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Viaggi ed Itinerari

Viaggio nel cuore di Loreto, tra fede e ricerca della pace

Sul colle che domina la costa adriatica, tra Recanati e il mare, sorge uno dei santuari mariani più venerati della cristianità.

Ogni anno oltre un milione di pellegrini varca la soglia della basilica di Loreto, spinto da una ricerca che va oltre il turismo religioso. Qui la fede si fa esperienza tangibile, e la storia si intreccia con la leggenda in un nodo che resiste da otto secoli.

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Il cuore del santuario è la Santa Casa, la piccola costruzione in pietra che la tradizione indica come l’abitazione dove Maria visse a Nazareth e ricevette l’annuncio dell’Angelo.

La Santa Casa, il nucleo antico della devozione

All’interno della basilica rinascimentale, protetta da un rivestimento marmoreo progettato da Bramante nel Cinquecento, si trovano tre pareti in pietra calcarea. Misure ridotte, appena 9,5 per 4 metri, una porta d’ingresso, una finestra. Secondo la tradizione consolidata, si tratta delle stesse pietre che componevano la casa di Nazareth dove la Vergine visse e dove avvenne l’Annunciazione.

La data del 1294 segna, nella memoria popolare, l’arrivo della Santa Casa sul colle dei lauri, trasportata, secondo la pietà medievale, per volere angelico dalla Terra Santa per sottrarla alla distruzione seguita alla caduta degli ultimi regni crociati. Gli studi archeologici hanno accertato che le pietre provengono effettivamente dalla Palestina e che la tecnica di lavorazione è tipica dell’area nabatea, mentre il basamento poggia su una strada preesistente senza fondamenta proprie. Sopra l’altare della Santa Casa domina la statua della Madonna Nera, copia in legno di cedro dell’originale trecentesca andata distrutta in un incendio nel 1921.

La basilica, stratificazione di secoli e di arte

Intorno a quel nucleo antico, a partire dal 1468 per volontà di papa Paolo II, prese forma la grande basilica. Il progetto originario di Giuliano da Maiano venne ampliato e modificato da Bramante, che disegnò il rivestimento della Santa Casa e contribuì alla definizione spaziale dell’edificio. Nei secoli successivi intervennero Giuliano da Sangallo, Antonio da Sangallo il Giovane, Sansovino e Vanvitelli, che nel Settecento realizzò l’alto campanile. Il risultato è una delle architetture rinascimentali più complesse e armoniche d’Italia.

Le nove cappelle absidali, decorate da artisti come Luca Signorelli e Melozzo da Forlì, testimoniano la devozione di nazioni e città che vollero lasciare un segno permanente nel santuario. La facciata, completata nel Seicento, accoglie i pellegrini con tre porte bronzee prima di introdurli allo spazio monumentale che custodisce il piccolo nucleo domestico di Nazareth.

Il significato del pellegrinaggio ieri e oggi

La storia di Loreto come meta di pellegrinaggio affonda le radici nel Trecento, ma fu nel secolo successivo che il santuario assunse rilevanza internazionale. Nel 1520 papa Leone X equiparò la visita alla Santa Casa a quella per Gerusalemme, riconoscendone il valore spirituale. Da allora si sono succeduti pellegrini illustri: san Carlo Borromeo, san Camillo de Lellis, san Luigi Gonzaga.

I papi del Novecento e del Duemila hanno continuato la tradizione: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II che vi tornò cinque volte, Benedetto XVI, Francesco. Oggi i pellegrini arrivano a piedi lungo le vie di fede che attraversano le Marche, in pullman organizzati, con i treni speciali dell’Unitalsi che portano malati e disabili. La Santa Casa resta il punto focale di ogni visita, il luogo dove depositare preghiere e ricevere quella pace che i pellegrini di tutti i secoli sono venuti a cercare su questo colle.