Un po’ di ceci, fagioli e grano: la Crapiata di Matera è il piatto rustico e vegetariano che racconta il Sud

Un piatto contadino pieno di legumi e cereali diversi che insieme diventano una minestra ricca, calda e molto semplice, proprio come si cucinava una volta.

La prima volta che ho sentito parlare della Crapiata è stato da un amico lucano. Stavamo chiacchierando di zuppe, di quelle che fanno le nonne, e lui mi ha detto: “Da noi non si butta niente, si mette tutto in pentola”. E in effetti la Crapiata nasce proprio così, da un piatto povero, contadino, dove si usavano i legumi secchi che si avevano in casa e un po’ di grano, senza ingredienti strani e passaggi complicati, solo tempo e pazienza.

Crapiata di Matera cattolicivegetariani.it
Crapiata di Matera cattolicivegetariani.it

Poi ho scoperto che a Matera questa zuppa è quasi una tradizione vera e propria e si prepara soprattutto in estate, a luglio, per festeggiare il raccolto. Le famiglie portano pentole enormi di questa minestra fatta con tanti legumi diversi. La cosa bella, è che non esiste una versione identica all’altra, perché ognuno mette quello che ha. Però la base più o meno resta quella che comprende ceci, fagioli, grano e qualche altro legume che arricchisce il tutto.

Crapiata di Matera: una ricetta tradizionale irresistibile!

Quello che mi piace di questa ricetta è che non devi essere preciso al grammo come con altri piatti, perchè è una cucina molto pratica. L’unica cosa da ricordare è che i legumi secchi hanno bisogno di ammollo e poi di una cottura lenta e tranquilla. Quando la fai cuocere sul fuoco la casa si riempie di un profumo che sembra quello delle cucine di campagna, vedrai che piano piano i legumi si ammorbidiscono, il grano diventa cremoso e alla fine esce una minestra bella densa, di quelle che mangi con il cucchiaio e magari un pezzo di pane vicino. Insomma basta chiacchiere allaccia il grembiule e prepariamola subito insieme. Iniziamo!

Tempo di preparazione: 20 minuti (più ammollo dei legumi circa 10 ore)
Tempo di cottura: 1 ora e 30 minuti

Ingredienti per la Crapiata di Matera

Per 4 persone

  • 120 g di ceci secchi
  • 120 g di fagioli borlotti secchi
  • 80 g di lenticchie secche
  • 80 g di fave secche decorticate
  • 80 g di grano duro o grano spezzato
  • 1 cipolla piccola
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 foglia di alloro
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Come si prepara la Crapiata di Matera

  • La sera prima metti in ammollo i legumi più duri, quindi ceci e fagioli, in una ciotola capiente con acqua fredda. Devono stare lì almeno tutta la notte così si ammorbidiscono bene. Il giorno dopo scolali e sciacquali velocemente sotto l’acqua corrente.
  • Prendi poi una pentola grande, perché alla fine questa zuppa aumenta di volume mentre cuoce, versa dentro i ceci e i fagioli ammollati e coprili con acqua fresca. Metti sul fuoco e lascia cuocere a fiamma media per circa quaranta minuti.
  • Nel frattempo prepara il resto. Lava il grano e anche le lenticchie e le fave: non hanno bisogno di ammollo lungo come gli altri legumi ma una sciacquata veloce ci sta sempre.
  • Taglia poi la cipolla abbastanza fine e fai a pezzetti anche la carota e il sedano e tieni da parte. Quando ceci e fagioli hanno già fatto un po’ di cottura, aggiungi nella pentola il grano, le lenticchie e le fave. Unisci anche le verdure tagliate e la foglia di alloro, aggiungi altra acqua se serve, perché tutto deve restare coperto di qualche centimetro.
  • Lascia cuocere piano per circa 1 ora e ogni tanto dai una mescolata con il cucchiaio di legno controllando che non si asciughi troppo. Se vedi che il liquido scende aggiungi ancora un po’ di acqua calda.
  • Verso fine cottura aggiusta di sale e pepe e assicurati che i legumi siano morbidi e il grano ben cotto. Ottenuta quindi una consistenza rustica, abbastanza densa ma ancora brodosa, spegni il fuoco e aggiungi un giro generoso di olio extravergine d’oliva a crudo. Mescola piano e lascia riposare 5 minuti prima di servirla.
  • Portala in tavola calda, magari con qualche fetta di pane casereccio vicino e vedrai che una pentola così difficilmente avanza. Buon appetito!
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