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"Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo" (Mc 7,15): la nostra scelta vegetariana non deve essere per desiderio di non "contaminazione" (da cadavere), ma come cambiamento, come cuore puro. Dal cuore infatti esce l'intenzione di uccidere una creatura di Dio per mangiarla. Cambiando il nostro cuore in Cristo e rendendolo in Lui puro riprendiamo l'immagine e somiglianza con Dio Amore, che - neccessariamente - aborrisce ogni violenza. E Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:saranno il vostro cibo" (Gen 1,29)

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Mercoledì 22 Aprile 2020 13:08

Papa: abbiamo peccato contro la terra

Papa: abbiamo peccato contro la terra 
Il Papa ha parzialmente accolto il nostro appello , oggi 22 aprile 2020 (50ma giornata mondiale della terra) ha infatti dichiarato:  abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore. Pronunciando una bellissima catechesi che alleghiamo in forma integrale, consigliando una attenta lettura ed una profonda meditazione.

 

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Biblioteca del Palazzo Apostolico
Mercoledì, 22 aprile 2020

[Multimedia]


 

Catechesi in occasione della 50ª Giornata Mondiale della Terra

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi celebriamo la 50ª Giornata Mondiale della Terra. È un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia. Come la tragica pandemia di coronavirus ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali. La Lettera Enciclica Laudato si’ ha proprio questo sottotitolo: “sulla cura della casa comune”. Oggi rifletteremo un po’ insieme su questa responsabilità che caratterizza il «nostro passaggio su questa terra» (LS, 160). Dobbiamo crescere nella coscienza della cura della casa comune.

Siamo fatti di materia terrestre, e i frutti della terra sostengono la nostra vita. Ma, come ci ricorda il libro della Genesi, non siamo semplicemente “terrestri”: portiamo in noi anche il soffio vitale che viene da Dio (cfr Gen 2,4-7). Viviamo quindi nella casa comune come un’unica famiglia umana e nella biodiversità con le altre creature di Dio. Come imago Dei, immagine di Dio, siamo chiamati ad avere cura e rispetto per tutte le creature e a nutrire amore e compassione per i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più deboli, a imitazione dell’amore di Dio per noi, manifestato nel suo Figlio Gesù, che si è fatto uomo per condividere con noi questa situazione e salvarci.

A causa dell’egoismo siamo venuti meno alla nostra responsabilità di custodi e amministratori della terra. «Basta guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune» (ibid., 61). L’abbiamo inquinata, l’abbiamo depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita. Per questo, si sono formati vari movimenti internazionali e locali per risvegliare le coscienze. Apprezzo sinceramente queste iniziative, e sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene.

Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità. E come reagisce la terra? C’è un detto spagnolo che è molto chiaro, in questo, e dice così: “Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì alcune volte no; la terra non perdona mai”. La terra non perdona: se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta.

Come possiamo ripristinare un rapporto armonioso con la terra e il resto dell’umanità? Un rapporto armonioso … Tante volte perdiamo la visione della armonia: l’armonia è opera dello Spirito Santo. Anche nella casa comune, nella terra, anche nel nostro rapporto con la gente, con il prossimo, con i più poveri, come possiamo ripristinare questa armonia? Abbiamo bisogno di un modo nuovo di guardare la nostra casa comune. Intendiamoci: essa non è un deposito di risorse da sfruttare. Per noi credenti il mondo naturale è il “Vangelo della Creazione”, che esprime la potenza creatrice di Dio nel plasmare la vita umana e nel far esistere il mondo insieme a quanto contiene per sostenere l’umanità. Il racconto biblico della creazione si conclude così: «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31). Quando vediamo queste tragedie naturali che sono la risposta della terra al nostro maltrattamento, io penso: “Se io chiedo adesso al Signore cosa ne pensa, non credo che mi dica che è una cosa molto buona”. Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore!

Nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra, siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra!

