Il Cammino di Santiago non è un sentiero qualunque. È una rete di percorsi che attraversa l’Europa e converge a Santiago di Compostela, dove riposano le spoglie dell’apostolo Giacomo.
Il più frequentato è il Cammino Francese, che parte dai Pirenei francesi a Saint-Jean-Pied-de-Port e si snoda per circa 800 chilometri fino alla cattedrale galiziana. Si comincia in primavera, quando i prati sono in fiore e le giornate si allungano, o in autunno, quando i boschi si tingono di ocra e il caldo estivo è ormai passato.
Chi parte lo fa per ragioni diverse, ma tutti devono fare i conti con la stessa realtà: il Cammino è lungo, il clima cambia in poche ore e lo zaino in spalla pesa. Essere attrezzati non è un consiglio, è una condizione per arrivare.
La regola d’oro dei pellegrini è antica quanto il Cammino stesso: lo zaino non deve superare il dieci per cento del proprio peso corporeo. Per una persona di settanta chili, significa non più di sette chili. Dentro ci va l’essenziale: un cambio, il sacco a pelo leggero, il necessario per l’igiene, la credenziale e poco altro.
Ogni grammo in più si trasforma in fatica dopo chilometri di salita. I pellegrini esperti dicono che la prima settimana serve a capire cosa si sarebbe dovuto lasciare a casa. Chi parte carico di aspettative e di oggetti inutili spesso abbandona nei primi giorni, schiacciato dal peso dello zaino prima ancora che dalla distanza.
Il primo oggetto indispensabile sono le scarpe. Non scarpe nuove, mai. Devono essere già state indossate per settimane, ammorbidite, collaudate su terreni diversi. Il Cammino non perdona le vesciche, e un paio di scarpe non rodute può rovinare l’esperienza nei primi tre giorni. Meglio scarponcini da trekking che sostengano la caviglia, con una suola che tenga bene su pietraia e asfalto, e una calzata che lasci spazio per il calzare delle dita in discesa. Il secondo oggetto è il bastone telescopico. Non è un vezzo da anziani, è uno strumento di sicurezza. In salita aiuta a distribuire il peso e a risparmiare le ginocchia, in discesa frena la corsa e protegge le articolazioni.
Usato in coppia, riduce il carico sulla colonna vertebrale fino al venti per cento. Ma c’è anche un’altra ragione, meno tecnica e più antica: il bastone è stato da sempre il compagno del pellegrino, quello che batte la terra, scosta i rami, scandisce il passo. Insieme alle scarpe, forma la coppia essenziale senza la quale nessun cammino può dirsi davvero iniziato.