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Santo del Giorno

Santo del giorno, San Disma che tutti conoscono anche come Santo Ladrone

Tra i santi più amati dalla tradizione popolare, ce n’è uno che non ha mai battezzato nessuno, non ha fondato ordini religiosi, non ha scritto trattati di teologia. Anzi, la sua vita fino all’ultimo è stata segnata dal peccato.

Eppure, il suo nome si ripete con devozione in tutte le chiese d’Italia, specialmente il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa lo ricorda.

Santo del Giorno San Disma – Cattolicivegetariani.it

San Disma, il cosiddetto “buon ladrone”, è l’uomo che sulla croce, accanto a Gesù, pronunciò una delle frasi più potenti del Vangelo: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. E ricevette una risposta che ancora oggi fa tremare: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso”.

La storia dei due ladroni e la scelta che cambia tutto

Il racconto evangelico di Luca è breve ma denso. Due condannati vengono crocifissi ai lati di Gesù. Uno lo deride, gli rinfaccia di non salvare sé stesso e loro. L’altro, invece, lo rimprovera: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, ma lui non ha fatto nulla di male”. Poi si rivolge a Gesù e gli chiede di ricordarsi di lui.

Non chiede di essere salvato dalla croce, non chiede miracoli, ma solo di essere ricordato. E Gesù, in quell’ultimo momento, gli apre le porte del paradiso. La tradizione gli ha dato il nome di Disma, e lo ha fatto diventare il simbolo della misericordia che non conosce limiti. Perché se lui, sulla croce, ha avuto la grazia, nessuno può disperare.

Il culto di San Disma e la memoria popolare

Il nome di Disma non compare nei Vangeli canonici, ma viene dai Vangeli apocrifi, in particolare dal Vangelo di Nicodemo. Eppure la devozione popolare lo ha fatto suo da secoli. In molte regioni d’Italia, San Disma è invocato come protettore dei moribondi, di chi vive gli ultimi istanti della vita. La tradizione vuole che chi muore nel giorno a lui dedicato, il 25 marzo, abbia più facilità a ottenere la salvezza.

E poi c’è un altro legame, meno noto ma altrettanto suggestivo: in alcune tradizioni locali, la sua figura si intreccia con quella di San Giuseppe, il padre terreno di Gesù. Perché se Giuseppe ha accolto il Figlio di Dio in famiglia, Disma lo ha accolto nel regno dei cieli. Entrambi, in modi diversi, sono stati custodi di una promessa. Oggi la Chiesa lo venera come santo, e la sua festa cade in un periodo dell’anno che è già primavera, quando tutto fiorisce e si rinnova. Anche la speranza, anche la misericordia, anche chi è stato ladrone può diventare santo.