameremo “vegana”, senza carne, pesce, uova, latticini, frutta, condimenti di grasso; se per caso gli servivano cibo condito con olio, lo strizzava per toglierli il condimento[1]. Nel 1446, papa Eugenio IV lo proclamò santo. A Tolentino, il Convento-Santuario di San Nicola, situato a circa 40 km da Civitanova Marche, sorse nel 1260, ed ebbe il suo sviluppo col Santo, asceta, mistico e taumaturgo, il quale compì numerosissimi miracoli. Il suo culto cominciò subito dopo la sua morte (1305) e il Santuario accolse le spoglie mortali del Santo; oggi è mèta di numerosi pellegrinaggi. Inoltre è sede della Confraternita delle Anime Purganti, del Centro Studi Agostino Trapè, il quale si interessa dell’arte e della spiritualità degli Ordini Mendicanti, nonché della fornitissima Biblioteca Egidiana. Le feste principali, oltre a quelle tradizionali agostiniane, sono la festa del “Pane e del Pesce”, la domenica in cui i legge il vangelo con la moltiplicazione dei pani, quando sono distribuiti i “panini di San Nicola”, oltre alla ricorrenza di san Nicola, che si articola in due giorni, ovvero la festa liturgica del 10 settembre e del Perdono, con l’indulgenza, e la domenica successiva.

 

Stefano Severoni

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Mercoledì 13 Settembre 2017 11:06

Il terzo dei Padri Cappadoci, San Giovanni Crisostomo (Antiochia, 344/354 – Comana Pontica, 14 settembre 407), era vegetariano. "Mangiare la carne è innaturale e impuro" scriveva il santo, e, allorchè si trattò di elogiare una comunità cristiana da lui ritenuta perfetta, si espresse così: "Da loro non viene versato alcun rivolo di sangue; non viene macellata e fatta a pezzi la carne. Da loro non s i sente l’odore terribile dei pasti a base di carne. Essi si cibano solo del pane che guadagnano con il loro lavoro e di acqua che viene offerta loro da una fonte pura. Le loro leccornie sono costituite da frutti e nel mangiarli provano un piacere più grande che ad essere seduti ad una tavola regale"

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Settembre 2017 11:34
 
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Martedì 12 Settembre 2017 12:30

L'immagine può contenere: una o più persone

 

Ci sono sguardi che raccontano più delle mille parole che possono narrare una storia, vestire un'emozione, descrivere una “vita".

Il suo sguardo racconta un'anima.

La sua anima è nel corpo di un individuo.

Il suo corpo è il “contenitore” che una società basata sull’oppressione ha marchiato come “schiavo”.

Il suo sguardo narra l’ingiustizia più crudele della storia.
Il suo sguardo pesa più di ogni impensabile macigno su un sistema che legittima la violenza.

Un mondo senza schiavi è l'unico mondo “giusto".

Liberiamo il suo sguardo.
Liberiamo gli schiavi.

Foto Jo-Anne Mc Arthur

Rox

 

Avi Associazione Vegani Italiani

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Settembre 2017 12:36
 
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Il Santo del giorno

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire