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Articolo su "Presenza", Quindicinale dell’Arcidiocesi Ancona-Osimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Barbara Cavallini   
Mercoledì 18 Luglio 2012 09:48

"Cattolici Vegetariani: custodi o padroni del creato?"
Articolo su "Presenza", Quindicinale dell’Arcidiocesi Ancona-Osimo, numero 14 del 10 luglio 2012.


L’Associazione Cattolici Vegetariani si è costituita nel 2009 ed è nata con l’intento di  diffondere in ambito cattolico una cultura di rispetto e benevolenza per tutte le creature che Dio ci ha affidato. Nel libro della Genesi infatti, si legge che Dio, una volta terminata la creazione, la affida all’uomo per essere dominata e soggiogata (Gen. 1,28) coltivata e custodita (Gen. 2,15). Lungo i secoli però l’uomo si è dimenticato del suo ruolo di custode amorevole  del creato e si è sempre comportato da padrone dispotico e distruttivo. I verbi dominare e soggiogare, sono stati spesso mal interpretati e hanno favorito il maltrattamento e il disprezzo del mondo animale. In realtà il significato profondo dei due verbi è ben diverso da quello che gli abbiamo sempre attribuito: essi si traducono in “abitare la terra in un’armonia piena, cioè possedendola in un rapporto premuroso e armonico, ed infine esercitare una potestà simile a quella genitoriale”. Il termine originale kavash tradotto con soggiogare significherebbe in realtà “possedere in un rapporto premuroso e armonico”, mentre la traduzione più corretta di radah (tradotto generalmente con dominare) significherebbe guidare, pascolare. (Cfr. M. Fanciotti, La Chiesa e gli animali, pag. 5).

 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica conferma il ruolo dell’uomo in quanto custode amorevole del creato, affermando: “Nel disegno di Dio, l’uomo e la donna sono chiamati a dominare la terra come amministratori di Dio. Questa sovranità non deve essere un dominio arbitrario e distruttivo. A immagine del Creatore, “che ama tutte le cose esistenti” (Sap 11,24), l’uomo e la donna sono chiamati a partecipare alla Provvidenza divina verso le altre creature. Da qui la loro responsabilità nei confronti del mondo che Dio ha loro affidato” (C.C.C. n.373)Una forma di pensiero sbagliata si è ampiamente diffusa, e ha portato a considerare tutte le creature non umane più come delle cose che degli esseri viventi senzienti.I soci di ACV con il loro impegno intendono recuperare l’idea di rispetto per tutte le creature; rispetto totale ed assoluto che conduce al rifiuto di nutrirsi di animali e quando possibile, dei prodotti derivanti dalla loro uccisione. Essi hanno scelto di vivere come Dio li aveva pensati prima del peccato originale, quando umani e non umani si cibavano solo di vegetali: “E Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne.” (Gen. 1,29-30)La scelta vegetariana come si sa, non è imposta dalla Chiesa, è una scelta etica, libera e motivata di chi vede negli animali dei “compagni”, degli “aiuti” (Gen. 2,18) piuttosto che degli oggetti da sfruttare secondo la cultura puramente utilitarista. Gli associati praticano dunque il vegetarianesimo come scelta d’amore verso la vita delle creature e come opera di “benevolenza” verso le stesse, come espresso dal catechismo della Chiesa Cattolica (344 e 2416), seguendo altresì l’esempio di Santi, come San Francesco d’Assisi e San Filippo Neri.

 

Il numero di Presenza si può scaricare in formato pdf da questo link.

Leggi l'articolo sul giornale qui.

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Dicembre 2012 18:50
 
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