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"Tenerezza ha per ogni creatura" PDF Stampa E-mail
Scritto da Marilena Bogazzi   
Sabato 23 Giugno 2012 14:44

“Tenerezza ha per ogni creatura”

Sintesi dell’intervento di Bogazzi Marilena al secondo convegno nazionale “Associazione Cattolici Vegetariani”


Il titolo di questo intervento parte dall’atteggiamento che il Creatore ha per le sue creature, che come dice il Salmo è di tenerezza. E’ bene inquadrare questo atteggiamento all’interno del contesto bibblico, in estrema sistesi la Bibbia presenta la storia del rapporto tra Dio, l’uomo, le creature, la creazione in quattro tappe:

 

1. Creazione perfetta del mondo e creazione armonica dell’uomo: in questo stadio edenico l’uomo vive in piena e totale armonia con Dio ed in conseguenza con gli altri uomini e con tutto il Creato, specialmente con gli animali a lui (uomo) simili, in questo stadio l’uomo (e l’animale) è vegetariano.

2. Caduta: l’uomo sceglie liberamente e in parte consapevolmente di rinunciare all’armonia con Dio (sceglie cioè il peccato), rinunciando a questo perde di conseguenza l’armonia con il suo simile e con il creato intero, animali compresi.

3. Venuta di Gesù Cristo che abilità nuovamente l’uomo a tornare “figlio di Dio” permettendogli di ritornare allo stadio pre-peccato poiché si addossa su di sé il peccato umano: Dio si rende uomo affinché l’uomo possa tornare divino.

4. “Nuovi cieli e nuova terra” in cui Dio dimorerà insieme con gli uomini in uno status di assenza di peccato.

 

1. Creazione perfetta del mondo e creazione armonica dell’uomo: in questo stadio edenico l’uomo vive in piena e totale armonia con Dio ed in conseguenza con gli altri uomini e con tutto il Creato, specialmente con gli animali a lui (uomo) simili, in questo stadio l’uomo (e l’animale) è vegetariano
Il progetto che Dio aveva quando ha creato la terra è raccontato nelle prime pagine della Genesi, in particolare:

«Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò, Dio li benedisse e disse loro “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela  e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra. E Dio disse: Ecco io vi do ogni erba verde che produce seme e che è su tutta la terra saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che striciano sulla terra e in cui vi è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde" Dio vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa molto buona» (Gen 1, 27-31).

In queste poche righe sta la pienezza della Volontà divina come progetto d’amore; alcune brevi considerazioni che possiamo cogliere dal testo (senza pretendere di essere esaustivi): “a sua immagine”, sappiamo dalla Sacra Scrittura che Dio è Amore (1 giov 4,16) quindi l’essenza dell’immagine di Dio è l’essere amore che si concretizza in particolare nell’Uomo attraverso queste caratteristiche:

- L’essere benedetti: Dio prima di parlare all’uomo lo benedice, questa è la sua prima azione nei confronti dell’essere umano, ed è proprio da questa benedizione che l’uomo percepisce l’Amore di Dio e sentendosi così profondamente amato viene reso anch’esso capace di amare.

- L’unità tra maschio e femmina, che sono complementari in ruoli e pari in dignità

- La fecondità

- La capacità di far fruttificare (letteralmente) la terra

- La capacità di dominare la crezione

- L’alimentazione vegetariana

 

Queste sono le caratteristiche dell’Immago Dei secondo il pensiero di Dio.

 

Mi soffermo un attimo sulla caratteristica di “dominare” in quanto ha creato non pochi equivoci nel corso della storia: Il modo giusto di essere "signori" :Cristo Signore (Dominus) - non passa dalla sopraffazione  (concetto umano) ma dal servizio (concetto divino); non dal cuore egostico (concezione umana) ma dal cuore misericordioso (concezione divina).;  "dominare" nel modo del Dominus :saggezza, misericordia e servizio   "Il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte ed ala morte di croce (Fili 2,6-8)" . Apprendiamo da Gesù Cristo che essere Dominus significa porsi a servizio.

