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"Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo" (Mc 7,15): la nostra scelta vegetariana non deve essere per desiderio di non "contaminazione" (da cadavere), ma come cambiamento, come cuore puro. Dal cuore infatti esce l'intenzione di uccidere una creatura di Dio per mangiarla. Cambiando il nostro cuore in Cristo e rendendolo in Lui puro riprendiamo l'immagine e somiglianza con Dio Amore, che - neccessariamente - aborrisce ogni violenza. E Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme:saranno il vostro cibo" (Gen 1,29)

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Giovedì 14 Marzo 2019 20:06

FAO: produzione di carne grandissima fonte di inquinamento

Cosa causa più emissioni di gas serra: allevare mucche o guidare macchine? Difficile da credersi, ma secondo un nuovo rapporto pubblicato dalla FAO, il settore zootecnico produce più emissioni di gas serra – il 18 per cento misurato in biossido di carbonio (CO2) - che i trasporti. Non solo, ma esso è anche una delle cause principali di degrado del suolo e delle risorse idriche.

“Il bestiame è tra i maggiori responsabili di alcuni tra i problemi più gravi con cui l’ambiente deve oggi fare i conti. È necessario che s’intervenga con urgenza per porre rimedio a questa situazione", dice Henning Steinfeld, a capo del settore informazione e politiche del bestiame della FAO, ed uno degli autori del rapporto.

Con l’aumento del benessere, si registra ogni anno un notevole aumento del consumo mondiale di carne e di prodotti caseari. La produzione mondiale si prevede raddoppierà, passando dai 229 milioni di tonnellate del biennio 1999/2001 a circa 465 milioni di tonnellate per il 2050, mentre quella di latte aumenterà nello stesso periodo da 580 a 1043 milioni di tonnellate.

Un caro prezzo per l’ambiente

Il settore zootecnico mondiale cresce attualmente ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro settore rurale. Dà da vivere a circa 1.3 miliardi di persone e rappresenta circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva. Per molti contadini poveri dei paesi in via di sviluppo il bestiame rappresenta anche una fonte importante di energia rinnovabile ed una fonte essenziale di fertilizzante organico.

Ma proprio questa crescita così rapida ha comportato un caro prezzo per l’ambiente secondo il rapporto FAO “Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options. “I costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente” avverte il rapporto.

Includendo le emissioni da uso delle terre e da cambiamento nell’uso delle terre, il settore zootecnico incide per il nove per cento di CO2 derivante da attività imputabili all’uomo, ma produce una percentuale molto più alta di gas serra anche più dannosi. Infatti genera il 65 per cento dell’ossido nitroso da attività umana, che ha 296 volte il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) del biossido di carbonio (CO2), la maggior parte generato dal letame.

Le piogge acide

Ed è responsabile del 37 per cento di tutto il metano da attività umane (che contribuisce al riscaldamento 23 volte di più del CO2), prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti, e del 64 per cento dell’ammoniaca, che contribuisce in modo notevole alle piogge acide.

Si stima che il bestiame utilizzi attualmente il 30 per cento dell’intera superficie terrestre, si tratta per lo più di pascoli permanenti ma secondo il rapporto comprende anche un 33 per cento di terra arabile, usata per produrre foraggio. Poiché le foreste vengono abbattute per creare nuovi pascoli, è anche causa di deforestazione, specialmente in America Latina, dove per esempio circa il 70 per cento delle foreste amazzoniche abbattute, sono state convertite in terreno a pascolo.

Le terre e le acque

Contemporaneamente sottolinea il rapporto le mandrie sono all’origine del degrado del terreno su larga scala, circa il 20 per cento dei pascoli infatti sono degradati a causa dello sfruttamento eccessivo, del compattamento e dell’erosione del suolo. Questa cifra è anche più alta nelle terre aride, dove politiche inappropriate ed una gestione inadeguata del bestiame ha contribuito all’avanzamento della desertificazione.

Il settore zootecnico è tra quelli che arreca maggiori danni alle già scarse risorse idriche del pianeta, contribuendo tra l’altro all’inquinamento dell’acqua, al fenomeno dell’eutrofizzazione (l’abnorme proliferazione di biomassa vegetale dovuta all’eccessiva presenza di nutrienti quali nitrati e fosfati) e alla degenerazione dei reef corallini. I principali agenti inquinanti sono i rifiuti animali, gli antibiotici e gli ormoni, i composti chimici provenienti dalle concerie, i fertilizzanti ed i pesticidi. Lo sfruttamento eccessivo dei pascoli su larga scala interferisce con il ciclo dell’acqua, riducendo il rifornimento delle falde sia di profondità che di superficie. Inoltre notevoli quantità d’acqua sono prelevate per la produzione di foraggio.

Il bestiame è ritenuto la principale fonte terrestre di contaminazione da fosforo ed azoto del Mar Cinese Meridionale, contribuendo così anche alla perdita di biodiversità degli ecosistemi marini.

Il bestiame, sia destinato al consumo di carne che di latte, rappresenta ormai circa il 20 per cento di tutta la biomassa animale terrestre. Secondo il rapporto la presenza di allevamenti contribuisce in modo significativo alla perdita di biodiversità, si stima infatti che se 15 su 24 importanti ecosistemi sono in declino la causa è da addebitarsi al bestiame.

Soluzioni

Il rapporto, che è stato realizzato con il sostegno dell’Iniziativa multistituzionale Bestiame, Ambiente e Sviluppo (LEAD), propone espressamente di prendere in considerazione questi costi ambientali e suggerisce una serie di misure per porre rimedio alla situazione, tra cui:

Degrado del terreno: controllare l’accesso ed eliminare gli ostacoli alla mobilità nei pascoli comuni. Utilizzare metodi di conservazione del suolo e di silvo-pastoralismo, insieme all’esclusione controllata del bestiame dalle zone più fragili; meccanismi di pagamento per i servizi ambientali nell’utilizzazione di terre destinate al pascolo per aiutare a ridurre ed ad invertire il degrado delle terre.

Atmosfera e clima: incrementare l’efficienza della produzione animale e dell’agricoltura foraggiera. Migliorare l’alimentazione degli animali per ridurre la fermentazione enterica e le conseguenti emissioni di metano, ed avviare impianti di biogas per riciclare il letame.

Acqua: migliorare l’efficienza dei sistemi irrigui, introducendo tasse per scoraggiare la concentrazione su larga scala di allevamenti zootecnici in prossimità dei centri urbani.

Queste questioni saranno questa settimana al centro della discussione di una riunione della FAO a Bangkok che cercherà di definire le prospettive future della produzione zootecnica a livello mondiale.



Per maggiori informazioni:
Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
(+39) 06 570 53762

fonte sito FAO

http://www.fao.org/newsroom/it/news/2006/1000448/index.html?fbclid=IwAR1KBX7Dzcm6zBc5nwbC7PQiZLI2h-_GNPVM8fAWTjIDaHb6rHk73N_o05k