Cari fratelli e sorelle, «risvegliamo il senso estetico e contemplativo che Dio ha posto in noi» (Esort. ap. postsin. Querida Amazonia, 56). La profezia della contemplazione è qualcosa che apprendiamo soprattutto dai popoli originari, i quali ci insegnano che non possiamo curare la terra se non l’amiamo e non la rispettiamo. Loro hanno quella saggezza del “buon vivere”, non nel senso di passarsela bene, no: ma del vivere in armonia con la terra. Loro chiamano “il buon vivere” questa armonia.

Nello stesso tempo, abbiamo bisogno di una conversione ecologica che si esprima in azioni concrete. Come famiglia unica e interdipendente, necessitiamo di un piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune. «L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune» (LS, 164). Siamo consapevoli dell’importanza di collaborare come comunità internazionale per la protezione della nostra casa comune. Esorto quanti hanno autorità a guidare il processo che condurrà a due importanti Conferenze internazionali: la COP15 sulla Biodiversità a Kunming (Cina) e la COP26 sui Cambiamenti Climatici a Glasgow (Regno Unito). Questi due incontri sono importantissimi.

Vorrei incoraggiare a organizzare interventi concertati anche a livello nazionale e locale. È bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare “dal basso”. La stessa Giornata Mondiale della Terra, che celebriamo oggi, è nata proprio così. Ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo: «Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente» (LS, 212).

In questo tempo pasquale di rinnovamento, impegniamoci ad amare e apprezzare il magnifico dono della terra, nostra casa comune, e a prenderci cura di tutti i membri della famiglia umana. Come fratelli e sorelle quali siamo, supplichiamo insieme il nostro Padre celeste: “Manda il tuo Spirito e rinnova la faccia della terra” (cfr Sal 104,30).


Catechesi

Articolo su La stampa

Vatican.news

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Aprile 2020 13:32
 
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Mercoledì 15 Aprile 2020 18:00

AVVENIRE: Così l'attacco alla biodiversità sta favorendo le pandemie

Leggi l'articolo qui:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/cos-lattacco-alla-biodiversit-sta-favorendo-le-pandemie

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Aprile 2020 18:01
 
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Martedì 07 Aprile 2020 08:37

Mangiare l'agnello a Pasqua è davvero cristiano?


Tante persone ono oggi ancora convinte che mangiare l'agnello a Pasqua sia una tradizione cristiana, ma ne siamo proprio sicuri? L'associazione propone qualche testo su cui riflettere, per comprendere che l'unico Agnello di Dio di cui dobbiamo cibarci a Pasqua è l'eucaristia. La tradizione dell'agnello a Pasqua non ha nessuna argomentazione teologica sostenibile, innanzitutto perchè la religione cristiana non è fondata sui sacrifici animali che sono non solo inutili (cfr. Lettera ai Romani), ma addirittura crudeli e sicuramente lontani dall'idea di amore e compassione verso ogni essere vivente.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Aprile 2020 20:34
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Martedì 07 Aprile 2020 10:59

Gesù  ha celebrato la Pasqua senza agnello

SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE

OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Basilica di San Giovanni in Laterano
Giovedì Santo, 5 aprile 2007

 

 

Cari fratelli e sorelle,

nella lettura dal Libro dell’Esodo, che abbiamo appena ascoltato, viene descritta la celebrazione della Pasqua di Israele così come nella Legge mosaica aveva trovato la sua forma vincolante. All’origine può esserci stata una festa di primavera dei nomadi. Per Israele, tuttavia, ciò si era trasformato in una festa di commemorazione, di ringraziamento e, allo stesso tempo, di speranza. Al centro della cena pasquale, ordinata secondo determinate regole liturgiche, stava l’agnello come simbolo della liberazione dalla schiavitù in Egitto. Per questo l’haggadah pasquale era parte integrante del pasto a base di agnello: il ricordo narrativo del fatto che era stato Dio stesso a liberare Israele “a mano alzata”. Egli, il Dio misterioso e nascosto, si era rivelato più forte del faraone con tutto il potere che aveva a sua disposizione. Israele non doveva dimenticare che Dio aveva personalmente preso in mano la storia del suo popolo e che questa storia era continuamente basata sulla comunione con Dio. Israele non doveva dimenticarsi di Dio.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Aprile 2020 20:30
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Sabato 28 Marzo 2020 08:57

