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Articolo Toscana Oggi - Vita Apuana, 5 maggio 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa   
Lunedì 06 Maggio 2013 13:01

Articolo Toscana Oggi - Vita Apuana, 5 maggio 2013


Si è svolto la scorsa settimana, presso i locali della biblioteca diocesana di Massa, un convegno intitolato "La sacralità della vita e della creazione", a cura dell'"Associazione cattolici vegetariani" e del movimento “Misericordia Domini”. Ricordiamo che l'Acv, nato in diocesi nel 2009,  è un movimento ormai diffuso in tutta Italia. La sua missione è  promuovere il rispetto per gli animali e l'ambiente da un punto di vista cristiano.


- Nel corso dei secoli, è mutata la comprensione della natura delle cose da parte dell'uomo - ha affermato il primo relatore, monsignor Eugenio Binini, vescovo emerito della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli e autore dell'intervento "Ecco era cosa molto buona". - Alcuni esempi: Galileo ha intuito che Dio aveva scritto il libro della natura con segni matematici, ma - ricordiamo - la conoscenza della struttura matematica della realtà non basta per conoscere Dio! In seguito, Rosseau ha sostenuto che l'uomo era il corruttore del mondo naturale. Nel secolo successivo si sviluppò una cultura positivista, che portò gli uomini a pensare di essere loro stessi i "creatori" del mondo: nella letteratura dell'epoca troviamo espressioni come "officine chiese del futuro", "laboratori tecnici cattedrali del futuro"... Il concetto cristiano di amore, reso così evidente dalla prima lettera di san Giovanni, è invece la chiave di volta per comprendere il senso reale della creazione, e il ruolo dell'uomo. Noi non siamo i creatori del mondo, ma creature speciali. Questo nostro ruolo implica però un dovere di amorevole custodia, e non un eventuale diritto di sopraffazione nei confronti del creato. Nella Genesi, oltre a un più generico richiamo alla custodia della natura, è anche indicata esplicitamente la catena alimentare da seguire: nel piano originario di Dio era previsto che l'uomo fosse vegetariano. Oggi, è difficile stabilire un limite, e mutare un comportamento alimentare radicato da millenni nella nostra cultura, ma di certo l'orientamento indicato nella Bibbia è chiaro, e prevede un totale rispetto per ogni creatura vivente. Chissà se un domani l'uomo, nuovamente redento, riuscirà ad applicare interamente il senso di quanto prescritto nel versetto 29 della Genesi: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che su tutta la terra e ogni albero in cui il frutto, che produce seme: sarà il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali  alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". Certo, questo sarà comunque possibile grazie all'opera redentrice di Cristo, che si è fatto egli stesso agnello sacrificale per l'umanità, attraverso l'offerta del suo corpo e del suo sangue. -

Al termine della relazione di monsignor Binini, il teologo Guidalberto Bormolini, della comunità de "I ricostruttori nella preghiera", ha tenuto un intervento dal titolo "Il canto della creazione". - I Padri della Chiesa - ha esordito padre Guidalberto - hanno spiegato che esistono due rivelazioni del divino: la prima è la sacra scrittura, e la seconda il mondo naturale, dalla cui contemplazione l'uomo può ricavare un'idea di Dio. Per i Padri la regolarità del cosmo era assimilabile a una liturgia divina. Intorno a quest'idea si sono trovati d'accordo, solo per fare alcuni nomi, sant'Antonio, fondatore del monachesimo occidentale, Origene, Clemente Alessandrino, sant'Ambrogio, sant'Agostino, Bernardo di Chiaravalle, Massimo il confessore... Per i padri, non esisteva una netta barriera tra visibile e invisibile, ma anzi la bellezza della terra poteva rivelarci la bellezza del mondo ultraterreno. Un'altra idea comune era che l'uomo, in quanto sintesi dell'unità cosmica tra divino e materiale, costituisca un microcosmo, dal quale si diffonde su tutto il cosmo la grazia di Dio. Il Verbo Creatore tiene in vita la natura con il suo canto, al quale partecipa ogni creatura: ogni essere vivente e persino quelli inanimati, per i Padri, compartecipavano alla preghiera universale. In seguito Francesco d'Assisi, addirittura, invitava animali e anche piante a lodare Dio! I padri greci in particolar modo, si pensi ad esempio a Gregorio di Nissa, avevano elaborato un'escatologia fondata sulla necessità del ritorno alle origini, cioò nello stato anteriore al peccato originale: un percorso che può e deve essere compiuto a ritroso, trasfigurando il cosmo col nostro amore, attraverso una nostra trasfigurazione interiore. Ciò è possibile grazie al sacrificio di Cristo: la crocifissione infatti ha una portata cosmica, non limitata agli interessi dell'uomo. E non è un caso essa sia avvenuta proprio sul Golgota, dove fu creato Adamo: lì Cristo col suo sangue ha riscattato le colpe dei progenitori e donato all'uomo la possibilità di ricucire lo strappa col creato, realizzato dalla sua libera scelta in favore del peccato. -