Anche il concetto di superiorità è stato frainteso e vissuto in ottica umana piuttosto che divina; il giusto senso ci viene dato dalla gerarchia Dio, angeli, uomo, creature, nell’ottica divina la superiorità non è usata per schiacciare ma per portare chi sta sotto verso Dio, esattamente come gli Angeli di Dio con l’uomo che usano la loro superiorità per portarci a Dio e non certo per usurpare di noi: “Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli” ci ricorda il Salmo 8.

La superiorità angelica non è usata dagli Angeli di Dio per sopraffare l’uomo, ma piuttosto per guidarlo a Dio.

Questo è il senso della superiorità nella visione di Dio, come l’angelo aiuta l’uomo ad arrivare a Dio così l’uomo è chiamato alla custodia e alla redenzione della creazione (cfr: Rm 8).

Proprio perché possiamo ben custodire e dominare la creazione Dio ci ha donato dei carismi che ci rendessero capaci di effettuare questo compito, il Signore ci dona dei talenti (cfr Mt 25, 14-40) affinché possiamo compiere il compito di dominus: «l Signore creo l’uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo. Egli assegnò agli uomini un giorno fissato, diede loro dominio di quanto era sulla terra. Secondo la sua natura li rivestì di forza, e a sua immagine li formo. Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell’uomo, perché l’uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli: discernimento, lingua, orecchie e cuore diede loro perché ragionassero;… dottrina intelligenza…pose davanti a loro scienza…fece conoscere i suoi decreti disse loro “guardatevi da ogni ingiustia» (Sir 17).

In questo contesto di riferimento capiamo il contesto di Genesi 1,29, intesa appunto come logica conseguenza di questo rapporto di custodia e amore (non certamente come questione di contaminazione, su questo Gesù è chiaro: "non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo"  (Mc 7,15): la dieta vegetariana non è una non-contaminazione ma una conseguenza del rapporto armonioso tra Dio, l’uomo e la creazione).

 

2. Caduta: l’uomo sceglie liberamente e in parte consapevolmente di rinunciare all’armonia con Dio (sceglie cioè il peccato), rinunciando a questo perde di conseguenza l’armonia con il suo simile e con il creato intero, animali compresi
Il progetto perfetto di Dio sull’uomo e sulla creazione viene però rifiutata dall’uomo che decide (istigato dal serpente) di “liberarsi” di Dio, si viene così a perdere l’unità fra uomo e Dio e in conseguenza di tutte le caratteristiche che questa unità comportava. Tra cui:

Perdita dell’unità fra maschio e femmina (da “una sola carne” Gen 2,19 alla divisone – Gen 2,12 e dominanza Gen 2,16b)

Perdita della fratellanza all’interno del genere umano (Caino uccide Abele, Gen 4)

L’uomo da custode del creato (Gen 1,26) diventa distruttore, al punto che ogni creatura è terrorizzata dall’uomo (Gen 9,2)

Passaggio dal cibo vegetale (Gen 1,29) al consumo di carne (Gen 9,3)

Conseguenza perversione del creato: anche gli animali rispecchiando il cuore dell’uomo (da cui dipendono) perdono l’alimentazione vegetariana (Gen 1,30)

Perversione della sessualità, da mezzo unitivo a lussuria (Sodoma e Gomorra, Gen 19).

 

L’uomo si rende totalmente schiavo (simbolo: Egitto) e violento  mentre era stato creato per la LIBERTA’ e L’AMORE, trascinando con se tutta la creazione (a lui sottoposta) “Si giura, si mentisce, si uccide, si ruba, si commette adulterio, si fa strage e si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi abita langue, insieme con gli animali della terra e perfino i pesci del mare” (Os 4,2-3).