Appello di Associazione Cattolici Vegetariani a tutti i cristiani e all’umanità intera e richiesta alla Chiesa di bandire un tempo di riflessione dei peccati contro il Creato

In questi giorni difficili, in cui la pandemia tiene costretta in casa la maggioranza della popolazione umana sulla terra stiamo assistendo dall’altro lato all’esplosione della natura: gli alberi stanno fiorendo, l’aria è respirabile(come dimostrano le rilevazioni sulla qualità dell’aria), l’inquinamento è ridotto al minimo (la nasa ci mostra la “sparizione” della nube di inquinamento), i fiumi scorrono limpidi (persino quelli a ridosso delle fabbriche), il mare si sta ripulendo, le foreste non bruciano, l’inquinamento acustico è sparito e si riesce a sentire il canto degli uccelli, ogni giorno i giornali riportano immagini di animali che riprendono i loro spazi (da cui erano stati estromessi dall’uomo), persino il deserto sta fiorendo e (notizia di questi giorni) si sta richiudendo del tutto il buco dell’ozono.

Tutte queste manifestazioni non possono lasciarci indifferenti, Dio ci ha dato il Creato come tesoro prezioso da custodire mentre l’essere umano -anziché custodirlo- lo ha deturpato, inquinato, tiranneggiato usurpando ogni terreno, bruciando gli alberi, inquinando i fiumi, implasticando i mari, intossicando l’aria, soggiogando ogni creatura vista non nella sua dignità esistenziale ma come “schiava” sottomessa all’uomo.

Qualche mese fa, profeticamente, la Chiesa durante il Sinodo per l’Amazzonia ha parlato di “peccati contro il creato” ed adesso questo appare ancora più evidente, perché vediamo che se l’uomo è recluso la natura risplende, nei piani della creazione avrebbe dovuto essere esattamente il contrario: l’essere umano avrebbe dovuto far splendere la natura custodendola con atteggiamento ad Immagine e Somiglianza di Dio Amore.

Riteniamo che questa sia una grossa occasione per cambiare il nostro modo di pensare il creato, affinché non prendiamo l’esempio dai vignaioli assassini di cui ci parla Gesù: chiamati a custodire e far fruttare la vigna del Padre se ne sono invece indebitamente appropriati, gestendola secondo i loro malvagi criteri anziché secondo la provvida benevolenza del padrone della vigna. Cosa farà il padrone della vigna, chiede Gesù, quando verrà nella sua vigna? Questo ci ricorda che NON siamo i padroni della terra, ma i custodi; ma il fatto che la natura stia esplodendo di vita mentre il suo custode e recluso non può non farci ripensare il nostro metodo di custodia.

Per questo Associazione Cattolici Vegetariani fa un appello a tutta la Santa Chiesa, a tutti i cristiani, a tutta l’Umanità di cogliere questa occasione per ripensare il rapporto fra l’uomo e la creazione rendendosi conto del proprio ruolo e riacquistando, per i meriti di Cristo, la somiglianza con Dio.

Associazione Cattolici Vegetariani chiede alla Santa Chiesa, nella persona del Santo Padre Francesco, di bandire un tempo di riflessione , ed approfittando Quaresima anche di penitenza, per i peccati contro la Creazione.

L’invito è quello di trarre da questo momento difficilissimo per l’umanità un prezioso insegnamento spirituale sul giusto rapporto tra la creatura umana e l’intero creato.

 
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