 
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Giovedì 14 Marzo 2019 19:51

#FridaysForFuture, tutto quello che c'è da sapere

Giovanissimi, coscienti, arrabbiati e determinati. In prima linea con cartelli colorati in mano per chiedere ai potenti del mondo di non "rubargli il futuro". In tutto il mondo, si stima in circa 150 Paesi, venerdì 15 marzo migliaia di studenti sciopereranno da scuola per il clima
MARCE, cortei, appuntamenti in ogni città - dal Brasile all'Australia passando per centinaia di incontri europei- per rompere il silenzio e alzare la voce davanti alle istituzioni sulla necessità di agire subito, con leggi e impegni immediati nel tentativo di preservare il Pianeta stretto dalla morsa del cambiamento climatico. L'iniziativa globale "FridaysForFuture" (FFF) prende il nome dagli scioperi portati avanti proprio di venerdì dalla sedicenne svedese Greta Thunberg. Questa ragazzina oggi diventata famosa in tutto il globo ha iniziato, da sola, a protestare con cartelli davanti al parlamento svedese il 20 agosto 2018. Chiedeva maggiore attenzione, da parte dei politici, al problema delle emissioni, dell'inquinamento, dei gas serra che stanno mettendo a rischio il futuro di intere generazioni.
PERCHE' - Greta non solo chiede di rispettare gli accordi presi prima a Parigi durante il Cop 21 e poi nel recente Cop24 in Polonia, dove lei ha parlato davanti ai delegati Onu, ma di "fare di più. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi". Un impegno, come già richiesto dagli scienziati, per impedire che le temperature salgano di 1.5 gradi rispetto ai livelli pre industriali. Ulteriori innalzamenti porterebbero infatti a perdite di biodiversità, cibo, creerebbero milioni di rifugiati climatici e metterebbero in ginocchio ancor di più una Terra già in sofferenza fra erosione costiera, acidificazione degli oceani,  fenomeni meteo sempre più potenti e imprevedibili, innalzamento delle temperature degli oceani, aria inquinata e fauna e flora a rischio, solo per citare alcuni dei punti critici.
DOVE - Lo sciopero si terrà contemporaneamente venerdì 15 marzo in tutto il mondo. Greta Thunberg sarà in Svezia, dove vive e ha iniziato la sua protesta. In ogni singolo Paese gli studenti protesteranno in varie città principalmente davanti ai palazzi del potere o le istituzioni. E' stata creata una mappa degli appuntamenti. In Italia, per cercare di coordinare le varie iniziative, è nata una dorsale del movimento chiamata FridaysForFuture Italy, presente con informazioni sull'omonima pagina Facebook. Gli eventi italiani di FFF sono consultabili anche su questa mappa specifica.
CHI - L'iniziativa dello sciopero nasce principalmente da studenti delle scuole, di tutte le età, ed è coordinata e supportata attraverso il movimento "FridaysForFuture"che ha dei responsabili in ogni Paese. Sebbene sia nata da studenti che intendono, secondo il messaggio lanciato da Greta, scioperare da scuola per mandare "un segnale ai potenti" l'iniziativa si è autonomamente allargata in questi ultimi mesi a famiglie, genitori e cittadini di tutte le età preoccupati per il cambiamento climatico. I membri di altri movimenti, da Rise for Climate a Extintion Rebellion, prenderanno parte ai cortei. In vista dello sciopero nelle ultime settimane in diversi Stati è nata una parziale polemica su chi dovesse prendere parte o meno all'iniziativa, dato che si tratta prevalentemente di una azione studentesca: l'invito a partecipare - hanno detto in alcune interviste gli organizzatori - è aperto a tutti coloro vogliano alzare la voce sul problema ma non deve essere un "momento da strumentalizzare a fini politici". Ai vari scioperi previsti nel mondo ci si aspetta una grande affluenza di persone: lo scorso 24 gennaio furono 30mila gli studenti scesi in strada in Belgio e 10mila in Germania.
COME Studenti o cittadini che volessero portare il proprio contributo alla causa lanciata da Greta Thunberg possono controllare il sito dell'evento per avere informazioni. I coordinatori invitano a postare foto, video e materiale multimediale usando gli hashtag  #Fridaysforfuture  e #Climatestrike.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Marzo 2019 20:07
 
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Mercoledì 06 Marzo 2019 08:33

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2019

 

«L’ardente aspettativa della creazione 
è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio
» (Rm 8, 19)

 

Cari fratelli e sorelle,

ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1). In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24). Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima.

1. La redenzione del creato

La celebrazione del Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, culmine dell’anno liturgico, ci chiama ogni volta a vivere un itinerario di preparazione, consapevoli che il nostro diventare conformi a Cristo (cfr Rm 8,29) è un dono inestimabile della misericordia di Dio.

Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo (cfr Rm 8,14) e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione. Per questo il creato – dice san Paolo – ha come un desiderio intensissimo che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti, destinati a raggiungere la loro compiuta maturazione nella redenzione dello stesso corpo umano. Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi (cfr Enc. Laudato si’, 87). Ma in questo mondo l’armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte.

2. La forza distruttiva del peccato

Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. L’intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro (cfr 2,1-11). Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l’orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dell’avere sempre di più finisce per imporsi.

La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri.

Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo (cfr Mc 7,20-23) – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato.

3. La forza risanatrice del pentimento e del perdono

Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,17). Infatti, con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

Questa “impazienza”, questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione. Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire «dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

Cari fratelli e sorelle, la “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12-13; Is 51,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Marzo 2019 08:34
 
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Mercoledì 06 Marzo 2019 12:09

Campagna di Quaresima : i volantini di ACV


Ecco i volantini di Associazione Cattolici Vegetariani per la campagna di Quaresima

I volantini in formato stampabile possono essere scaricati da questi link:

Volantino a colori

Volantino in bianco e nero

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Marzo 2019 08:26
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Giovedì 28 Febbraio 2019 12:56

Presentazione in anteprima del libro Cibo e sesso, natura cultura e spiritualità -libro- oggi 28/02/2019 presso la Chiesa S. Maria della Libera Via Belvedere, 113,Napoli con la presenza di Padre Antonio Gentili. ore 19!

L'uscita ufficiale del libro è prevista per il 7 aprile 2019, seguiranno informazioni sul nostro sito.

 
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