 

 

Fra le conseguenze del rifiuto di Dio vi è anche l’inizio del consumo di carne, che avviene dopo il diluvio: In Genesi 9 2-3, Dio attesta la situazione decaduta dell’uomo per la quale vi è il passaggio dalla volontà di Dio “Ecco IO vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni alberò in cui è il frutto che produce seme: saranno il vostro cibo” (Gen 1,29) alla ribellione umana: “Tutto ciò che vive sulla terra o nel mare sarà vostro cibo come un tempo mangiaste le erbe verdi che Io vi diedi tutte” (Gen 9,3 - traduzione dal greco); questo arbitrio non è però esente da limiti: “soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè con il suo sangue” (Gen 9,4) Dio pur prendendo atto che l’uomo non ubbidirà al comando iniziale dell’alimentazione vegana e che mangerà carne mette il limite: all’uomo è sì affidato il creato, ma Dio “tiene per sé” la Vita (nella dimensione più profonda)  della sua creatura; l’uomo potrà anche spadroneggiare ma Dio rimane il Padre, l’unico che può “gestire” la Vita - nella sua dimensione più profonda: “non temete chi ha il potere di uccidere il corpo e non l’anima” Mt 11,28 “infatti la sorte degli uomini e delle bestie è la stessa... tutti sono diretti verso la medesima dimora” (Qo 3,19-20).

 

Una cosa importante da sottolineare che la rottura dell’alleanza dell’uomo non interrompe l’alleanza fra Dio e le sue creature:nel capitolo 9 di Genesi, dopo che Dio “attesta” la rottura dell’alleanza fra l’uomo e gli animali (Genesi 9 1-4) attesta anche che Lui continuerà il suo progetto d’amore: «Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: "Quanto a Me, ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti dopo di voi;  con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca"». (Gen 9,8-10)

 

Vediamo dalla Bibbia come questa alleanza si esplicita:

Dio è misericordioso verso le Sue creature “La misercordia dell’uomo riguarda solo il suo vicino, ma la misericordia del Signore per ogni essere vivente” (Sir 18,12(13)).

 

Dio si prende cura di ogni creatura: “Guardate gli uccelli del cielo…il Padre vostro celeste li nutre” (Mt 6,27),  “Egli dà il cibo ad ogni vivente: perché eterna è la Sua misericordia” (Sal 136,25)

 

La tenerezza di Dio è per tutte le creature: “la Sua tenerezza è per ogni creatura” (Sal 144,9).

 

Fra Dio e le Sue creature c’è un legame di preghiera:

 

Dio invita uomini e animali a fare penitenza esempio –non unico- nella predicazione di Giona “uomini e animali si vestano di sacco e si invochi Dio” (Gion 3,8)

 

lode “Ogni vivente dia lode al Signore” (Sal 150,5) “Tutte le creature del cielo e della terra sotto la terra e del mare e tutte le cose ivi contenute udì che dicevano... (Ap 5,13)

 

profezia ad esempio l’asina di Balam (Nm 22,22)

 

richiesta di aiuto “anche le bestie della terra sospirano a Te” (Os, 12)

 

Gli animali stanno volentieri in compagnia di Gesù, come unici compagni del Signore mentre si preparava alla sua missione che  nel deserto “stava con le fiere” (Mc 1,13).

 

La legge : esiste una legge naturale divina per gli animali, secondo Geremia essi la seguono meglio degli uomini  (Ger 8,7: “Anche la cicogna conosce i suoi tempi, la tortora, la rondinella e la gru il mio popolo invece non conosce il comando del Signore”)

 

Gli animali conoscono il Signore e le Sue opere e possono trasmetterle agli uomini – se questi sanno ascoltarli -: “Interroga pure le bestie e ti insegneranno, gli uccelli del cielo e ti informeranno; i rettili della terra e ti istruiranno, i pesci del mare e ti racconteranno. Chi non sa, fra tutti costoro, che la mano del Signore ha fatto questo?" (Gn 12,7-9).

 

La terra promessa riguarda uomini e animali: “Voi, I vostri bambini, le vostre mogli e i vostri animali rimarranno nella terra che Mosè vi ha assegnato” (Gios 1,14) (questo dovrebbe portarci a riflettere sull’uso che l’uomo sta facendo della terra!)

 

La salvezza sembra riguardare anche gli animali “Uomini e bestie tu salvi” (Sal 36,6-7).

