Il Venerdì Santo, quando il sole tramonta su Roma, il Colosseo smette di essere un museo. Diventa il centro di una processione che si ripete da decenni: la Via Crucis presieduta dal Papa.
Migliaia di fedeli si radunano intorno all’Anfiteatro Flavio per seguire la rievocazione della Passione, con la croce che percorre le quattordici stazioni tra le arcate illuminate. Nel 2026 è vissuta con più entusiasmo perché, oltre a un importante evento di fede, per la prima volta sarà Papa Leone a dedicarsi alla preghiera.
È un evento che richiede organizzazione, perché non si entra senza un titolo d’accesso. I biglietti non si comprano, si richiedono, e la procedura è più simile a quella di un pellegrinaggio che a quella di un evento pubblico.
L’ingresso alla Via Crucis è gratuito, ma i posti nel settore riservato sono limitati. I tagliandi vengono distribuiti dalla Prefettura della Casa Pontificia, che richiede una richiesta formale. Non esiste un portale online per prenotare: bisogna inviare una domanda via fax o per posta, indicando nome, cognome, numero di partecipanti e un recapito.
Le richieste vanno inoltrate con largo anticipo, spesso mesi prima, perché la disponibilità è ridotta e la domanda altissima. Non c’è un criterio di assegnazione pubblico, ma la tradizione vuole che vengano privilegiati pellegrini provenienti da lontano, parrocchie e gruppi organizzati. Ricevuta la conferma, il biglietto va conservato insieme a un documento d’identità, perché i controlli all’ingresso sono rigorosi.
La cerimonia inizia intorno alle 21.15, ma per raggiungere i posti assegnati è consigliabile presentarsi già nel primo pomeriggio. I varchi di sicurezza aprono diverse ore prima, e la zona del Colosseo viene progressivamente chiusa al traffico. L’attesa è lunga, ma fa parte del rito: migliaia di persone condividono quell’attesa, spesso portando con sé un plaid per sedersi a terra e una giacca pesante per le sere ancora fresche di marzo.
L’accesso è consentito solo a chi ha il biglietto, e le zone migliori per seguire la processione sono quelle lungo via dei Fori Imperiali e i lati dell’anfiteatro. Per chi non riuscisse a ottenere i tagliandi, la diretta televisiva su Rai 1 e TV2000 rimane l’alternativa per seguire la celebrazione. Ma chi riesce a viverla dal vivo, tra le pietre millenarie e il silenzio che cala sulla città, porta con sé un’esperienza che nessuno schermo potrà mai restituire.