| San Francesco, il leprotto e il pesce |
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| Scritto da Massimo Muciaccia |
| Venerdì 28 Ottobre 2011 13:59 |
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San Francesco, il leprotto e il pesce
Considerando che tutte le cose hanno una origine comune, Francesco si sentiva ...ricolmo di pietà e chiamava le creature, per quanto piccole, col nome di fratello e sorella. Conosceva bene che tutte, come lui, provenivano da un unico principio. Una volta fu donato all'uomo di Dio un leprotto, che subito venne lasciato libero per terra, perché andasse dove volesse. Il padre buono lo chiamò: "Leprotto, vieni da me" e quello velocemente gli saltò in grembo. Il Santo, colmandolo di carezze, lo compassionava come una madre, mostrandogli il suo affetto e la sua pietà. Infine lo ammonì con dolcezza a non lasciarsi prendere un'altra volta e gli diede il permesso di andarsene liberamente. Ma benchè l'avesse più volte messo a terra, il leprotto ritornava sempre in grembo al padre, come se percepisse la pietà del suo cuore. Alla fine il padre lo fece portare in un luogo solitario e sicuro, ma anche allora il leprotto seguitava a voltarsi indietro verso il padre benigno. Un'altra volta, un pescatore gli offrì un uccello acquatico. Egli lo prese volentieri e tenendolo sulle mani aperte, lo invitò a volare. Poichè l'uccello non voleva andarsene, il Santo levando gli occhi al cielo, si immerse in una lunga preghiera. Dopo, ritornando in sé, come da un altro mondo, comandò più volte con dolcezza all'uccellino di andarsene a lode di Dio. E quello allora, ricevuto il permesso e la benedizione, volò via esprimendo con i movimenti del corpo la sua gioia" (da Actus beati Francisci in valle Reatina) |
Link A.C.V.
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