 

La redenzione riguarda uomini, animali e l’intera creazione (Rom 8,15) .

 

 

3. La redenzione
Dio che ha creato l’Uomo perché sia Sua immagine non ha mai smesso dopo il rifiuto umano di richiamare l’Umanità a Sé; all’uomo che è immerso nella violenza manda continuamente i suoi messaggeri (profeti) a ricordare la Strada della Sua parola, e ci dona la legge come base per la vita. Al vertice dell’azione divina è la divina di Cristo che porta alla Redenzione.  L’atteggiamento di Dio continua ad essere premuroso: “Io inviai a voi tutti i miei servitori, i profeti, con premura” (Ger 7,25) ed ha il fine di riportare l’Uomo all’unità con Lui (ciò determinerebbe il riacquisto di tutte le caratteristiche che tale unità comportava, che abbiamo visto nel primo punto).

 

Vediamo brevemente questi tre passaggi:

I) La legge: “NON UCCIDERE” (Dt 5,17) non uccidere può  essere riferito ad ogni creatura Viva, cioè col Soffio Vitale di Dio?  In effetti è Dio stesso a definire come “viventi” le sue creature :

“A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nelle quali vi è alito di vita” (Gen 1,30) poichè “Un solo Spirito Vitale per tutti”uomini e animali" (Qo 3,21)

 

“Signore Amante della vita, il Tuo Spirito incorruttibile è in tutti i viventi” (Sap 11,26)

 

“Ogni essere vivente che è con voi” (Gen 9,10).

 

Se si uccide quanto ha vita , non uccidere significa a parere di chi parla (ovviamente sottometto ogni pensiero personale al discernimento del magistero per cui è solo la Chiesa che può dare la corretta interpretazione di questo comandamento) non togliere la Vita a nessuna delle creature a cui l’ha data, essendo Egli l’unico capace di donare la vita può essere Lui l’unico capace di toglierla.

 

II) I profeti:

ISAIA è il Profeta a cui Dio svela i suoi piani: vede la venuta del Cristo e l’era Messianica; profetizza l’uomo redento che torna ad immagine e somiglianza di Dio e torna capace di custodire il creato, una redenzione totale in cui non solo l’uomo ma anche gli animali tornano vegetariani. (Is 11,6-9);

GEREMIA denuncia a più momenti la manipolazione della Parola di Dio da parte del popolo, dei “sacerdoti” e dei falsi profeti ; afferma -insieme agli altri profeti- che Dio non ha mai comandato l’olocausto. Dice Dio tramite Geremia “In verità Io non parlai né diedi comandi sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri quando uscirono dall’Egitto, ma questo dissi loro: Ascoltate la mia voce” (Ger 7,22) ; infatti oggi noi oggi sappiamo che l’unico sacrificio che da salvezza è quello compiuto da Cristo sulla croce.

EZECHIELE si nutriva di cerali e legumi

DANIELE diviene simbolo della “bellezza” del nutrirsi senza violenza e delle benedizioni accordate da Dio a chi compie questa scelta (cap. 1). “Ma Daniele decise di non contaminarsi con le vivande del re” Ma il funzionario del re “disse a Daniele: Io temo che il re mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e io così mi renda colpevole davanti al re” Ma Daniele disse al custode: Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare legumi e da bere acqua,poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con noi tuoi servi come avrai constatato. Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni;terminati questi, si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. D'allora in poi il sovrintendente fece togliere l'assegnazione delle vivande e del vino e diede loro soltanto legumi. Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza e rese Daniele interprete di visioni e di sogni” (da questo testo cogliamo anche l’importante ripercussione spirituale dell’alimentazione vegetariana, come ben sapevano e predicavano anche i Padri della Chiesa e numerosi santi in merito all’astinenza della carne)

OSEA torna a ribattere il problema centrale: essendo il creato tutto affidato all’uomo tutte le sue azioni si ripercuotono negativamente su tutte le creature: finchè nel cuore dell’uomo c’è violenza, nel creato ci sarà violenza: “Non c’è sincerità, né amore, né conoscenza di Dio: si giura, si mente, si ruba, si commette adulterio, si fa strage, si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi abita langue insieme con gli animali della terra e con gli uccelli del cielo, persino i pesci nel mare periscono” (Os 4,1-3).