La dr.ssa Alma Massaro, intervenendo sul tema "La salute nella Bibbia: la terra, l'uomo e gli animali" ha insistito sul tema dell'armonia tra uomo e creato: - Il teologo americano Thomas Verny - ha spiegato la donna - definisce "guarigione" l'unità integrale delle cose. Bene: allora noi viviamo in un pianeta malato. Siamo venuti meno al compito affidatoci da Dio di custodire il creato, scambiando il mondo per una riserva da sfruttare. E' un errore vecchio, dovuto in particolar modo alla filosofia di Cartesio. Da quando, negli anni '60, l'uomo ha preso coscienza di questa deriva, si è registrata la tendenza ad addossare all'intera tradizione giudaico-cristiana questa colpa. Ma i comportamenti sbagliati che si hanno in occidente, a ben vedere, sono legittimati dalle scritture? Decisamente no: già nella genesi Dio invita l'uomo a dare un nome agli animali, attribuendogli quindi una responsabilità "paterna". A Noè fu dato il permesso di cibarsi degli animali, ma l'umanità aveva ormai compromesso il rapporto col creato a causa dei suoi peccati. Nell'antico testamento, tuttavia non mancano gli inviti a ricostruire l'armonia originaria, speranza che diventa effettiva in seguito all'epocale evento dell'incarnazione -.

Ha concluso il convegno la dr.ssa Marilena Bogazzi, responsabile dell'Acv e organizzatrice dell'evento. Il suo intervento, intitolato "In principio Dio...", ha ripreso il tema dei riferimenti biblici alla sacralità della creazione: - In principio non esisteva il carnivorismo, e uomini e animali vivevano in piena armonia. Questa originale situazione idilliaca è venuta meno in seguito al peccato dell'uomo. Il dominio sul mondo, affidato da Dio all'uomo nella Genesi, ha in realtà un significato di servizio, e non di sopraffazione. Come gli angeli, che ci sono superiori, hanno il compito di guidarci verso Dio, così noi dobbiamo guidare l'intero creato, custodendolo e proteggendolo. In seguito alla caduta, l'uomo ha perso le caratteristiche dell'Unione con Dio, tra cui la capacit di essere custode del creato (cfn: Gen 1,26-30)". Nel libro di Giona si dice che gli animali conoscono le opere del Signore, e potrebbero aiutare gli uomini a comprenderle, se fossero ascoltati con le orecchie del cuore. Forse, il permesso di cibarsi di animali, concesso a Noè e con lui all'umanità peccatrice, è da leggere più come una triste constatazione che come una reale concessione. Come già ricordato, dall'incarnazioe in poi cambia tutto, e nella Lettera ai Romani si dice che tutte le creature aspettano la redenzione. D'altronde, il profeta Isaia aveva già avuto una visione straordinaria: uomini e animali di ogni specie che, alla fine dei tempi, ristabilita l'armonia originaria,vivono pacificamente gli uni accanto agli altri -.

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Maggio 2013 13:15
 
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