 

La storia dell’uomo sembra dunque una continua tensione tra la volontà di Dio (Amore, “poiché Dio è Amore” 1Gv 4,8) e l’egoismo dell’uomo immerso nei suoi vizi - tra cui superbia e gola - La storia sembra dimostrare che nell’uomo dopo il peccato è difficilissimo tornare a immagine e somiglianza di Dio “solo” con la legge e i profeti… Per questo arriviamo al culmine della storia: Gesù Cristo. Con la venuta di Cristo l’uomo ha la possibilità di ottenere la redenzione totale attraverso il sacrificio compiuto da Cristo, con la venuta di Cristo e con il suo sacrificio della croce Egli da all’Uomo la capacità di ritornare a quello stato perfetto come era stato pensato da Dio nella creazione originaria, Cristo riabilita l’Uomo a divenire nuovamente “immagine e somiglianza” di Dio.

 

Questo stato di uomini nuovi determina automaticamente il “riacquisto” di tutte le caratteristiche con cui Dio ci ha creato, tra cui l’essenza di Amore che comprende di certo le caratteristiche dell’uomo prima del peccato, tra cui appunto la dieta vegetariana (Gen 1,29) e la capacità di custodire il creato (Gen 1,26)

La creazione essendo sottomessa all’uomo (Gen 1,26) non può redimersi da sé ma deve essere redenta dall’uomo che a sua volta deve lasciarsi redimere da Cristo. Dice infatti San Paolo nella Lettera ai Romani:

“La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere ma per volere di colui che l’ha sottomessa- e nutre pure lei la speranza di essere liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto” (Rm 8,19-22).

A quel punto essendo il creato a lui sottomesso e di lui specchio anch’esso tornerà all’armonia iniziale e primordiale. Ricordiamo che nella Genesi anche gli animali stessi sono vegetariani (Gen 1,30)  non esistono animali carnivori prima del carnivorismo dell’uomo;  questo potrà avvenire perché il creato fa da specchio al cuore dell’uomo: infatti quando nel cuore dell’uomo c’era l’armonia con Dio anche nel creato c’era armonia e pace; viceversa –come abbiamo visto- quando l’armonia ha smesso di esistere nel cuore dell’uomo (a causa della libera scelta di dividersi da Dio) la pace ha smesso di esistere anche nel creato che è divenuto anch’esso violento e disordinato in relazione alla violenza ed al disordine dell’uomo.

Il ritorno allo stato originario dell’uomo porta con sé il ritorno allo stato originario di tutta la creazione; Isaia infatti è stato concesso di vedere profeticamente l’era messianica (l’era cioè portata dal Messia) ed una di quelle caratteristiche è proprio l’armonia nel creato e il veganismo non solo degli uomini ma degli animali: “Il leone si ciberà di paglia come il bue” (Is 11,7) a segno che la redenzione dell’uomo è completata ed ha saputo portare alla redenzione anche la creazione a lui affidata.

“Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
Su di lui si poserà lo Spirito del Signore (…)
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello,
La pantera si sdraierà accanto al capretto;
Il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme,
Si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente (…) perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Is 11)

 

Per tre volte Isaia parla di una “fanciullezza”: e un fanciullo li guiderà; il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. Questa fanciullezza è fanciullezza spirituale nel senso di ritorno allo stato con cui ci ha creato, insieme alle sue caratteristiche

“Se non vi convertirete e non diventerete come fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli” (Mt 8,3)

Questo è talmente vero che per i santi che hanno lasciato che la potenza di Cristo operasse in loro la profezia di Isaia già si è avverata, come profezia dei “nuovi cieli e nuova terra” in cui Dio dimorerà insieme con gli uomini in uno status di assenza di peccato.

 

Un esempio è San Francesco d’Assisi; l’uomo redento ha sentimenti di compassione, di paternalità e di giustizia nei confronti delle creature a lui affidate come dimostra questo atteggiamento del Santo:

"Un'altra volta, passando per la stessa Marca, accompagnato lietamente dal medesimo frate, s'imbatté in un uomo che portava al mercato, per venderli, due agnellini legati penzoloni dalle spalle. Udendone i belati, il beato Francesco si commosse profondamente, si avvicinò, li accarezzò, come fa la madre con un suo figliuolo che piange, mostrando la sua compassione. E chiese al padrone: «Perché tormenti i miei fratelli agnellini, tenendoli così legati e penzoloni?» Rispose : «Li porto al mercato a vendere, perché ho bisogno di denaro». E il Santo : «Che ne avverrà?» L'altro: «I compratori li uccideranno e li mangeranno». «Non sia mai che ciò avvenga! - ribatté il Santo. - Ma eccoti per pagarli il mio mantello, e tu dammi gli agnellini». Quell'uomo fu ben contento di dar le bestiole e prendere il mantello, che il Santo proprio in quel giorno aveva ricevuto per ripararsi dal freddo, giacché esso valeva assai di più". (Tratto da Vita di San Francesco e trattato dei miracoli , Vita prima, parte prima, cap XXVIII, di Fra Tommaso da Celano, Edizioni Porziuncola, Santa Maria degli Angeli, Assisi)

 

Questa tensione del cuore lo rende capace di ben custodire la creazione, riacquistando la capacità di dominio della crezione: «E entrò nel campo e cominciò a predicare alli uccelli ch'erano in terra; e subitamente quelli ch'erano in su gli arbori se ne vennono a lui insieme tutti quanti e stettono fermi, mentre che santo Francesco compié di predicare (...) Finalmente compiuta la predicazione, santo Francesco fece loro il segno della croce e diè loro licenza di partirsi; e allora tutti quelli uccelli si levarono in aria con maravigliosi canti, e poi secondo la croce c'aveva fatta loro santo Francesco si divisoro in quattro parti (...) e ciascuna schiera n'andava cantando maravigliosi canti» (dai Fioretti). Davanti al “fanciullo” di cui parla Isaia e di cui San Francesco è esempio anche gli animali riacquistano la loro fanciullezza (nel senso creazionale, in riferimento all’origine creata da Dio) e abbandonano la loro ferocia: "Il detto lupo si fa incontro a santo Francesco, con la bocca aperta; ed appressandosi a lui, santo Francesco gli fa il segno della croce, e chiamollo a sé e disse così: "Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona". Mirabile cosa a dire! Immantanente che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre: e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere".

 

Si realizza così la profezia di Isaia che è profezia per ogni uomo che vuole vivere secondo la Volontà di Dio; quando l’uomo avrà smesso di agire iniquamente verso Dio, verso se stesso, verso le creature e verso il creato  -dice Isaia- inizierà ad instaurarsi il Regno di Dio, si compirà la Gerusalemme Celeste dove Dio dimorerà con gli uomini ormai ritornati alla sua somiglianza dopo essere stati lavati dal sangue di Cristo (cfr: Ap 14,4b). “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno il suo popolo ed Egli sarà il Dio-con-loro” (Ap 21,3).

Vorrei concludere questo intervento recitando con voi la preghiera di San Basilio Magno:

“Signore e salvatore del mondo, noi ti preghiamo anche per gli animali, che umilmente portano con noi il peso e il calore del giorno e offrono le loro semplici vite, aiutandoci a vivere bene. Noi ti preghiamo anche per le creature selvagge che tu hai creato sapienti, forti, belle. Ti preghiamo per tutte le creature anche quelle che non sono intelligenti perché esse hanno una loro missione, sebbene noi siamo incapaci di riconoscerla. E supplichiamo la tua grande tenerezza, perché tu hai promesso di salvare insieme l’uomo e gli animali e hai concesso a tutti il tuo amore infinito”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Dicembre 2012 19:44
 
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